DL Aprile: le nuove misure di contenimento


Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto-legge che introduce misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici (Presidenza Consiglio dei Ministri – comunicato 31 marzo 2021, n. 10).

Il testo del DL aprile prevede in particolare:
– per tutto il mese di aprile, l’applicazione nelle zone gialle delle misure della zona arancione;
– l’estensione delle misure previste per la zona rossa in caso di particolare incidenza di contagi (superiori a 250 casi ogni 100mila abitanti e nelle aree con circolazione delle varianti) sia con ordinanza del Ministro della salute che con provvedimento dei Presidenti delle Regioni;
– la possibilità, nella zona arancione, di uno spostamento giornaliero verso una sola abitazione privata abitata in ambito comunale.


Il testo prevede la possibilità entro il 30 aprile di apportare modifiche alle misure adottate attraverso specifiche deliberazioni del Consiglio dei Ministri.


Dal 7 al 30 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale è previsto lo svolgimento in presenza dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia, nonché dell’attività didattica del primo ciclo di istruzione e del primo anno della scuola secondaria di primo grado.
Per i successivi gradi di istruzione è confermato lo svolgimento delle attività in presenza dal 50% al 75% della popolazione studentesca in zona arancione mentre in zona rossa le relative attività si svolgono a distanza, garantendo comunque la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.


Inoltre, il decreto:


– esclude la responsabilità penale del personale medico e sanitario incaricato della somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2, per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale, allorché le vaccinazioni siano effettuate in conformità alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della salute relative;


– introduce disposizioni volte ad assicurare l’assolvimento dell’obbligo vaccinale da parte del personale medico e sanitario, prevedendo una dettagliata procedura per la sua operatività e adeguate misure in caso di inottemperanza (assegnazione a diverse mansioni ovvero sospensione della retribuzione);


– stabilisce che le previsioni già vigenti per i soggetti incapaci ricoverati presso strutture sanitarie assistite in merito alla manifestazione del consenso alla somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 siano estese anche alle persone che, pur versando in condizioni di incapacità naturale, non siano ricoverate nelle predette strutture sanitarie assistite o in altre strutture analoghe;


– proroga al 31 luglio 2021 alcune disposizioni in materia di giustizia civile, penale, amministrativa, contabile e tributaria, prevede norme sullo svolgimento dell’attività giudiziaria in periodo di emergenza pandemica e reca modifiche al codice della giustizia contabile;


– proroga al 31 maggio 2021 il termine concernente le procedure di assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori socialmente utili (LSU) e dei lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità (LPU) (Basilicata, Calabria, Campania e Puglia) nonché i contratti a tempo determinato degli LSU e LPU (Calabria), con oneri a carico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;


– estende agli enti del Terzo settore (ONLUS, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale) la disciplina prevista per lo svolgimento delle assemblee ordinarie con modalità semplificate per le società sino al 31 luglio 2021;


– proroga dal 30 aprile al 15 giugno la scadenza entro la quale il Presidente del Consiglio dei Ministri deve assegnare alle Regioni interessate il termine per adottare i provvedimenti per il riequilibrio finanziario;


– dispone deroghe per lo svolgimento dei concorsi pubblici prevedendo lo svolgimento di una sola prova scritta e una orale, con modalità decentrate. Si prevedono inoltre modalità ulteriormente semplificate (prova orale facoltativa) per i concorsi relativi al periodo dell’emergenza sanitaria e la possibilità a regime per le commissioni di suddividersi in sottocommissioni. È esclusa l’applicazione delle procedure derogatorie per il personale in regime di diritto pubblico. Inoltre, dal 3 maggio 2021 i concorsi riprenderanno in presenza nel rispetto delle linee guida del Comitato tecnico-scientifico;


– consente lo svolgimento della prova scritta del concorso per magistrato ordinario indetto con decreto del Ministro della giustizia 29 ottobre 2019 anche in deroga alle disposizioni vigenti, che regolano lo svolgimento di procedure concorsuali nel corso dell’emergenza pandemica da COVID-19. Si prevede espressamente che l’accesso dei candidati ai locali destinati allo svolgimento della prova scritta e della prova orale sia subordinato alla presentazione di una dichiarazione sostitutiva, sulle condizioni previste dal decreto del Ministro della giustizia concernente l’accesso ai locali adibiti alle prove.


Sisma Centro Italia: agevolazioni in favore delle imprese nella ZFU


Definiti i requisiti, le modalità e i termini di accesso alle agevolazioni, alla luce delle novità introdotte dal decreto Agosto (art. 57, co. 6, D.L. n. 104/2020), in favore delle imprese e dei titolari di reddito di lavoro autonomo localizzati nella zona franca urbana nei comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016 (Ministero dello Sviluppo economico – Circolare 29 marzo 2021, n. 100050).

A partire dal 20 maggio e sino al 16 giugno 2021 potranno essere presentate le domande per richiedere le agevolazioni in favore delle imprese e i lavoratori autonomi con sede nella Zona Franca Urbana, istituita nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo, che sono stati colpiti dagli eventi sismici susseguiti dal 24 agosto 2016.
Le risorse disponibili per le esenzioni fiscali e contributive sono pari a circa 90 milioni di euro.


Accertamento da studi di settore: incidenza della specifica realtà nel periodo accertato

In tema di accertamento induttivo basato sugli studi di settore, le difficoltà di esercizio dell’impresa correlate al progressivo aggravamento dello stato di salute del legale rappresentante e socio della società contribuente integrano le condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui è applicabile lo standard prescelto dall’Amministrazione in considerazione della specifica realtà economica svolta nel periodo di tempo cui l’accertamento si riferisce (Corte di Cassazione – Ordinanza 24 marzo 2021, n. 8327)

IL CASO

La controversia ha origine dagli avvisi di accertamento con i quali l’Ufficio ha induttivamente determinato un maggior reddito di impresa della società, in considerazione della grave incongruenza tra i ricavi dichiarati e quelli desumibili dallo studio di settore applicato, e di conseguenza un corrispondente maggiore reddito da partecipazione in capo ai soci.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso, escludendo l’applicabilità al caso concreto dello studio di settore – come rielaborato, rispetto a quello originario, dallo stesso Ufficio – per avere la contribuente fornito la prova della “specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo cui si riferiva l’accertamento” atta a giustificare l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui potesse applicarsi lo “standard” prescelto. Specifica realtà dell’attività economica che i giudici hanno ravvisato – con valutazione di merito insindacabile in sede di legittimità – nelle difficoltà di esercizio dell’impresa correlate al progressivo aggravamento dello stato di salute del legale rappresentante e socio della società contribuente.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Su ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici tributari.
In punto di diritto, le Commissioni tributarie giudicanti hanno osservato che:
1) premesso che gli studi di settore “hanno rilevanza di prova presuntiva, suscettibile di prova contraria, nell’ambito di un accertamento induttivo, collegato tuttavia a criteri di ragionevolezza in relazione al caso concreto”, il riferimento al “caso concreto” confermerebbe la necessità di adeguare il risultato delle presunzioni degli studi di settore alla situazione personale del contribuente;
2) i risultati dell’accertamento basato sugli studi di settore potevano concretare una presunzione grave, precisa e concordante soltanto in presenza di altri elementi, anche indiziari, che attestassero la normalità dell’attività della ditta in ordinarie condizioni nella realtà economica del proprio settore;
3) la dimostrazione di tale normalità spettava all’Ufficio tenuto a provare: a) relativamente al contribuente che egli vivesse una realtà economica normale e non si trovasse in una situazione svantaggiata o anomala; b) relativamente alla zona territoriale in cui lo stesso operasse che la stessa non fosse caratterizzata da una particolare situazione economica;
4) l’onere della prova dell’applicabilità dello standard prescelto al caso concreto faceva carico all’ente impositore mentre “sul contribuente gravava quella – anche mediante presunzioni semplici – della sussistenza di condizioni che giustificassero l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui potessero essere applicati gli standard o come appare nella specie, della specifica realtà economica svolta nel periodo di tempo cui l’accertamento si riferisce”.


La Corte di Cassazione ha precisato che la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli “standards” in sé considerati – meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività – ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente con il contribuente, pena la nullità dell’accertamento.
In tale sede quest’ultimo ha l’onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame, mentre la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello “standard” prescelto e con le ragioni per le quali non sono state ritenute attendibili le allegazioni del contribuente.
L’esito del contraddittorio, tuttavia, non condiziona l’impugnabilità dell’accertamento, potendo il giudice liberamente valutare tanto l’applicabilità degli standards al caso concreto, da dimostrarsi dall’ente impositore, quanto la controprova offerta dal contribuente che, al riguardo, non è vincolato dalle eccezioni sollevate nella fase del procedimento amministrativo e dispone della più ampia facoltà, incluso il ricorso a presunzioni semplici, anche se non abbia risposto all’invito al contraddittorio in sede amministrativa. In tal caso, però, egli assume le conseguenze di questo suo comportamento, in quanto ogni qual volta il contraddittorio sia stato regolarmente attivato ed il contribuente ometta di parteciparvi ovvero si astenga da qualsivoglia attività di allegazione, l’Ufficio può motivare l’accertamento sulla sola base dell’applicazione degli standards e non è tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa esercitata in ragione del semplice disallineamento del reddito dichiarato rispetto ai menzionati parametri.


La motivazione dell’avviso di accertamento, pertanto, non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento, essendo preciso onere dell’Ente impositore motivare adeguatamente sulla concreta applicabilità dello studio di settore prescelto, a partire dal cluster di riferimento, e sulle ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente, infatti, quel che assume centrale importanza nell’accertamento mediante l’applicazione dei parametri o studi di settore è proprio il contraddittorio con il contribuente dal quale possono emergere elementi idonei a commisurare alla concreta realtà economica dell’impresa la “presunzione” indotta dal rilevato scostamento del reddito dichiarato dai parametri e, di conseguenza, la giustificabilità di un onere della prova contraria a carico del contribuente.


L’applicazione dello studio di settore per l’accertamento induttivo del reddito d’impresa può essere legittimamente esclusa dalla prova della “specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo cui si riferiva l’accertamento”, costituita dalle difficoltà di esercizio dell’impresa correlate al progressivo aggravamento dello stato di salute del legale rappresentante e socio della società contribuente.


Registratori di cassa telematici: prorogati i termini di adeguamento

Slittano al 1° ottobre 2021 i termini per l’adeguamento dei registratori di cassa telematici al nuovo tracciato telematico dei dati dei corrispettivi giornalieri “versione 7.0 – giugno 2020”. Prorogato anche, al 30 settembre 2021, il termine entro il quale i produttori possono dichiarare la conformità alle specifiche tecniche di un modello di registratore telematico già approvato (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 30 marzo 2021, n. 83884).

L’Agenzia delle Entrate ha recepito le richieste provenienti dalle associazioni di categoria ed ha disposto la proroga dei termini di adeguamento dei registratori di cassa telematici al nuovo tracciato telematico per l’invio dei dati dei corrispettivi giornalieri.


Secondo le disposizioni in materia di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, qualora un modello di Registratore Telematico/Server RT sia già stato approvato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, il produttore può dichiarare la conformità del modello alle nuove regole tecniche con apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate. La comunicazione deve riportare:
– gli estremi del provvedimento di approvazione già adottato dell’Agenzia delle entrate;
– la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che il sistema è conforme alle specifiche tecniche aggiornate del provvedimento n. 182017/2016;
– la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che le modifiche apportate al sistema ai soli fini della conformità dichiarata non ne inficiano il livello di garanzia fiscale.
Il termine entro il quale è possibile presentare la suddetta comunicazione di conformità è stato prorogato dal 31 marzo 2021 al 30 settembre 2021.


Le comunicazioni pervenute all’Agenzia sono trasmesse alla Commissione per l’approvazione degli apparecchi misuratori fiscali. Sentito il parere della Commissione, l’Agenzia può chiedere al produttore di presentare obbligatoriamente, entro 30 giorni, il modello di Registratore Telematico all’esame della Commissione, ai fini della verifica della conformità di quanto dichiarato, pena la revoca del provvedimento di approvazione del modello.
Laddove la Commissione riscontri la non conformità di quanto dichiarato, l’Agenzia può richiedere al produttore di presentare obbligatoriamente, entro 60, regolare istanza di variante corredata della prevista certificazione dell’intervento, pena la revoca del provvedimento di approvazione del modello.
Conseguentemente, dal 1° ottobre 2021 (non più dal 1° aprile 2021), qualora il produttore di un Registratore Telematico, successivamente all’invio della comunicazione di conformità, presenti un’istanza all’Agenzia delle Entrate per ottenere un provvedimento di approvazione di una variante, quest’ultima deve contenere anche la richiesta di approvazione della Commissione di quanto dichiarato nella comunicazione di conformità.


Inoltre, è stato posticipato dal 1° aprile 2021 al 1° ottobre 2021 il termine da cui decorre l’utilizzo obbligatorio del tracciato telematico “TIPI DATI PER I CORRISPETTIVI – Versione 7.0 – Giugno 2020” per la memorizzazione e l’invio dei dati dei corrispettivi giornalieri. Più tempo dunque per adeguare i Registratori di cassa Telematici al nuovo tracciato telematico obbligatorio.

Chiarimenti dal Fisco sulla successione transfrontaliera


L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per il diritto tedesco alla morte della persona, il patrimonio, inclusi gli eventuali legati, passa agli eredi che ne acquisiscono la proprietà e spetta a questi ultimi di presentare la dichiarazione di successione e pagare tutte le imposte. Qualora il de cuius abbia lasciato un testamento olografo mediante il quale ha disposto un legato a favore della propria compagna, in tal caso, solo successivamente alla richiesta di trasferimento dell’immobile al legatario da parte degli eredi che si provvede tramite dichiarazione integrativa, a ricalcolare l’imposta effettivamente dovuta dai rispettivi beneficiari e gli eredi avranno diritto al rimborso di quanto versato in eccedenza (Agenzia Entrate – risposta 30 marzo 2021, n. 224).

La regola generale per le successioni transfrontaliere prevede quale principio cardine per individuare la legge applicabile alla successione quello della residenza abituale del defunto al momento della morte.


Nel caso in esame alla successione si applica il diritto tedesco in quanto il de cuius era cittadino tedesco con ultima residenza in Germania.


In diritto tedesco il legato fa nascere al momento dell’apertura della successione un diritto che il beneficiario/legatario acquista nei confronti dell’erede; diritto rivolto al trasferimento della proprietà o della titolarità del bene oggetto del legato.


Se il de cuius, come nel caso in esame, ha previsto con testamento un legato, il legatario può agire nei confronti degli eredi per ottenere quanto gli è stato specificamente attribuito nel testamento, nel temine di decadenza di dieci anni.


In relazione alla denuncia di successione in Italia e alla tassazione del legato, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che al momento dell’apertura della successione gli eredi legittimi sono proprietari dell’immobile sito in Italia. Ciò in quanto per il diritto tedesco alla morte della persona il suo patrimonio passa in toto automaticamente in proprietà agli eredi.


Inoltre, a carico di tali eredi è posto l’onere di trasferire l’immobile a favore del legatario a condizione che questi ne faccia espressa richiesta.


La realizzazione dell’interesse del legatario si ha solo a seguito dell’adempimento da parte dell’onerato.


Fino a quando l’onere a carico degli eredi non viene adempiuto gli stessi eredi saranno proprietari del bene oggetto del legato e, di conseguenza, obbligati sia a presentare la dichiarazione di successione che al pagamento dell’imposta di successione secondo cui gli eredi sono obbligati solidalmente al pagamento dell’imposta nell’ammontare complessivamente dovuto da loro e dai legatari.


Successivamente, quando a seguito dell’ adempimento da parte degli eredi onerati, il bene sarà trasferito alla legataria dovrà essere presentata una dichiarazione integrativa, per il ricalcolo dell’imposta effettivamente dovuta dai rispettivi beneficiari. In tal caso gli eredi avranno diritto al rimborso di quando versato in eccedenza.


Con riferimento alle imposte ipotecarie e catastali, le stesse siano dovute nella misura ordinaria del 2% e 1% sul valore degli immobili che sono stati dichiarati in successione, compresi gli immobili oggetto di legato che fanno parte dell’asse ereditario.


Ulteriore proroga per l’invio comunicazioni delle opzioni del Superbonus


Ulteriore proroga, in materia di Superbonus 110%, del termine per l’invio delle comunicazioni delle opzioni di cui all’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, relativamente alle spese sostenute nell’anno 2020 (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 30 marzo 2020, n. 83933).

L’articolo 121 del Decreto Rilancio ha previsto che, per il Superbonus 110%, il soggetto beneficiario possa optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori che hanno realizzato gli interventi o, in alternativa, per la cessione a soggetti terzi del credito corrispondente alla detrazione spettante, ivi compresi banche e altri intermediari finanziari.
A seguito della proroga al 10 maggio 2021 del termine per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata (art. 5, co. 22, D.L. n. 41/2021), per consentire ai contribuenti e agli intermediari di disporre di un ulteriore lasso di tempo per trasmettere le comunicazioni delle opzioni di cui trattasi, sia per gli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici, per le detrazioni relative alle spese sostenute nell’anno 2020, l’invio è ulteriormente prorogato al 15 aprile 2021. Entro lo stesso termine dovranno essere inviate eventuali richieste di annullamento o comunicazioni sostitutive di comunicazioni inviate dal 1° al 15 aprile 2021, relativamente alle spese sostenute nel 2020.


Invio al MEF dei dati rilevanti ai fini IRAP


Individuazione e modalità di invio al Ministero dell’economia e delle finanze dei dati rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta regionale sulle attività produttive (MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – Decreto 30 marzo 2021)

A decorrere dall’anno 2021 le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano ai fini della pubblicazione nel sito Internet www.finanze.gov.it trasmettono, entro il 31 marzo di ogni anno, i dati rilevanti per la determinazione dell’imposta regionale sulle attività produttive dovuta per l’anno in corso, mediante il loro inserimento in un’apposita applicazione denominata “Gestione IRAP”, che, previa abilitazione, è resa disponibile nell’Area riservata del Portale del Federalismo fiscale www.portalefederalismofiscale.gov.it, nella quale devono essere compilati i campi dedicati alle aliquote complessivamente applicabili per le singole fattispecie, alle deduzioni, alle detrazioni, ai crediti d’imposta, alle norme nazionali e regionali di riferimento, agli aiuti di Stato, con separata evidenza di quelli non subordinati all’emanazione di provvedimenti di concessione, alle relative note esplicative e agli eventuali chiarimenti applicativi.
Ai fini della pubblicazione, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano tengono conto di eventuali disposizioni statali che stabiliscono la sospensione dell’efficacia delle leggi regionali o provinciali nella parte in cui prevedono aumenti dell’imposta regionale sulle attività produttive.
Nel caso in cui intervengano successive variazioni dei dati trasmessi, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano reinseriscono i suddetti dati entro 30 giorni dalla data di adozione dei relativi provvedimenti modificativi.
La Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze provvede alla pubblicazione dei dati inseriti dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano nel sito www.finanze.gov.it entro quindici giorni lavorativi successivi alla data del loro inserimento.
Nel caso in cui si verifichino le condizioni per l’applicazione degli automatismi fiscali inerenti al settore sanitario, la Regione interessata reinserisce i dati rilevanti per la determinazione dell’imposta regionale sulle attività produttive entro 30 giorni dalla ricezione del relativo verbale di verifica.
Ai fini della predisposizione e della successiva pubblicazione sul sito www.agenziaentrate.gov.it dei software di compilazione e di controllo del modello di dichiarazione dell’imposta regionale sulle attività produttive, l’Agenzia delle entrate tiene conto dei dati pubblicati ai sensi del decreto in oggetto.


Dal 1° aprile 2021 è possibile la registrazione ai regimi Iva Oss e Ioss


L’Agenzia delle Entrate ha predisposto le funzionalità telematiche che consentono ai soggetti passivi, residenti e non residenti che intendono aderire ai regimi speciali OSS e IOSS, di effettuare la registrazione on-line sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

Dal 1°luglio 2021 entreranno in vigore le modifiche alla Direttiva IVA 2006/112/CE, introdotte con l’obiettivo di semplificare gli obblighi IVA dei soggetti passivi, comprese le interfacce elettroniche, impegnati nel commercio transfrontaliero nei confronti di consumatori finali, che saranno recepite nell’ordinamento nazionale mediante il decreto legislativo a tal fine predisposto, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 26 febbraio 2021 e attualmente all’esame delle commissioni parlamentari.
In base alle nuove disposizioni, il regime semplificato di identificazione IVA dello sportello unico – cosiddetto regime MOSS (Mini One Stop Shop) – attualmente previsto per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici rese a consumatori finali, sarà esteso alle vendite a distanza e alle prestazioni di servizi rese a consumatori finali.
In particolare sarà introdotto il regime OSS (One Stop Shop), per le vendite a distanza di beni spediti a partire da uno Stato membro e a destinazione di consumatori finali di altro Stato membro dell’Unione europea e per le prestazioni di servizi rese a consumatori finali assoggettate all’IVA nello Stato membro di consumo, e il regime IOSS (Import One Stop Shop), per le vendite a consumatori finali di beni importati da paesi terzi in spedizioni di valore non superiore a 150 euro.
Al fine di rendere i nuovi regimi OSS e IOSS effettivamente operativi dal 1° luglio 2021, le disposizioni europee prevedono che gli Stati membri autorizzino i soggetti passivi e gli intermediari che agiscono per loro conto a registrarsi ai fini di tali regimi speciali a partire dal 1° aprile 2021 (articolo 2, terzo paragrafo, del Regolamento di esecuzione (UE) 2019/2026 del Consiglio, del 21 novembre 2019, come sostituito dall’articolo 1, primo paragrafo, punto 2), del Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1112 del Consiglio, del 20 luglio 2020).
L’Agenzia delle Entrate ha, pertanto, predisposto le funzionalità telematiche che consentono ai soggetti passivi, residenti e non residenti che intendono aderire ai regimi speciali OSS e IOSS, di effettuare la registrazione on-line sul sito www.agenziaentrate.gov.it. In particolare, a partire dal 1° aprile 2021 potranno registrarsi:
al regime “OSS non-UE“, compilando un modulo disponibile in italiano e in inglese nella sezione a libero accesso del sito dell’Agenzia delle entrate; i soggetti passivi extra-UE privi di stabile organizzazione nel territorio dell’Unione europea;
al regime “OSS UE“, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, i soggetti passivi domiciliati e residenti in Italia, i soggetti passivi extra-UE con una stabile organizzazione in Italia e i soggetti extra-UE privi di stabile organizzazione nel territorio dell’Unione europea che spediscono o trasportano beni a partire dall’Italia;
al regime “IOSS“, compilando il modulo disponibile in italiano e inglese nella sezione a libero accesso del sito dell’Agenzia delle entrate, i soggetti passivi domiciliati e residenti in Italia, i soggetti passivi extra-UE con una stabile organizzazione in Italia e i soggetti passivi extra-UE privi di stabile organizzazione nel territorio dell’Unione europea. I soggetti passivi stabiliti in Italia possono, inoltre, registrarsi sul sito dell’Agenzia delle entrate per svolgere le funzioni dell’intermediario IOSS.

Nuovo bando Macchinari innovativi: al via le domande per gli incentivi


Definiti i termini di apertura del secondo sportello del nuovo bando “Macchinari innovativi”, a cui PMI, reti di imprese e professionisti potranno presentare le domande per richiedere le agevolazioni (Ministero dello Sviluppo economico – Decreto del 29 marzo 2021).

L’obiettivo è quello di sostenere investimenti innovativi finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale, nonché la transizione verso l’economia circolare delle attività d’impresa presenti nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
La misura è finanziata con 132,5 milioni di euro, una cifra pari a quella già messa a disposizione lo scorso anno dal Ministero con l’apertura del primo sportello del bando. Si tratta di risorse a valere sul Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR.
Le domande, esclusivamente tramite la procedura informatica, potranno essere compilate dalle ore 10 del 13 aprile 2021, mentre l’invio della richiesta potrà avvenire dalle ore 10 del 27 aprile 2021.
Per le reti non dotate di soggettività giuridica ovvero per le PMI non residenti nel territorio italiano, in quanto prive di sede legale o sede secondaria, o amministrate da una o più persone giuridiche o enti diversi dalle persone fisiche, l’accesso alla procedura informatica può avvenire solo previo accreditamento degli stessi soggetti e previa verifica dei poteri di firma in capo all’Organo comune della rete, ovvero al legale rappresentante della PMI. A tale fine, è necessario inviare esclusivamente attraverso posta elettronica certificata (Pec), a partire dalle ore 10.00 del 6 aprile 2021 una specifica richiesta alla Pec nuovobando.macchinarinnovativi@pec.mise.gov.it, riportante nell’oggetto “Nuovo bando Macchinari Innovativi – richiesta accreditamento alla procedura informatica”, corredata dei documenti e degli elementi utili a permettere l’identificazione dello stesso soggetto proponente, del suo rappresentante e dell’eventuale delegato alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni. Gli adempimenti tecnici connessi a tale fase di accreditamento sono svolti nel termine di 5 giorni lavorativi a partire dalla ricezione della richiesta per cui, tenuto conto dei termini previsti al successivo comma per la compilazione e l’invio delle domande di agevolazione, i soggetti proponenti sono tenuti a trasmettere tempestivamente l’istanza.

DL Sostegni: chiarimenti per le Start up sul contributo a fondo perduto


L’Agenzia delle Entrate chiarisce che per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo a fondo perduto spetta a prescindere dalla circostanza che essi abbiano registrato un calo del 30% della media mensile del fatturato del 2020 rispetto alla corrispondente media del 2019 (Agenzia Entrate – provvedimento 29 marzo 2021, n. 82454).

L’Agenzia delle Entrate, al fine di evitare equivoci e interpretare correttamente le modalità di determinazione del valore del contributo a fondo perduto per i soggetti “start up”, che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1°gennaio 2019 ha chiarito che per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo a fondo perduto spetta a prescindere dalla circostanza che essi abbiano registrato un calo del 30% della media mensile del fatturato del 2020 rispetto alla corrispondente media del 2019.


Ai fini, poi, della quantificazione del contributo, per detti soggetti la percentuale di calo indennizzabile è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA.


Restano fermi il limite massimo di ricavi o compensi per l’ammissione al beneficio e gli importi minimi e massimi del contributo.