Online il documento tecnico operativo per le vaccinazioni anti-Covid in azienda

A poco più di un mese dalla sottoscrizione del protocollo tra istituzioni e parti sociali per l’attivazione di punti di vaccinazione nei luoghi di lavoro, è online un nuovo documento tecnico, elaborato dall’Inail insieme ai Ministeri del Lavoro e della Salute, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e alla struttura di supporto alle attività del commissario straordinario per l’emergenza, che fornisce criteri di tipo quantitativo e qualitativo per definire le priorità della somministrazione nei luoghi di lavoro.


 


Il documento tecnico ribadisce, in primo luogo, che la vaccinazione anti-Covid in azienda rappresenta un’iniziativa di sanità pubblica, la cui responsabilità generale e supervisione rimane in capo al Servizio sanitario regionale, e che l’intera campagna vaccinale viene attuata secondo principi di priorità finalizzati alla tutela delle persone più vulnerabili al virus per età e/o stato di salute o per rischio di esposizione al contagio.
Sulla base di specifici quesiti posti dalle Regioni, sono stati elaborati criteri quantitativi e qualitativi che permetteranno di valutare le priorità per i piani aziendali sulla base della disponibilità dei vaccini.


Criteri quantitativi e qualitativi
Il criterio quantitativo privilegia la capacità di vaccinare numeri consistenti di lavoratori, consentendo l’accesso alla vaccinazione a lavoratori di aziende differenti operanti nel medesimo sito produttivo o nello stesso territorio. Questo criterio mira, quindi, a facilitare l’accesso alle vaccinazioni di piccole aziende che più difficilmente potrebbero organizzare punti vaccinali autonomi, semplificando l’organizzazione della campagna.
Relativamente ai criteri qualitativiutili a definire le priorità per limplementazione delle vaccinazioni nei luoghi di lavoro, il documento in commento richiama quattro ambiti valutativi disponibili secondo il principio di tutela di chi è a maggior rischio di contagio da SARS-CoV-2. I diversi settori di attività, in particolare, sono suddivisi in tre macro-gruppi sulla base della classificazione del rischio, secondo i parametri di esposizione, prossimità e aggregazione contenuti nel documento tecnico dell’Inail approvato dal Comitato tecnico scientifico il 9 aprile 2020, insieme ai dati delle denunce di infortunio da Covid-19 analizzati per incidenza nei diversi settori produttivi.
Viene offerta un’analisi di classificazione dei diversi settori lavorativi identificati in ordine alfanumerico per codice Ateco, sono inoltre evidenziati alcuni settori già vaccinati o in corso di vaccinazione, come quelli degli operatori sanitari, dell’istruzione, delle forze dell’ordine e della difesa. Le Regioni potranno valutare ulteriormente i piani anche sulla base del contesto produttivo territoriale e dell’analisi epidemiologica dei focolai osservati in oltre un anno di pandemia.
L’aggregazione in macro-settori produttivi può comprendere sub-settori a rischio differente, anche in considerazione dell’utilizzo dello smart working e del contatto con il pubblico, e ignorare alcune specificità di contesto rilevate con l’analisi territoriale dei dati epidemiologici.
Circa il criterio di priorità per la somministrazione della vaccinazione, in caso di centri vaccinali straordinari a cui affluiscano numeri elevati di lavoratrici e lavoratori anche provenienti da aziende diferenti, nella somministrazione potranno essere considerate esigenze organizzative in ottica di efficienza, ispirandosi al principio di priorità generale rispetto al rischio (ad es. lavoratori a contatto con il pubblico o che operano sul territorio, rispetto a lavoratori prevalentemente in smart working, oppure privilegiando lavoratori fragili qualora non ancora vaccinati).


Modulo per la presentazione del piano di vaccinazione aziendale
Nel documento tecnico è riprodotto anche il modulo che deve essere utilizzato per la presentazione del piano di vaccinazione aziendale, al quale possono aderire più imprese. Come previsto dal protocollo dello scorso 6 aprile, i datori di lavoro possono aderire alla campagna vaccinale singolarmente o in forma aggregata e indipendentemente dal numero di lavoratori occupati. In alternativa alla modalità della vaccinazione diretta, è prevista inoltre la possibilità di stipulare, anche tramite le associazioni di categoria di riferimento o nell’ambito della bilateralità, specifiche convenzioni con strutture sanitarie private in possesso dei requisiti per la vaccinazione.
In entrambi i casi, i costi sono a carico delle aziende, fatta eccezione per la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la loro somministrazione (siringhe/aghi) e degli strumenti formativi e per la registrazione delle vaccinazioni, che è assicurata dal Servizio sanitario regionale.