Integrazione accordo sulla CIGD in Emilia Romagna

Siglata il 20/3/2020, tra la Regine Emilia Romagna e l’AGCI, la CNA, la Coldiretti, la Confagricoltura, la Confapi, la Confapi Emilia, la Confapi Piacenza, la Confartigianato, la Confcommercio, la Confcoperative, la Confesercenti, la Confimi, la Confprofessioni, la Confindustria, la Copagri, la Legacooperative, il Forum Terzo Settore e la CGIL, la CISL, la UIL, l’integrazione dell’Accordo tra Regione Emilia-Romagna e Parti sociali del 6/3/2020 in seguito all’emanazione del D.L. n. 18 del 17/3/2020.

Il D.L. 18/2020 ha provveduto per tutte le Regioni d’Italia, compresa l’Emilia-Romagna, ad agevolare l’accesso agli strumenti di sostegno al reddito “ordinari” ai datori di lavoro che si trovano a far fronte a sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per i propri dipendenti a causa dell’attuale emergenza sanitaria.
Si ritiene pertanto, tenuto conto delle ulteriori disposizioni contenute nel D.L. 18/2020 e fermo restando quanto previsto dall’art. 17 del D.L. 9/2020, di sottoscrivere il presente accordo che integra e modifica parzialmente l’accordo del 6/3/2020.
Possono accedere alla cassa integrazione in deroga i datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto di lavoro, quanto alle unità produttive o operative situate in Emilia-Romagna a beneficio dei lavoratori subordinati qui operanti il cui rapporto di lavoro è stato sospeso in tutto o in parte o a cui è stato ridotto l’orario di lavoro a causa degli effetti economici negativi conseguenti alle ordinanze emanate dal Governo in materia di emergenza sanitaria.
A rettifica dell’accordo approvato il 6/3/2020, essendo stata estesa con effetto retroattivo la cassa integrazione in deroga a tutto il territorio italiano, per i lavoratori domiciliati in Emilia-Romagna, ma occupati in sedi operative/produttive fuori dal territorio regionale i datori di lavoro rivolgeranno le relative domande alle Regioni o Province autonome del territorio di competenza della sede operativa/produttiva.
Accedono anche i datori di lavoro che siano appaltatori di opere o di servizi.
Sono esclusi i datori di lavoro domestici.
In particolare, accedono alla CIG in deroga i datori di lavoro iscritti al FIS che occupano tra 6 e 15 dipendenti.
Possono, inoltre, beneficiare del trattamento i pescatori delle acque interne imbarcati a qualunque titolo e/o iscritti al ruolino di equipaggio. In tal caso, la fruizione della CIG in deroga potrà prevedere per i lavoratori una sospensione di giornate anche non continuative, nei limiti massimi temporali definiti dall’art. 17 del DL 9 e dall’Art. 22 del DL 18.
I datori di lavoro accedono solo se non possono fruire in concreto degli ammortizzatori ordinari di cui al Dlgs. n. 148/2015, tenuto conto delle estensioni apportate dal D.L. 18/2020 agli artt. 19, 20 e 21.
In particolare, accedono alla CIG in deroga:
– I datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti, ad eccezione di quei datori di lavoro che accedono agli ammortizzatori sociali previsti dai Fondi di solidarietà bilaterale;
– i datori di lavoro che hanno già fruito degli ammortizzatori ordinari di cui al D. Lgs 148/15, nei limiti massimi previsti e secondo le disposizioni stabilite dai decreti legge n. 9/2020 e n. 18/2020.
I lavoratori beneficiari devono essere già dipendenti alla data del 23/2/2020.
Accedono agli ammortizzatori in deroga i lavoratori subordinati con qualunque forma contrattuale, compresi i soci lavoratori con contratto di lavoro subordinato nel caso in cui il datore di lavoro sia una società cooperativa, con le seguenti limitazioni:
– I lavoratori a termine possono accedere fino al momento della cessazione del rapporto di lavoro;
– I lavoratori somministrati, se non già coperti dal Fondo di Solidarietà Bilaterale, possono accedere solo se prestano l’opera presso un datore di lavoro beneficiario di ammortizzatori anche ordinari per i propri dipendenti;
– I lavoratori intermittenti possono accedere nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate, come emergenti secondo la media dei tre mesi precedenti;
– Sono esclusi dal beneficio della cassa integrazione in deroga i soli operai agricoli a tempo determinato che accedono al sostegno al reddito previsto all’articolo 30 del D.L 18/2020 (indennità lavoratori del settore agricolo);
In particolare, possono invece accedere alla cassa integrazione in deroga, oltre ai lavoratori a tempo indeterminato che non hanno i requisiti di accesso alla CISOA (Cassa Integrazione guadagni Speciale per gli Operai Agricoli), i lavoratori a tempo determinato con contratto di lavoro aperto (o “nulla osta”) al 23/2/2020, nei limiti delle giornate previste dal contratto di lavoro, rapportate al 31/8/2020 o alla conclusione naturale del rapporto di lavoro, se precedente.
La cassa integrazione in deroga prevista sia dall’art. 17 del D.L. 9/2020 che dall’art. 22 del D.L. 18/2020 può decorrere retroattivamente dal 23/2/2020 con le seguenti durate:


– fino al 22/3/2020 nel caso di cassa integrazione in deroga di cui all’art. 17 del D.L. 9/2020;
– nove settimane nel caso di cassa integrazione in deroga di cui all’art. 22 del D.L. 18/2020 e comunque non oltre il 31/8/2020;
Il periodo totale di copertura con cassa integrazione in deroga a favore dei lavoratori delle aziende dell’Emilia- Romagna sarà quindi determinato dalla somma dei periodi concessi a valere sulle due tipologie, secondo le domande presentate dal datore di lavoro con le modalità descritte al paragrafo “presentazione delle domande”.