Esente da bollo il provvedimento di sospensione del fermo amministrativo

In caso di rateizzazione del pagamento delle somme dovute al concessionario della riscossione è possibile ottenere la sospensione del provvedimento di fermo amministrativo del veicolo. L’annotazione al PRA della sospensione non è soggetta all’imposta di bollo. (Agenzia delle Entrate – Risposta 23 settembre 2020, n. 393).

In termini generali, la disciplina in materia di imposta di bollo stabilisce che le istanze dirette agli enti pubblici in relazione alla tenuta di pubblici registri, tendenti ad ottenere l’emanazione di un provvedimento amministrativo o il rilascio di certificati, sono soggette all’imposta di bollo, fin dall’origine, nella misura di 16,00 euro per ogni foglio.
Nell’ambito delle attività di riscossione dei tributi, il Concessionario della riscossione può iscrivere il fermo amministrativo del veicolo con annotazione al PRA.
Anche in caso di accoglimento della richiesta di rateizzazione del pagamento, il fermo amministrativo iscritto dal Concessionario della riscossione non può essere cancellato fino ad integrale pagamento delle rate stabilite.
Tuttavia, al fine di contemperare la esigenza di tutela del credito pubblico con quelle del contribuente all’utilizzo del veicolo, è possibile ottenere dal Concessionario stesso la sospensione degli effetti del fermo in seguito al pagamento della prima rata del debito.
L’annotazione al PRA del provvedimento di sospensione è stata fino ad oggi richiesta agli sportelli degli Uffici del PRA dal contribuente con la presentazione di una istanza assoggettata al pagamento della imposta di bollo.
A decorrere dal 1° gennaio 2020, i provvedimenti di fermo amministrativo e di revoca dello stesso sono notificati dal concessionario della riscossione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, attraverso il collegamento telematico con il CED, che telematicamente li comunica al sistema informativo del PRA. In altri termini, è stato introdotto un automatismo nelle comunicazioni tra Concessionario e PRA, per cui il contribuente non è più tenuto a presentare richiesta al PRA per l’annotazione di tali provvedimenti.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che anche il provvedimento di sospensione del fermo amministrativo rientra tra quelli compresi nell’automatismo. Pertanto, non presentando più la nota di richiesta al PRA per effettuare la sospensione del fermo, il relativo provvedimento per l’annotazione al PRA non è più soggetto all’obbligo del pagamento dell’imposta di bollo.
La mancata presentazione della nota di richiesta della formalità, sia essa presentata nella forma cartacea che in quella digitale, infatti, fa di fatto venire meno il presupposto impositivo dell’imposta di bollo.
La nuova modalità, attuata tramite il collegamento tra Concessionario della riscossione, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e PRA, esclude la presentazione di qualsiasi domanda da parte del contribuente indirizzata al PRA, al fine di ottenere la sospensione del fermo dei veicoli a motore. Venendo a mancare l’istanza del contribuente, diretta ad un ente pubblico in relazione alla tenuta di un pubblico registro tendente ad ottenere l’emanazione di un provvedimento amministrativo, viene a mancare l’oggetto dell’imposta di bollo.
A conferma di tale orientamento, con la Legge di Bilancio 2020 è stata introdotta la previsione che i Conservatori dei pubblici registri immobiliari e del pubblico registro automobilistico eseguono le iscrizioni, le trascrizioni e le cancellazioni dei pignoramenti, delle ipoteche e del fermo amministrativo richieste dal soggetto legittimato alla riscossione forzata in esenzione da ogni tributo e diritto.