SOMMINISTRAZIONE LAVORO: prestazioni temporanee EBITEMP

Siglato il 28/7/2020, tra l’ASSOLAVORO, la NIDIL-CGIL, la FELSA-CISL, la UILTEMP, l’accordo per l’ampliamento temporaneo delle prestazioni erogate da EBITEMP in circostanza dell’emergenza covid-19, a favore delle lavoratrici e dei lavoratori in somministrazione di lavoro.

Le Parti, in considerazione della temporanea situazione di emergenza causata dalla diffusione del COVID-19, che ha interessato in particolar modo il settore della somministrazione, si sono incontrate per esaminare nello specifico le nuove proposte di ampliamento delle prestazioni, presenti nel sistema di welfare riconosciuto da Ebitemp, avanzate dalla Commissione Prestazioni.
Pertanto, dopo ampio confronto, tenuto conto dei bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori in somministrazione di lavoro, le Parti convengono sull’opportunità di integrare le prestazioni con le modalità di seguito descritte:


– Contributo per l’acquisto di materiale informatico finalizzato alla didattica a distanza ed all’attività di lavoro in smart-working – misure a sostegno delle lavoratrici/tori in somministrazione per emergenza Covid-19.
   – Contributo per la didattica a distanza rivolto alle lavoratrici/tori con figli o con minori sotto tutela o con figli iscritti a corsi legali di laurea, fiscalmente a carico
   – Contributo per la didattica a distanza per lavoratrici/tori iscritti ai corsi serali
   – Contributo per la didattica a distanza per lavoratrici/tori iscritti ad un corso legale di laurea
   – Contributo per la didattica a distanza per lavoratrici/tori con contratti di Apprendistato di I e III livello
   -Contributo per lavoratrici/tori con attività di lavoro in smart working


– Contributo per congedo parentale per emergenza covid-19 (Art. 23 D.L. n. 18/2020, così come modificato dall’art. 75 del D.L. n. 34/2020 convertito, con modificazioni, in L. n. 77/2020).


E’ stabilito l’ampliamento temporaneo della prestazione “Contributo per Asilo nido” per il periodo che va dal 15/6/2020 al 31/8/2020, finalizzato al riconoscimento di un contributo mensile fino ad un massimo di Euro 150,00 (centocinquanta), per le lavoratrici madri o lavoratori padri con un contratto di lavoro in somministrazione pari o superiore a 7 giorni e con un’anzianità lavorativa di almeno 3 mesi lavorati negli ultimi 12, che abbiano figli rientranti nella fascia di età fino al compimento dei 36 mesi e comunque fino al completamento della frequenza dell’anno scolastico/centro estivo nel periodo di riferimento (es. se il bambino ha compiuto tre anni nel mese di febbraio, considerare il contributo fino alla chiusura dell’anno scolastico/centro estivo), inseriti nelle strutture che svolgono attività di centri estivi.
Le modalità della prestazione rimangono invariate rispetto alla prestazione già in essere in Ebitemp. Si riconosce, in alternativa, il contributo per le attività dei centri estivi come istituito nel Decreto Rilancio per emergenza Covid-19 (le prestazioni “Asilo Nido” e “Campi estivi” non sono quindi cumulabili).

Protocollo Sicurezza 6/8/2020 per la riapertura delle scuole

Firmato il 6/8/2020, tra il Ministero dell’istruzione e FLC-CGIL, FSUR-CISL, FED UIL SCUOLA RUA, CONFSAL SNALS, ANIEF, ANP-CIDA, DIRIGENTI SCUOLA-DI.S.CONF., il Protocollo Sicurezza per l’avvio dell’anno scolastico

Come sostenuto dalle parti firmatarie, il presente Protocollo d’intesa ha la finalità di garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di COVID 19.
Il Ministero, si impegna a promuovere, sostenere e monitorare l’attuazione delle prescrizioni in esso contenute, in tutte le istituzioni scolastiche del sistema nazionale d’istruzione, nel periodo di vigenza dello stato di emergenza per pandemia da COVID-19, a.s. 2020/2021.
A tal fine si dispone che saranno attivate le relazioni sindacali previste dalle disposizioni vigenti, ivi compreso l’art. 22 del CCNL in relazione agli ambiti di competenza.
Si predispone:
– l’attivazione di un servizio dedicato di help desk per le istituzioni scolastiche, per richiedere assistenza via web, prenotazioni di chiamata e contattare il numero verde 800903080 attivo dal 24 agosto, dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, con funzioni di front office, al fine di raccogliere quesiti e segnalazioni sull’applicazione delle misure di sicurezza e fornire assistenza e supporto operativo anche di carattere amministrativo;
– un Tavolo nazionale permanente composto da rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, del Ministero della Salute e delle OO.SS. firmatarie del presente Protocollo, con funzioni di gestione condivisa relativa al confronto sull’attuazione del Documento tecnico scientifico presso le istituzioni scolastiche;
c) un Tavolo di lavoro permanente presso ogni USR, di cui fanno parte rappresentanti dell’USR designati dallo stesso Direttore, delle OO.SS. del settore scuola firmatarie del presente Protocollo, degli enti locali, dei Servizi di igiene epidemiologica e della Protezione Civile operanti sul territorio. Detti Tavoli svolgono una funzione di raccordo con il Tavolo nazionale permanente e le istituzioni scolastiche, fornendo soluzioni concrete alle problematiche segnalate dalle singole istituzioni scolastiche, anche avvalendosi degli uffici di ambito territoriale.
Il Ministero, inoltre, si impegna a:
– invitare le istituzioni scolastiche a comunicare alle famiglie, agli studenti interessati e ai lavoratori della scuola, tramite i canali di diffusione ordinariamente utilizzati, le determinazioni finali sulle procedure di contenimento del rischio di contagio;
– fornire supporto per la formazione, anche in modalità on-line, sull’uso dei DPI;
– attivare le azioni del caso affinché si dia l’opportunità di svolgere test diagnostici per tutto il personale del sistema scolastico statale e paritario, incluso il personale supplente, in concomitanza con l’inizio delle attività didattiche e nel corso dell’anno, nonché di effettuare test a campione per la popolazione studentesca con cadenza periodica. A tal fine, il Ministero fornisce specifiche indicazioni in relazione alle modalità per l’accesso ai test medesimi per il personale scolastico, sia di ruolo che supplente.
Si dichiara che saranno adottati i criteri di:
I. volontarietà di adesione al test;
II. gratuità dello stesso per l’utenza;
III. svolgimento dei test presso le strutture di medicina di base e non presso le istituzioni scolastiche.
Inoltre, si stabilisce che:
– ogni istituto scolastico dà attuazione delle indicazioni fornite dal CTS per il settore scolastico e delle linee guida stabilite a livello nazionale, secondo le specificità e le singole esigenze connesse alla peculiarità del territorio e dell’organizzazione delle attività, al fine di tutelare la salute delle persone presenti all’interno degli istituti e garantire la salubrità degli ambienti;
– il Dirigente scolastico (che esercita le funzioni di datore di lavoro nelle scuole statali, ovvero, per le scuole paritarie, il Datore di lavoro), per prevenire la diffusione del Virus, è tenuto a informare attraverso una un’apposita comunicazione rivolta a tutto il personale, gli studenti e le famiglie degli alunni sulle regole fondamentali di igiene che devono essere adottate in tutti gli ambienti della scuola;
– il Dirigente scolastico dovrà inoltre informare chiunque entri nei locali dell’Istituto circa le disposizioni delle Autorità anche utilizzando gli strumenti digitali disponibili.

Indennità di ultima istanza ai lavoratori a termine del turismo: beneficiari e modalità di richiesta


Riguardo ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno presentato, per il mese di marzo 2020, domanda per l’indennità COVID, ma che non ne hanno beneficiato in quanto privi della qualifica di stagionale, le relative domande verranno riesaminate d’ufficio al fine di verificare la spettanza dell’indennità in argomento per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020. Tale categoria di lavoratori, pertanto, non dovrà presentare alcuna domanda in quanto verrà considerata utile quella già presentata e respinta con la motivazione suindicata (Inps, circolare 14 agosto 2020, n. 94).


I lavoratori dipendenti a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali che, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, possono fruire di una specifica indennità per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2020 (D.M. 13 luglio 2020, n. 12). Ai fini dell’accesso al beneficio economico, tali soggetti devono far valere cumulativamente i seguenti requisiti:
– essere stati titolari, nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2019 al 17 marzo 2020, di uno o più rapporti di lavoro dipendente a termine nei settori predetti, la cui durata complessiva sia stata pari ad almeno 30 giornate;
– far valere, nel corso dell’anno 2018, la titolarità di uno o più rapporti di lavoro dipendente a termine o stagionale nei predetti settori, la cui durata complessiva si stata pari ad almeno 30 giornate;
– non essere titolari di trattamento pensionistico diretto, né di rapporto di lavoro dipendente alla data del 14 luglio 2020.
Al fine di individuare le attività economiche interessate e la categoria di lavoratori destinatari, rileva la classificazione dei datori di lavoro sulla base dei seguenti CSC:
– “70501”: Alberghi, Villaggi turistici, Ostelli della gioventù, Rifugi di montagna, Colonie marine e montane, Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence;
– “50102”: Attività di alloggio connesse alle aziende agricole;
– “70501”: Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte, Gestione di vagoni letto, Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero;
– “70502” e
70709″: Ristorazione con somministrazione;
– “50102”: Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole;
– “70502”: Ristorazione ambulante, Ristorazione su treni e navi;
– “70502” e
70709″: Bar e altri esercizi simili senza cucina;
– “41601” e “70503”: Gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali;
– “70504”,
40405″ e “40407″: Gelaterie e pasticcerie;
– “70504”: Gelaterie e pasticcerie ambulanti;
– “
70401″: Attività delle agenzie di viaggio, Attività dei tour operator, Attività delle guide e degli accompagnatori turistici, Attività delle guide alpine;
– “40404” e “70705”: Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto;
– “70708”: Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio n.c.a.;
– “11807” e “70708”: Stabilimenti termali.
La predetta indennità compete per un importo pari a 600,00 euro per ciascuna delle mensilità di marzo, aprile e maggio 2020, e non concorre alla formazione del reddito (D.P.R. n. 917/1986). Per il periodo di fruizione dell’indennità in parola non è riconosciuto l’accredito di contribuzione figurativa, né il diritto all’assegno per il nucleo familiare.
I lavoratori interessati devono presentare apposita domanda all’Inps, esclusivamente in via telematica, con modalità di identificazione più ampie e facilitate rispetto al regime ordinario. Nello specifico, le credenziali di accesso ai servizi per la prestazione sopra descritta sono attualmente:
– PIN rilasciato dall’Inps, sia ordinario sia dispositivo;
– SPID di livello 2 o superiore;
– Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
– Carta nazionale dei servizi (CNS).
In mancanza, è possibile accedere ai relativi servizi del portale Inps in modalità semplificata, per compilare e inviare la domanda on line, previo inserimento della sola prima parte del PIN dell’Inps, ricevuto via SMS o e-mail subito dopo la relativa richiesta del PIN. In alternativa al portale web, l’indennità Covid-19 può essere richiesta tramite il servizio di Contact Center integrato (al numero verde 803 164 da rete fissa oppure al numero 06 164164 da rete mobile), comunicando all’operatore la sola prima parte del PIN.
Con riferimento ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno presentato, per il mese di marzo 2020, domanda per l’indennità ex art. 29 del D.L. 18/2020, ma che non ne hanno beneficiato in quanto privi della qualifica di stagionale, le relative domande verranno riesaminate d’ufficio al fine di consentire la verifica dei requisiti di accesso all’indennità in argomento (art. 2, D.M. 13 luglio 2020, n. 12) per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020. Tale categoria di lavoratori, pertanto, non dovrà presentare alcuna domanda in quanto verrà considerata utile quella già presentata e respinta con la motivazione sopra esplicata.
L’indennità in argomento è cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità, nonché compatibile e cumulabile con la NASpI, la DIS-COLL, l’indennità di disoccupazione agricola, le erogazioni monetarie derivanti da borse di lavoro, stage e tirocini professionali, i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, i premi ed i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica e le prestazioni di lavoro occasionale nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile.
Avverso i provvedimenti adottati dall’Inps, in materia di indennità Covid-19 non è ammesso ricorso amministrativo. L’assicurato può tuttavia proporre azione giudiziaria avverso i suddetti provvedimenti.

Potenziamento della sicurezza nella provincia di Monza e Brianza.

Siglato il 27/7/2020 il protocollo d’intesa per il potenziamento della sicurezza sul lavoro nella provincia di Monza e della Brianza con durata triennale.

La Regione Lombardia, la Provincia di Monza e della Brianza, l’ITL Milano-Lodi, l’ATS Brianza, l’INAIL di Monza e l’INPS di Monza svolgono, in collaborazione con le Associazioni rappresentative dei lavoratori e con le Associazioni rappresentative dei datori di lavoro firmatarie del presente Protocollo, un’attività di analisi condivisa dei dati disponibili relativi agli infortuni e agli incidenti sul lavoro occorsi nella Provincia di Monza e della Brianza, tenendo conto anche dell’andamento economico, dei livelli occupazionali, nonché delle tipologie contrattuali e dei livelli di formazione dei lavoratori coinvolti.
Gli esiti di tale attività sono sintetizzati in report annuali congiunti di monitoraggio dell’andamento del fenomeno infortunistico nell’ambito della Provincia di Monza e della Brianza.
Entro il primo semestre dell’anno successivo, i report sono presentati in Prefettura alla presenza di tutti gli Enti firmatari del presente Protocollo, anche al fine di orientare le ulteriori iniziative che saranno poste in essere nell’ambito della formazione e nell’ambito dei controlli.
La Regione Lombardia, la Provincia di Monza e della Brianza, l’ITL Milano-Lodi, l’ATS Brianza, l’INAIL di Monza, l’INPS di Monza, le Associazioni rappresentative dei lavoratori e le Associazioni rappresentative dei datori di lavoro sviluppano e promuovono, anche in collaborazione con la Camera di Commercio metropolitana, con ANMIL Monza Brianza e con gli Enti bilaterali costituiti dalle Associazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, iniziative rivolte ai lavoratori e ai datori di lavoro finalizzate ad accrescere la cultura e la pratica della sicurezza e a promuovere il ruolo degli attori della prevenzione, con particolare attenzione ai settori delle costruzioni, del manifatturiero e dei servizi.
Gli stessi soggetti, anche in collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale di Monza Brianza, con la Camera di Commercio metropolitana, con ANMIL Monza Brianza e con gli Enti bilaterali costituiti dalle Associazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, sviluppano e promuovono iniziative di informazione, di sensibilizzazione e di prima formazione rivolte agli studenti, in particolare delle scuole secondarie di secondo grado, anche attraverso l’intervento di soggetti in possesso della qualifica di formatore per la salute e sicurezza sul lavoro.
Gli stessi soggetti predispongono, con cadenza annuale, un programma congiunto di tutte le iniziative organizzate. Preliminarmente all’avvio di ciascun anno, nel mese di dicembre il programma è presentato in Prefettura alla presenza di tutti gli Enti firmatari. Con le stesse modalità, nel mese di giugno di ciascun anno sono presentate le eventuali integrazioni del programma e le eventuali modifiche introdotte.


Cigd sportivi professionisti, disponibile on line l’applicativo Inps per la presentazione delle istanze


Ricondotta “pienamente” nell’alveo della cassa integrazione in deroga, con competenza autorizzatoria assegnata all’Inps, la misura a sostegno dei lavoratori dipendenti sportivi professionisti, sospesi per emergenza COVID, può essere richiesta per coloro che abbiano percepito retribuzioni contrattuali lorde non superiori a 50.000 euro, nella stagione sportiva 2019-2020, superando quindi, di fatto, il concetto di retribuzione annua, riferita al 2019 (Inps, messaggio 21 agosto 2020, n. 3137).


Tra le diverse novità introdotte dal D.L Agosto in tema di ammortizzatori sociali per causale COVID, figurano anche le modifiche alla disciplina della CIG in deroga per le sospensioni dei lavoratori dipendenti sportivi professionisti, ora ricondotta “pienamente” nell’alveo della cassa integrazione in deroga, con competenza autorizzatoria assegnata all’INPS (art. 2, D.L. n. 104/2020). La disposizione, in ogni caso, salvaguarda la validità e gli effetti prodotti dalle domande già presentate presso le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, che devono dunque provvedere alla relativa autorizzazione, qualora ne ricorrano i presupposti e comunque nei limiti delle risorse loro assegnate. In questo senso, i datori di lavoro interessati non devono produrre una nuova domanda all’Inps che sostituisca quella precedentemente presentata alle Regioni o alle Province autonome.
Riguardo ai requisiti di accesso alla prestazione, possono essere ammessi al trattamento in deroga i lavoratori dipendenti iscritti al Fondo pensione sportivi professionisti che abbiano percepito retribuzioni contrattuali lorde non superiori a 50.000 euro, nella stagione sportiva 2019-2020. La nuova previsione, quindi, supera il concetto di retribuzione annua, riferita al 2019. A tale proposito, peraltro, la retribuzione contrattuale utile per l’accesso alla misura viene dichiarata dal datore di lavoro.
Ulteriore novità riguarda il periodo massimo autorizzabile. In particolare, confermato il limite complessivo generale di 9 settimane autorizzabili per ogni singola associazione sportiva, esclusivamente per le associazioni aventi sede nelle Regioni ex zone gialle (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) possono essere autorizzati periodi fino a 13 settimane, nei limiti delle disponibilità finanziarie già assegnate alle medesime Regioni.
Tanto rappresentato, dal 21 agosto è disponibile l’applicativo per la presentazione all’Inps delle domande, sul portale “www.inps.it” nei Servizi OnLine accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, sezione “CIG e Fondi di solidarietà”, opzione “CIG in deroga INPS”, opzione “deroga INPS SPORTIVI”. Per presentare la domanda è necessario inserire la matricola del datore di lavoro e il periodo di sospensione, mentre le altre scelte (tipo richiesta e tipo pagamento) sono preimpostate e non modificabili. Al trattamento in parola possono accedere esclusivamente le aziende aventi Codice statistico contributivo “1.18.08”. Per tale trattamento di CIG in deroga, allo stato attuale, non è prevista l’anticipazione del 40% delle ore autorizzate. L’acquisizione dei dati della domanda viene completata selezionando l’unità produttiva dall’elenco proposto dalla procedura e allegando la lista dei beneficiari in formato “csv”. E’ obbligatorio anche l’inserimento dell’accordo sindacale in formato “pdf” e della relativa data di sottoscrizione. Infine, gli effetti del regime decadenziale relativo alle istanze di concessione del trattamento presentate all’Inps si considerano operanti decorsi 30 giorni dalla data del 21 agosto.

DURC on line: validità prorogata fino al 29 ottobre, ma non per le Stazioni appaltanti


I Durc On Line con data fine validità compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, devono ritenersi validi fino al 29 ottobre 2020, a nulla rilevando la proroga dello stato di emergenza sino al 15 ottobre. Rimane fermo, in ogni caso, che le Stazioni appaltanti e le Amministrazioni procedenti, nell’ambito delle fasi preordinate alla selezione del contraente o alla stipulazione del contratto relativamente a lavori, servizi o forniture pubbliche, devono comunque effettuare la richiesta di verifica della regolarità a secondo le ordinarie modalità, indipendentemente dalla presenza di un Durc con validità prorogata (Inps, messaggio 10 agosto 2020, n. 3089).


Come noto lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario, connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, dichiarato per 6 mesi decorrenti dal 31 gennaio 2020, è stato prorogato fino al 15 ottobre 2020 (Delibera del Consiglio dei Ministri del 29 luglio 2020). Successivamente, con un ulteriore intervento normativo (art. 1, co. 4, D.L. 30 luglio 2020, n. 83) è stato stabilito che i termini previsti da disposizioni legislative diverse da quelle individuate nell’allegato al Decreto n. 83, connessi o correlati alla cessazione dello stato di emergenza, non si considerano modificati a seguito della proroga del predetto stato di emergenza e la loro scadenza resta riferita al 31 luglio 2020.
Tra le norme indicate nel citato allegato non è incluso l’art. 103, co. 2, primo periodo, del D.L. n. 18/2020, sicchè tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, incluso il DURC on line, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i 90 giorni successivi alla data del 31 luglio 2020, ovvero sino al 29 ottobre 2020.
Dunque, tutti i contribuenti per i quali è stato già prodotto un Durc On Line con data fine validità compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020 ovvero i richiedenti ai quali sia stata comunicata la formazione del medesimo Durc on line, devono ritenere valido lo stesso Documento fino al 29 ottobre 2020, nell’ambito dei procedimenti in cui è richiesto il possesso del DURC, senza procedere ad una nuova interrogazione.
Rimane fermo, in ogni caso, che le stazioni appaltanti/amministrazioni procedenti, nell’ambito delle fasi del procedimento preordinate alla selezione del contraente o alla stipulazione del contratto relativamente a lavori, servizi o forniture (art. 8, co. 10, D.L. 16 luglio 2020, n. 76), devono comunque effettuare la richiesta di verifica della regolarità contributiva secondo le ordinarie modalità (D.M. 30 gennaio 2015), indipendentemente dalla presenza di un Durc on Line con validità prorogata.
Pertanto, le richieste di verifica della regolarità pervenute a partire dal 19 luglio 2020 (data di entrata in vigore della L. n. 77/2020), nonché quelle per le quali alla medesima data sia ancora in corso l’istruttoria, inclusi i casi per i quali sia stato già notificato l’invito a regolarizzare, devono essere definite nel rispetto delle disposizioni ordinarie (D.M. 30 gennaio 2015). In particolare, verrà emesso:
– un Durc On Line, ove l’esito dell’istruttoria si concluda con l’attestazione di regolarità indipendentemente o meno dalla presenza di un Durc On Line con validità prorogata;
– un Documento Verifica di regolarità contributiva, ove l’istruttoria si concluda con l’esito di irregolarità, pur in presenza di un Durc On Line con validità prorogata.
Al riguardo, l’utilizzo dei Durc on Line con data scadenza compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020 e con validità prorogata “ope legis” al 29 ottobre 2020, è riservato alle valutazioni di esclusiva competenza delle Stazioni appaltanti/Amministrazioni procedenti, in relazione alle specifiche finalità per le quali è richiesta la verifica della regolarità contributiva.
Infine, ai fini della verifica della regolarità contributiva, qualora l’invito a regolarizzare, nell’ambito del procedimento ordinario (art. 4, D.M. 30 gennaio 2015), riporti l’irregolarità relativa ad un periodo compreso tra quelli previsti dalle norme in materia di sospensione, gli interessati che non abbiano già provveduto ad effettuare gli adempimenti previsti dall’Inps in riferimento a ciascuna Gestione previdenziale, dovranno procedere, nei termini assegnati, alla loro regolarizzazione con l’invio dell’istanza di sospensione (se si tratta di lavoratori autonomi, aziende agricole o autonomi agricoli) ovvero mediante l’inserimento dei codici di sospensione all’interno del flusso Uniemens (se si tratta di datori di lavoro o committenti), dandone comunicazione alla casella di posta indicata nell’invito.

Accordo Confesercenti sulle assunzioni a termine nei CAF

Sottoscritto, il 6/8/2020, da Confesercenti e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, l’accordo di in materia di assunzione a tempo determinato del personale dipendente dai centri di assistenza fiscale


 


L’intesa firmata il 6/8/2020 da Confesercenti e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, integra l’accordo raggiunto in data 18/3/2019 in tema di assunzione a tempo determinato dal personale dipendente da parte delle società di servizi di assistenza fiscale ed amministrativa.
Le Parti, preso atto delle modifiche introdotte da inderogabili disposizioni di legge, concordano le attività svolte dal CAF nel periodo intercorrente dal 1 gennaio al 30 settembre dell’anno 2020 rientrino a pieno titolo della definizione di attività stagionale del CAF. In tal senso, ribadiscono tutto quanto già concordato nel citato accordo del 18/3/2019 e, con specifico riferimento al ricorso ai contratti a termine e alla somministrazione di lavoratori a tempo determinato, riaffermano:
– Ricorso delle assunzioni a tempo determinato
Per far fronte alle specifiche necessità del CAF e della loro attività è necessario il ricorso alle assunzioni a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali così come previsto dal succitato D.Lgs. n. 81/2015 per gli effetti di cui agli artt. 19, comma 2; 21, comma 1; 21, comma 2; 23, comma 2, lett. c), ed in deroga a quanto previsto dal CCNL del Terziario, distribuzione e servizi in quanto non corrispondenti alla tipicità del servizio svolto.
Analogamente, per le motivazioni suesposte, sono da intendersi sospese le limitazioni quantitative di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 31 del D.Lgs. n. 81/2015 – come modificato dalla Legge n. 96/2018 – per le assunzioni dei lavoratori somministrati con contratto a di somministrazione di lavoro a tempo determinato.
– Diritto di precedenza
I lavoratori assunti a tempo determinato stagionale per lo svolgimento degli adempimenti sopra citati, godranno ai sensi dell’art. 24 comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015 del diritto di precedenza rispetto alle assunzioni per le campagne successive, purché ne segnalino la volontà per iscritto entro tre mesi dalla conclusione del rapporto di lavoro.

Terziario Esteso (Anpit-Cisal): misure di sicurezza covid-19

Siglato il 10/8/2020, presso la Commissione Bilaterale ENBIC, l’accordo interfederale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Virus Covid-19 nelle Aziende del Terziario Esteso.

La Commissione Bilaterale Nazionale di Garanzia, Interpretazione, Certificazione e Conciliazione dell’En.Bi.C., tenuto conto dell’evoluzione della pandemia da “Covid-19” e, conseguentemente, della normativa vigente per il contrasto dei relativi effetti nei luoghi di lavoro che, nel tempo, ha permesso una progressiva apertura delle attività prima precluse e maggiore mobilità territoriale e delibera la seguente Interpretazione Integrativa.


La disposizione del punto C., art. 5 dell’Accordo Interfederale del 27/4/2020, che prevede che “l’ingresso in azienda di soggetti già risultati positivi all’infezione da Covid-19 dovrà avvenire solo dopo l’evidenza di “negativizzazione” del tampone rilasciata dal Dipartimento di prevenzione territoriale di competenza”, dev’essere estesa anche al caso di lavoratori che non abbiano evidenza di infezione ma siano stati a contatto “ravvicinato” (sociale, familiare o amicale)’ con persone infette.
Pertanto, il nuovo punto C., art. 5 dell’Accordo Interfederale del 27/4/2020, integrato come sopra, sarà il seguente:
Art. 5 – punto C.: E’ precluso l’ingresso in azienda ai lavoratori già risultati positivi all’infezione da Covid-19 o che siano stati a contatto con persone, in ambito sociale, amicale o familiare, risultate positive all’infezione. In tali casi, l’ingresso dovrà avvenire soltanto dopo l’evidenza di “negativizzazione” del tampone, rilasciata dal Dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.
La presente Interpretazione Integrativa, essendo conforme alla normativa vigente e ai principi generali di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ha immediata validità applicativa.
Le Parti aziendali dovranno quindi adeguare la disciplina e disposizioni di lavoro alla presente Interpretazione, sempre in conformità ai Protocolli Aziendali vigenti, sottoscritti con il RSPP (interno o esterno), l’eventuale R.S.A. e il R.L.S. e, fermo restando l’obbligo di adeguamento ad eventuali nuove disposizioni legali in materia.

Inps, prime indicazioni sulla “nuova” gestione delle domande di integrazione salariale


In attesa delle circolari illustrative della disciplina di dettaglio prevista dal D.L. Agosto, con messaggio n. 3131 del 21 agosto 2020, l’Inps fornisce le prime indicazioni in ordine alle novità introdotte riguardo ai trattamenti di CIGO, CIG in deroga, assegno ordinario e CISOA.


Come noto, il D.L. Agosto (D.L. 14 agosto 2020, n. 104) ha ulteriormente innovato l’impianto normativo in materia di ammortizzatori sociali connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19, prevedendo importanti novità sia sul fronte dei trattamenti di CIGO, CIGD, ASO e CISOA, che vengono rimodulati, sia su quello relativo all’ammissione alle citate misure, in taluni casi collegata all’obbligo del versamento di un contributo addizionale a carico delle aziende che vi ricorrono.
Riguardo al primo aspetto, i datori di lavoro possono accedere ai trattamenti di integrazione salariale (ordinari o in deroga) o dell’assegno ordinario, per una durata massima di 9 settimane, per periodi decorrenti dal 13 luglio 2020 al 31 dicembre 2020, incrementate di ulteriori 9 settimane, nel medesimo arco temporale, per i soli datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il precedente periodo di 9 settimane e purché sia integralmente decorso detto periodo. Rimane fermo il meccanismo dell’invio di domande distinte per chiedere l’intervento di sostegno al reddito.
La possibilità di fruire dei citati trattamenti, fino a 18 settimane complessive ed entro il 31 dicembre 2020, implica l’azzeramento del conteggio di quelle richieste ed autorizzate per i periodi fino al 12 luglio 2020, ai sensi della precedente normativa (D.L. n. 18/2020, convertito in L. n. 27/2020; D.L. n. 34/2020, convertito in L. n. 77/2020). In ogni caso, i periodi di integrazione, già richiesti e autorizzati, che si collocano, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020, sono automaticamente imputati alle prime 9 settimane del nuovo periodo di trattamenti previsto.
La spettanza del primo periodo di 9 settimane non è subordinata ad alcuna specifica condizione, mentre il ricorso alle ulteriori 9 settimane è collegato alla verifica del fatturato delle aziende richiedenti, che può far sorgere in capo all’azienda l’obbligo del versamento di un contributo addizionale, da calcolarsi sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, nelle seguenti misure che seguono:
– 18%, per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato nel raffronto tra il primo semestre 2020 e il primo semestre 2019;
– 9%, per i datori di lavoro che, nel primo semestre 2020, hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20% rispetto a quello del corrispondente semestre del 2019;
– nessun contributo addizionale per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% o hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019.
A tal riguardo, per richiedere l’ulteriore periodo di 9 settimane di integrazione salariale (ordinaria o in deroga) e di assegno ordinario, i datori di lavoro devono corredare la domanda di concessione dei trattamenti con una dichiarazione di responsabilità (art. 47, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445), in cui autocertificano la sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato. In mancanza, il contributo addizionale è richiesto nella misura massima del 18%. In ogni caso, la verifica della veridicità delle dichiarazioni fornite dai datori di lavoro sarà effettuata dall’Inps e dall’Agenzia delle Entrate con modalità e termini che saranno definiti anche con accordi di cooperazione.
Riguardo alle modalità di accesso ai nuovi trattamenti di integrazione salariale e assegno ordinario, i datori di lavoro devono continuare a utilizzare la causale “COVID-19 nazionale” già in essere.
Anche nel settore agricolo viene previsto un ulteriore possibile periodo di accesso ai trattamenti di cassa integrazione, per una durata massima di 50 giorni, nel periodo ricompreso tra il 13 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020, cui vanno detratti i periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi della precedente normativa, che si collocano, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020. L’ulteriore periodo di CISOA della durata massima di 50 giorni, non è in alcun modo collegato alla verifica dell’andamento del fatturato aziendale.
Quanto ai termini di trasmissione delle domande e dei dati utili al pagamento o al saldo dei trattamenti di CIGO, CIGD, ASO e CISOA, rimangono ferme le scadenze già stabilite, salva la previsione di uno slittamento transitorio al 30 settembre 2020 della scadenza ordinaria del 31 agosto 2020, per la trasmissione delle domande con inizio di sospensione/riduzione dal 13 luglio 2020. Parallelamente, è introdotto un differimento al 30 settembre 2020 dei termini per l’invio delle domande e dei dati utili al pagamento o al saldo dei trattamenti che, in via ordinaria, scadrebbero nel periodo ricompresso tra il 1° e il 31 agosto 2020. Di qui, anche le domande di trattamenti con inizio della sospensione/riduzione dal 1° al 12 luglio 2020, ancorché non ricomprese nella nuova disciplina, possono essere utilmente trasmesse entro il 30 settembre 2020.
Altresì, i termini decadenziali di invio delle domande di accesso ai trattamenti collegati all’emergenza da COVID-19 e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi, compresi quelli differiti in via amministrativa, in scadenza entro il 31 luglio 2020, sono differiti al 31 agosto 2020.

Metalmeccanici e Terziario (Anpit-Cisal): disciplinato il lavoro agile

Stipulata il 27/7/2020, tra l’ANPIT, l’ASCOB, l’ASSOFRIGORISTI Datoriale, la CIDEC, la CONFIMPRENDITORI, l’UNICA e la CISAL Metalmeccanici, la CISAL Terziario, la disciplina generale in materia di Lavoro Agile, da applicare, sviluppare ed aggiornare in sede aziendale, mediante Accordi di Secondo Livello e/o Accordi Individuali, avvalendosi del contributo di expertise dell’Universitas Mercatorum e del Centro Studi dell’Ente Bilaterale Confederale (Enbic).

Il Lavoro Agile consiste nell’eseguire la prestazione lavorativa, con riferimento ad un rapporto di lavoro subordinato, con modalità definite mediante Accordo tra le Parti anche con forme di organizzazione per fasi, cicli ed obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.
Per tali ragioni, il Lavoratore Agile differisce dalla tradizionale disciplina del lavoro, essendo caratterizzato da alcuni elementi quali: flessibilità dell’orario di lavoro e della prestazione, valutazione non puntuale ma complessiva dei risultati, rapporto fiduciario elevato, interlocutorio ed interattivo.
Il Lavoro Agile è oggi favorito dall’uso di strumenti informatici, dal facile accesso alle Banche dati, dalla messa a disposizione in tempo reale dei risultati, dalla possibilità (di fatto) del telecontrollo lavorativo, almeno rispetto ai risultati complessivi.
Il Lavoratore, beneficiando della flessibilità che è appunto uno degli elementi più peculiari del Lavoro Agile, può conciliare meglio i propri bisogni familiari e personali con il lavoro, riuscendo ad essere anche più produttivo con conseguente vantaggio personale ed aziendale.
Il presente accordo ha lo scopo di concordare la disciplina generale in materia di Lavoro Agile, da applicare, sviluppare ed aggiornare in sede aziendale, mediante Accordi di Secondo Livello e/o Accordi Individuali, nel rispetto dei principi e dei limiti imposti dalla legge.
Le Parti stipulanti riconoscono il particolare valore che il Lavoro Agile può avere nell’ambito delle Reti d’impresa al fine di massimizzare l’aumento di competitività del sistema, obiettivo comune alle due normative. Anche in ragione delle recenti previsioni contenute nel d.l 76/2020 e della circostanza che esso può svolgersi organizzazione per fasi, cicli ed obiettivi, che costituiscono elemento centrale per la disciplina legale delle reti.
Il Lavoro Agile ha carattere volontario sia per l’Azienda, che per il Lavoratore, nel senso che un rapporto di lavoro in modalità di Lavoro Agile può trarre origine soltanto da un accordo tra le parti.
L’accordo deve essere stipulato in forma scritta ad probationem, dunque ai fini della regolarità amministrativa e della prova.
Esso disciplina l’esecuzione della prestazione lavorativa svolta all’esterno dei locali aziendali, anche con riguardo alle forme di esercizio dei poteri del datore di lavoro ed agli strumenti utilizzati dal lavoratore. L’accordo può essere a termine o a tempo indeterminato, in ragione delle esigenze organizzative aziendali e dei bisogni personali e familiari del lavoratore.
All’interno dell’accordo, le Parti devono stabilire:
– le modalità di esercizio del potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione resa dal lavoratore all’esterno dei locali aziendali;
– le condotte, connesse all’esecuzione della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, che danno luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari;
– l’orario di lavoro, ed i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche ed organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore, secondo quanto previsto dal presente accordo e dalla legge;
– le modalità di esercizio del potere direttivo, l’indicazione delle mansioni, degli obiettivi o delle fasi di lavorazioni eventualmente assegnati al lavoratore.
L’Accordo in oggetto va comunicato ai Servizi per l’Impiego, così come la comunicazione preventiva di assunzione, mediante apposita procedura telematica disponibile sul sito del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali. Infatti, l’Accordo per lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità di Lavoro Agile e le sue modificazioni sono oggetto delle comunicazioni.
In caso di contratto a tempo indeterminato, il recesso dalla modalità di Lavoro Agile deve avvenire con un preavviso che non deve essere inferiore a 30 giorni.
Viene fatta eccezione per i lavoratori disabili, per i quali il termine di preavviso del recesso da parte del datore di lavoro non può essere inferiore a 90 giorni, al fine di permettere una idonea e adeguata riorganizzazione dei percorsi di lavoro, con riguardo alle specifiche esigenze di vita e di cura del lavoratore.
In ogni caso, a fronte di un giustificato motivo (oggettivo o soggettivo), che deve essere esplicitamente dichiarato da chi intende recedere dal contratto, il diritto di recesso può essere esercitato da ciascuno dei contraenti: prima della scadenza del termine in caso di contratto a tempo determinato, ovvero senza preavviso in caso di contratto a tempo indeterminato.
Nell’accordo individuale e/o in quelli decentrati (di Secondo Livello), potranno essere indicate le casistiche che costituiscono giustificato motivo e giusta causa di recesso.
Il datore di lavoro deve consegnare obbligatoriamente, una volta l’anno, al lavoratore in modalità agile ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, una specifica informativa contenente i rischi generali e quelli connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.
La formazione del Lavoratore Agile potrà avvenire, al pari degli altri lavoratori, in modalità telematica e “a distanza”, anche attraverso apposite convenzioni con l’Ente Bilaterale di Categoria di riferimento per il CCNL applicato al rapporto di lavoro (ENBIC Sicurezza o ENBIMS Sicurezza).
L’attività lavorativa può essere svolta in parte all’interno di locali aziendali ed in parte all’esterno, senza che vi sia una postazione fissa.
Tale postazione deve essere compatibile con lo svolgimento delle attività lavorative concordate in modalità agile con il Datore e conforme alle previsioni preventivamente pattuite tra le Parti in materia di sicurezza sul lavoro e relativamente ai rischi assicurati INAIL da parte del Datore di lavoro.
Le Parti stabiliscono l’orario di lavoro, che deve comunque rispettare i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva ed i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche ed organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro nelle fasce d’orario concordate durante le quali il lavoratore non potrà essere contattato in alcun modo dal datore di lavoro, salvo per cause urgenti, eventualmente imprevedibili.
Il trattamento economico del Lavoratore Agile non deve essere inferiore a quello applicato, in attuazione dei Contratti Collettivi Nazionali di cui in Premessa, ai lavoratori che all’interno dell’impresa svolgono le medesime mansioni.
Tutti gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti sia per gli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato, sia per l’attuazione di piani di welfare aziendale, inclusi il servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto o le indennità sostitutive di mensa, devono ritenersi applicabili anche ai rapporti di lavoro subordinato nei quali l’attività lavorativa viene resa in modalità di Lavoro Agile.