Provvidenze ELBA 2021 per le imprese artigiane lombarde

Siglato il 12/7/2021, tra la CONFARTIGIANATO LOMBARDIA, la C.N.A. LOMBARDIA, la CASARTIGIANI LOMBARDIA, la  C.L.A.A.I. LOMBARDIA e la CGIL LOMBARDIA, la CISL LOMBARDIA, la UIL LOMBARDIA, l’accordo sulle Provvidenze ELBA 2021.

Le domande delle provvidenze di seguito elencate relative ai primi sette mesi del 2021 dovranno essere presentate entro e non oltre il 31/10/2021.
Le provvidenze di competenza dei mesi successivi dovranno essere presentate nel rispetto delle seguenti scadenze:
– agosto entro e non oltre il 30/11/2021
– settembre entro e non oltre il 31/12/021
– ottobre entro e non oltre il 31/1/2022
– novembre entro e non oltre il 28/2/2022
– dicembre entro e non oltre il 31/3/2022


ANZIANITA PROFESSIONALE AZIENDALE (APA)


Si conferma l’attuale provvidenza con un importo complessivo stanziato per l’anno 2021 di euro 2.046.000,00.


Stanziamento mensile pari a euro 170.500,00


CONTRIBUTO SPESE ACQUISTI LIBRO SCOLASTICI (ALS)


Si conferma l’attuale provvidenza con un importo complessivo stanziato per l’anno 2021 di euro 450.000,00.


Stanziamento mensile pari a euro 37.500,00.
Le pratiche dovranno essere presentate dai lavoratori presso gli sportelli di CGIL, CISL e UIL.


MUTUO PRIMA CASA (MPC)


L’importo complessivo stanziato per l’anno 2021 è di euro 342.000,00. Stanziamento mensile pari a euro 28.500,00.
L’erogazione di un contributo al lavoratore che nel 2021 ha contratto un mutuo per l’acquisto della prima casa, quindi per coloro che non sono proprietari di altre case, per un importo di 500,00 euro.
Le pratiche dovranno essere presentate dai lavoratori presso gli sportelli di CGIL, CISL e UIL.


CONTRIBUTO CARENZA MALATTIA (CCM)


L’importo complessivo stanziato per l’anno 2021 è di euro 600.000,00. Stanziamento mensile pari a euro 50.000,00.
In riferimento alle malattie per le quali i singoli CCNL di categoria prevedano il pagamento, a carico dell’impresa, dei giorni di carenza, si prevede un contributo forfettario a favore delle imprese pari a euro 100,00. (in caso di rapporto a tempo parziale il contributo è riproporzionato in ragione dell’orario di lavoro svolto).
Numero eventi di malattia riconoscibili nell’anno (il dato relativo alla forza lavoro è quello rilevato al 31/12/2020):
– imprese sino a 5 dipendenti: un evento
– imprese da 6 a 10 dipendenti: due eventi
– imprese con più di 10 dipendenti: tre eventi
Le pratiche dovranno essere presentate dalle imprese presso gli sportelli di CONFARTIGIANATO, CNA, CLAAI, CASARTIGIANI.


FORMAZIONE ESTERNA APPRENDISTI (FAA)


Si conferma l’attuale provvidenza con un importo complessivo stanziato pari a euro 90.000,00.
Stanziamento mensile pari a euro 7.500,00.


FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE (FAI)


Si conferma l’attuale provvidenza, con uno stanziamento semestrale pari a euro 150.000,00.
Stanziamento mensile pari a euro 12.500,00.
Non sono ammessi a contributo i corsi di formazione presenti nel catalogo regionale delle offerte di formazione continua previste nell’ambito del POS FSE 2014-2020- Formazione continua – fase VI.


IMPRENDITORIA FEMMINILE – MATERNITA’ (IFM)


L’importo complessivo stanziato per l’anno 2021 è di euro 150.000,00. Stanziamento mensile pari a euro 12.500,00
Alle donne titolari di impresa artigiana (comprese le socie, anche se prive di piena rappresentanza legale), in caso di nascita o adozione di un figlio è riconosciuto un contributo “una tantum” di euro 500,00.


IMPRENDITORIA FEMMINILE – INCREMENTO OCCUPAZIONALE (IFO)


L’importo complessivo stanziato per l’anno 2021 è di euro 150.000,00. Stanziamento mensile pari a euro 12.500,00.
Alle imprese femminili (intese come: ditta individuale il cui titolare è donna; società di persone o cooperative in cui almeno il 60% dei soci sono donne; società di capitali, se almeno i 2/3 delle quote sono sottoscritte da donne e se l’amministrazione è formata per 1/3 almeno da donne) che abbiano assunto nel corso del 2021 un lavoratore dipendente con rapporto a tempo indeterminato, o a tempo determinato di almeno 12 mesi, che aumenti il numero dei lavoratori già in forza presso l’azienda e che venga mantenuto per almeno quattro mesi, è erogato un contributo di euro 500,00.


FORMAZIONE PER LA SICUREZZA AZIENDALE (RLS)


A decorrere dal primo gennaio 2021 e fino al 31/12/2021, secondo quanto previsto all’art. 6.9 dell’ “Accordo interconfederale regionale lombardo del 19 dicembre 2012 applicativo dell’accordo nazionale del 13/9/2011 in riferimento al D.Lgs. n. 81/2008 in materia di sicurezza suoi luoghi di lavoro”, si istituisce una provvidenza Elba a favore delle imprese che, tramite le Associazioni di categoria, e/o erogate dagli Enti di formazione di diretta emanazione delle stesse, effettueranno la formazione obbligatoria dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendale (a seguire RLSA).
Lo stanziamento per la presente provvidenza sarà pari a 10.000 euro.
L’incentivo sarà corrisposto nella misura del 50% dei costi sostenuti dall’impresa, con un tetto massimo erogabile di 260 euro annui.


Prestazioni straordinarie per le imprese artigiane del legno friulane

Siglato il 28/6/2021, tra la CONFARTIGIANATO IMPRESE FVG, la CNA FVG e la FENEAL-UIL FVG, la FILCA-CISL FVG, la FILLEA-CGIL FVG, l’accordo per l’erogazione di prestazioni straordinarie a sostegno di imprese e lavoratori colpiti dalla crisi da covid-19 del settore Legno, Arredamento e Mobili del Friuli Venezia Giulia.

Le Parti in epigrafe convengono di destinare straordinariamente una quota delle risorse accantonate ai sensi e ai fini dell’art. 4 del CIRL in premessa per ristorare in parte, per le perdite subite nel 2020, imprese e lavoratori aderenti al Fondo e regolarmente versanti da almeno tre anni (2018-2019-2020). A tale scopo le Parti demandano ad uno specifico Regolamento la definizione delle prestazioni riconosciute e delle modalità operative.
Le Parti firmatarie ribadiscono inoltre che l’impresa non aderente alla bilateralità e che non versa le quote ad essa dovute in forza della contrattazione di primo e secondo livello, ivi comprese le quote dovute al Fondo regionale di Categoria, è tenuta a versare al lavoratore le medesime quote erogate dall’Ente Bilaterale relative alle prestazioni di primo e secondo livello dovute.
Le Parti definiscono con la presente intesa le modalità di intervento del Fondo, a parziale copertura delle perdite economiche subite da imprese e lavoratori nel corso dell’anno 2020. A tal fine destinano un importo massimo pari a € 600.000 per le prestazioni sotto indicate.

PRESTAZIONE A FAVORE DEI LAVORATORI


Lavoratori dipendenti ed attualmente in forza di aziende che applicano interamente il CIRL per i dipendenti delle imprese artigiane, delle piccole e medie imprese, dei consorzi costituiti da artigiani e da piccole e medie imprese anche in forma cooperativistica dei settori del Legno, Arredamento e Mobili del Friuli Venezia Giulia del 3/4/2017, regolarmente versanti – sia impresa che lavoratore – al Fondo Regionale di categoria da almeno tre anni, che nel corso del 2020 siano stati sospesi per un periodo superiore o uguale a 25 giorni lavorativi, anche non consecutivi.
Non sono ammessi alle prestazioni straordinarie di cui al presente Regolamento i lavoratori rispetto ai quali non siano stati regolarmente versati gli importi dovuti al Fondo negli ultimi tre anni (2018-2019-2020), neanche in caso di regolarizzazione de! periodo pregresso.
Qualora il lavoratore, regolarmente versante, sia dipendente da un’impresa costituita da meno di tre anni, ma che abbia da sempre versato l’importo contrattualmente previsto ai sensi dell’art. 4 del CIRL, si considera ricompreso tra i possibili beneficiari.
Ciascun lavoratore può ricevere la prestazione straordinaria di cui al presente Regolamento una sola volta.
Ai lavoratori aventi diritto alla prestazione viene riconosciuto dal Fondo, per il tramite dell’impresa, l’importo forfettario una tantum di € 200,00 lordi a fronte di sospensioni, con ricorso all’utilizzo di ammortizzatori sociali, superiori o uguali a 25 giorni lavorativi, anche non consecutivi, nel corso del 2020 (da gennaio a dicembre).

PRESTAZIONE A FAVORE DELLE IMPRESE


Aziende che applicano interamente il CIRL per i dipendenti delle imprese artigiane, delle piccole e medie imprese, dei consorzi costituiti da artigiani e da piccole e medie imprese anche in forma cooperativistica dei settori del Legno, Arredamento e Mobili del Friuli Venezia Giulia del 3/4/2017, regolarmente versanti alla Bilateralità artigiana (Ebna/FSBA/San.Arti) e al Fondo Regionale di categoria da almeno tre anni (2018-2019- 2020), che nel corso del 2020 abbiano sospeso uno o più lavoratori, in forza al momento di presentazione della domanda, per un periodo superiore o uguale a 25 giorni lavorativi, anche non consecutivi.
Non sono ammesse alle prestazioni straordinarie di cui al presente Regolamento le aziende che non abbiano regolarmente versato gli importi dovuti al Fondo negli ultimi tre anni, neanche in caso di regolarizzazione del periodo pregresso.
Qualora l’impresa sia costituita da meno di tre anni, ma abbia sempre versato l’importo contrattualmente previsto ai sensi dell’art. 4 del CIRL, si considera ricompresa tra i possibili beneficiari.
Alle aziende aventi diritto alla prestazione viene riconosciuto l’importo forfettario una tantum di € 100,00 a dipendente a fronte di sospensioni, con ricorso all’utilizzo di ammortizzatori sociali, pari o uguali a 25 giorni lavorativi, anche non consecutivi, nel corso del 2020 (da gennaio a dicembre).
La prestazione è qualificata fiscalmente come un contributo in conto esercizio ai sensi dell’art. 85 comma I, lett. g) del DPR 917/1986 e soggetto alla ritenuta d’acconto del 4% ai sensi dell’art. 28 del DPR 600/1973.

CdM: approvate misure urgenti a tutela dei lavoratori delle aziende in crisi


 


Il Consiglio dei Ministri, riunitosi giovedì 15 luglio 2021, ha approvato misure urgenti a tutela dei lavoratori delle aziende in crisi. Fra gli altri provvedimenti è stato, poi, approvato in esame preliminare un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che introduce norme per l’organizzazione e il funzionamento degli Uffici dell’Avvocatura dello Stato ed un decreto-legislativo che introduce norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni delle direttive europee in tema di distribuzione transfrontaliera degli Organismi d’investimento collettivo.

TUTELA DEI LAVORATORI
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro, ha approvato misure urgenti a tutela dei lavoratori delle aziende in crisi. Il testo prevede due norme: l’esonero dal pagamento delle quote di Tfr e una integrazione della cassa Covid.
Con riferimento alla prima disposizione, si tratta di una estensione dell’efficacia della misura di cui all’articolo 43-bis del decreto-legge n. 109/2018. La proposta normativa consente alle imprese in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria, che richiedono dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 il trattamento straordinario di integrazione salariale, la possibilità di essere esonerate dal pagamento delle quote di accantonamento del Tfr relative alla retribuzione persa a seguito della riduzione oraria o sospensione dal lavoro e dal cosiddetto contributo di licenziamento.
Per quanto concerne, invece, la seconda misura introdotta, la norma prevede, in via eccezionale, per le imprese con un numero di lavoratori dipendenti non inferiore a mille che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale, la concessione del trattamento di integrazione salariale di cui all’articolo 8, comma 1 del decreto 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 20221, n. 69, per una durata massima di ulteriori tredici settimane fruibili fino al 31 dicembre 2021.


ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI DELL’AVVOCATURA DELLO STATO
Il Consiglio dei Ministri ha, poi, approvato, in esame preliminare, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che introduce norme per l’organizzazione e il funzionamento degli Uffici dell’Avvocatura dello Stato, delineando poteri e funzioni di tale nuova figura, prevedendo sei uffici dirigenziali non generali.
Tra le varie novità, si prevede che la dotazione organica del personale amministrativo dell’Avvocatura dello Stato venga definita tenendo conto anche del numero di affari contenziosi e consultivi aperti nell’ultimo triennio e di ulteriori parametri quali gli effettivi carichi di lavoro. Inoltre, per consentire all’Avvocatura dello Stato di dotarsi di una struttura che monitori l’evoluzione normativa e giurisprudenziale e fornisca agli avvocati e procuratori dello Stato gli strumenti necessari a svolgere l’attività professionale, è istituito il “Servizio studi e formazione professionale”.
Infine, viene disciplinata la figura del responsabile per la transizione digitale e si introducono la figura del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e quella del responsabile della protezione dei dati personali.


DISTRIBUZIONE TRANSFRONTALIERA DEGLI ORGANISMI D’INVESTIMENTO COLLETTIVO
Il Consiglio dei Ministri ha altresì approvato, in esame preliminare, un decreto-legislativo che introduce norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni delle direttive europee in tema di distribuzione transfrontaliera degli Organismi d’investimento collettivo. Il provvedimento, costituito da sette articoli, introduce la nozione di “pre-commercializzazione”, che consiste nel fornire informazioni e comunicazioni su strategie o su idee di investimento da parte di una società di gestione del risparmio o di un gestore di fondi di investimento alternativi ai potenziali investitori professionali. La norma interviene sul decreto legislativo n. 58 del 1998 (testo unico finanza – TUF) per adeguare l’ordinamento nazionale alle novità introdotte dalla direttiva 2019/1160 e dal regolamento 2019/1156, in materia di distribuzione transfrontaliera degli organismi di investimento collettivo e introdurre disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 17.

Una tantum ed EGR a luglio per il CCNL MISERICORDIE



Spetta, con la retribuzione del mese di luglio, un importo una tantum e l’elemento di garanzia retributiva ai dipendenti del CCNL Misericordie


 


A seguito della sottoscrizione dell’accordo di rinnovo per il triennio 2017 – 2019 del CCNL Misericordie, le parti hanno stabilito l’erogazione dell’una tantum al personale assunto prima dell’1/1/2020 ed ancora in servizio alla data del , al quale sarà riconosciuto, un importo a titolo di una tantum pari ad euro 1.200,00 parametrati sulla categoria C3 (come da tabella che segue). L’Una Tantum sarà erogata in quattro tranches da 300,00 euro ciascuna e riparametrata per le altre categorie rispettivamente con le competenze relative ai mesi di:
– luglio 2021
– settembre 2021
– novembre 2021
– gennaio 2022


Singola tranche Una tantum


 



















































CATEGORIA

Fascia 1

Fascia 2

Fascia 3

Fascia 4

Fascia 5

Fascia 6

A 238,00 245,00 252,00 264,00 276,00 288,00
B 252,00 264,00 276,00 288,00 300,00 317,00
C 276,00 288,00 300,00 317,00 336,00 357,00
D 317,00 336,00 357,00 379,00 400,00 433,00
E 336,00 357,00 379,00 400,00 433,00 460,00
F 379,00 400,00 433,00 498,00 552,00 667,00


 


Totale Una tantum senza buoni acquisto


 



















































CATEGORIA

Fascia 1

Fascia 2

Fascia 3

Fascia 4

Fascia 5

Fascia 6

A 952,00 981,00 1.009,00 1.057,00 1.104,00 1.152,00
B 1.009,00 1.057,00 1.104,00 1.152,00 1.200,00 1.266,00
C 1.104,00 1.152,00 1.200,00 1.266,00 1.342,00 1.428,00
D 1.266,00 1.342,00 1.428,00 1.514,00 1.599,00 1.733,00
E 1.342,00 1.428,00 1.514,00 1.599,00 1.733,00 1.837,00
F 1.514,00 1.599,00 1.733,00 1.990,00 2.209,00 2.666,00


Inoltre, ai fini di assicurare un’effettiva diffusione della contrattazione di secondo livello, qualora, nonostante la presentazione di una piattaforma di secondo livello territoriale ai sensi del presente CCNL, non venga definito un accordo di secondo livello territoriale entro il 31 dicembre di ogni anno, le organizzazioni Misericordie operanti nel territorio erogheranno, con la retribuzione del mese di luglio di ogni anno un Elemento di Garanzia Retributiva (EGR) di 80,00 euro lordi annui.


La somma di cui al paragrafo precedente si intende riferita al tempo pieno e pertanto verrà riproporzionata per i lavoratori a tempo parziale.


In sede di prima applicazione l’EGR compete ai lavoratori in forza all’1 gennaio . L’azienda calcolerà l’importo spettante all‘ammontare dell’elemento di garanzia retributiva sarà ridotto fino a concorrenza da eventuali erogazioni o retribuzioni aggiuntive individuali attribuite (a seguito di contrattazione integrativa decentrata aziendale) percepite dal lavoratore nel corso dell’anno precedente a quello di erogazione dell’EGR.

Verifica inflazione CCNL Energia Petrolio 2019 – 2021


 



 


Confermati, dal mese di luglio, gli aumenti retributivi previsti nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per gli addetti all’industria dell’Energia e del Petrolio


In base all’articolo 34 del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Energia e Petrolio, le Parti concordano di procedere a un riallineamento degli scostamenti con le seguenti modalità e tempistiche:
1) per il biennio 2019-2020, la verifica sarà effettuata nel giugno 2021 e l’adeguamento, nel caso di scostamenti nei singoli anni considerati superiori allo 0,5%, sarà realizzato nel mese di luglio 2021.
a) prelevando dall’E.D.R. (fino a capienza) gli importi da inserire nel TEM nel caso di scostamenti positivi (inflazione superiore a quella prevista);
b) inserendo nell’E.D.R. gli importi scorporati dall’incremento del TEM previsto a luglio 2021, nel caso di scostamenti negativi (inflazione reale inferiore a quella prevista);
Le OO.SS., a seguito della fase di verifica, così come previsto, confermano l’integrità dell’aumento previsto a partire dal mese di luglio di euro 30 a categoria quattro a fronte degli scostamenti inflattivi che si sono registrati nel primo biennio di vigenza contrattuale.
Si riportano di seguito le retribuzioni tabellari per il CCNL Energia e Petrolio e per il settore dell’industria Gas.


 


TRATTAMENTO ECONOMICO MINIMO CCNL ENERGIA E PETROLIO



























































































Retribuzione 1/7/2021

Livello

C.R.E.A.

Par.

Minimi

C.R.E.A

1 5 180,85 3.058,24 453,26
4 362,61
3 271,96
2 181,31
1 90,65
2 4 163,79 2.769,75 271,97
3 203,98
2 135,98
1 67,99
3 4 148,33 2.508,31 243,72
3 182,79
2 121,86
1 60,93
4 4 131,08 2.216,61 213,57
3 160,18
2 106,79
1 53,39
5 4 114,95 1.943,85 181,33
3 136,00
2 90,66
1 45,23
0 00,00
6 0 100,00 1.691,04 00,00


Per il settore ingegneria e costruzioni, limitatamente ai primi 3 anni, l’ammontare del minimo di categoria e del livello di C.R.E.A. per il lavoratori assunti nelle categorie 6, 5, 4, sarà pari all’85,5% dei valori previsti. Data la natura dell’attività e le caratteristiche professionali dei lavoratori ai quali può essere applicata tale previsione, si esclude la possibilità della applicabilità di questa regolamentazione eccezionale al contratto di apprendistato.


TRATTAMENTO ECONOMICO MINIMO SETTORE INDUSTRIA GAS



























































































Retribuzione 1/7/2021

Livello

C.R.E.A.

Parametro

Minimi

C.R.E.A.

1 5 180,85 3.044,44 425,76
4 341,61
3 255,46
2 170,31
1 85,15
2 4 163,79 2.757,25 255,47
3 1.9.1,48
2 127,98
1 63,99
3 4 148,33 2.497,00 228,22
3 171,29
2 114,36
1 57,43
4 4 131,08 2.206,61 200,57
3 150,18
2 100,29
1 50,39
5 4 114,95 1.935,08 170,33
3 128,00
2 85,16
1 42,83
0 00,00
6 0 100,00 1.683,41 00,00

Inps, recupero crediti verso l’autore dell’omicidio del partner e sospensione dell’azione di surroga


Con circolare n. 109/2021, l’Inps illustra la disciplina in materia di recupero dei crediti vantati nei confronti dell’autore di un delitto di omicidio del partner e del divieto per il triennio 2020-2022 di esperire procedure esecutive nei confronti dei beni ereditari trasmessi ai figli dell’autore del reato, incidente sull’esercizio da parte dell’Istituto dell’azione surrogatoria di recupero dei trattamenti di pensioni, dell’indennità di malattia e delle prestazioni assistenziali erogate agli invalidi civili.


L’esercizio dell’azione surrogatoria per il recupero di prestazioni pensionistiche consente all’Inps di intervenire o di agire in via diretta per il recupero, dai terzi responsabili e/o dalle loro compagnie di assicurazione, delle prestazioni erogate o da erogare nelle diverse ipotesi di accertata inabilità o invalidità dell’assicurato (art. 14, L. 12 giugno 1984, n. 222).
Tuttavia, per il triennio 2020- 2022, i crediti vantati dallo Stato o da Istituti previdenziali e/o assicurativi pubblici nei confronti degli autori di un delitto di omicidio del partner (inteso come coniuge, anche legalmente separato, altra parte dell’unione civile, persona stabilmente convivente o legata da relazione affettiva), sorti in conseguenza della commissione del reato medesimo, non sono imputabili ai beni ereditari trasmessi ai figli minori oppure maggiorenni non economicamente autosufficienti, nati dalle predette relazioni, purché estranei alla condotta delittuosa (art. 1, commi da 486 a 489, L. 27 dicembre 2019, n. 160). L’esclusione è dettata al fine della tutela dei figli dell’autore del reato di omicidio del partner, a loro volta da considerarsi vittime dell’evento delittuoso.
I destinatari del divieto di esperire procedure esecutive nei confronti dei beni ereditari trasmessi ai figli, minori oppure maggiorenni non economicamente autosufficienti, dell’autore del reato, a sua volta deceduto, sono lo Stato, gli Istituti previdenziali e/o assicurativi pubblici, nonché gli Enti previdenziali privatizzati (D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509; D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103).
Quanto alla definizione dei crediti, il riferimento a quelli vantati dai soggetti sopra individuati, sorti in conseguenza della commissione del reato, compresi o pendenti nell’arco temporale 2020-2022. In essi vanno ricompresi gli importi dovuti dall’Inps in caso di riconoscimento di indennità di malattia, pensione di inabilità o di assegno ordinario di invalidità, prestazione di invalidità civile allorché l’evento posto a base delle accertate patologie dipenda da fatto imputabile a responsabilità di terzi.
Orbene, durante il predetto triennio, le Strutture territoriali devono sospendere nei confronti dei predetti figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti, la trattazione in sede amministrativa delle eventuali pratiche di surroga, avendo invece cura, al fine della soddisfazione dei crediti in parola, di presentare domanda di accesso al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell’usura e dei reati intenzionali violenti, nonché agli orfani per crimini domestici, indirizzata all’Ufficio del Commissario presso il Ministero dell’interno e, per conoscenza, alla Prefettura.
Altresì, le Sedi territoriali sono tenute ad adottare periodicamente atti interruttivi della prescrizione rivolti al Fondo citato. Al riguardo, se il fatto che ha originato l’azione surrogatoria è previsto dalla legge come reato, all’azione surrogatoria si applica il medesimo termine di prescrizione previsto per il reato stesso, salvi i casi di estinzione del reato e di sentenza irrevocabile intervenuta nel giudizio penale.

Licenziamento disciplinare, incompletezza del codice e violazione del minimo etico


Anche in caso di mancata correlazione tra infrazioni e sanzioni nell’ambito del codice disciplinare, l’ipotesi di condotta contraria al c.d. minimo etico, ossia quando la condotta addebitata al lavoratore sia immediatamente percepibile dal medesimo come illecito, la sua predeterminazione in quanto a sanzione applicabile è superflua (Corte di Cassazione, ordinanza 09 luglio 2021, n. 19588).


Una Corte di appello territoriale, confermando la pronuncia del Tribunale di primo grado, ha respinto la domanda di annullamento del licenziamento per giusta causa intimato ad una impiegata con mansioni di direttrice di filiale di Banca, per numerose operazioni irregolari in posizione di conflitto di interessi la Banca, espletate senza effettuare le dovute valutazioni ai fini della normativa antiriciclaggio.
Nello specifico, la Corte di merito, ritenuti provati tutti gli addebiti contestati, per i quali peraltro è stata disposta la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica territorialmente competente, ha rilevato che le condotte erano connotate da intenzionalità finalisticamente orientata a mettere all’incasso polizze assicurative di una cliente, procurando un ingiusto profitto alla madre della lavoratrice in questione, mediante la modifica del beneficiario.
Ciò, del resto, poteva desumersi dalla impressionante sequanza di irregolarità, enunciate nella lettera di contestazione, così integrando non solo la violazione del codice etico, diffuso in rete e ben conosciuto dalla funzionaria, ma altresì del più elementare dovere di diligenza e degli obblighi di fedeltà, correttezza e buona fede (artt. 1175, 1376, 2105 c.c.). Di qui, considerato il ruolo svolto dalla dipendente ed il grado di fiducia richiesta, con conseguenti effetti dannosi per la Banca in termini di danno di immagine e patrimoniali, per aver esposto la Banca alle azioni risarcitorie degli eredi della cliente, il licenziamento per giusta causa era da considerarsi legittimo.
Avverso la sentenza ricorre così in Cassazione la lavoratrice, lamentando che il codice etico della Banca prevedeva esclusivamente precetti senza alcuna correlazione con le sanzioni e che fosse violata la previsione della pubblicazione del codice disciplinare, sia in quanto non corredato dalle sanzioni disciplinari sia perché diffuso tra i dipendenti in via informatica, ma mai affisso.
Per la Suprema Corte, i motivi di ricorso sono inammissibili mancando ogni riferimento alla ratio decidendi del provvedimento impugnato. Secondo la giurisprudenza di legittimità, infatti, il ricorso per cassazione deve contenere, a pena di inammissibilità, i motivi per i quali si richiede la cassazione, aventi carattere di specificità, completezza e riferibilità alla decisione impugnata, il che comporta l’esatta individuazione del capo di pronunzia impugnata e l’esposizione di ragioni che illustrino in modo intelligibile ed esauriente le dedotte violazioni di norme o principi di diritto, ovvero le carenze della motivazione (Corte di Cassazione, sentenza 3 agosto 2007, n. 17125).
Nel caso di specie difetta la necessaria riferibilità delle censure alla motivazione della sentenza impugnata, in quanto la Corte territoriale non ha affermato che la ragione del licenziamento è da rinvenire nella violazione di prescrizioni specifiche, di natura tecnico-operativa, descritte nel codice etico, bensì ha ritenuto che la dipendente si era resa inadempiente ai generali obblighi di diligenza, correttezza, buona fede previsti dal codice civile.
In ogni caso, nel merito, in relazione alla mancata correlazione tra infrazioni e sanzioni disciplinari nell’ambito del codice disciplinare, per consolidato orientamento giurisprudenziale (da ultimo, Corte di Cassazione, sentenza n. 7105/2014), nelle ipotesi di condotta contraria al c.d. minimo etico, ossia quando la condotta addebitata sia immediatamente percepibile dal lavoratore come illecito, la predeterminazione dell’illecito e l’affissione del codice disciplinare sono superflue.

Comparto difesa: calcolo della quota retributiva delle pensioni liquidate

 



 


Alla luce della recente giurisprudenza contabile, con circolare n. 107/201, l’Inps fornisce i primi chiarimenti per l’applicazione dell’articolo 54 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092, nei confronti del personale appartenente al comparto difesa e per alcune figure a esso equiparate, che hanno maturato un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 pari o superiore a 15 anni e inferiore a 18 anni.

Con la sentenza n. 1/2021QM/PRES-SEZ le Sezioni Riunite della Corte dei Conti, in sede giurisdizionale e di questione di massima, hanno dato soluzione ad alcuni quesiti in materia di determinazione, ai sensi dell’articolo 54 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092, del calcolo della pensione nei confronti del personale appartenente al comparto difesa e per alcune figure a esso equiparate (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza), enunciando alcuni principi di diritto.
In merito alle modalità applicative del predetto articolo 54, è stato chiarito che la “quota retributiva” della pensione da liquidarsi con il sistema “misto”, ai sensi dell’articolo 1, comma 12, della legge n. 335/1995, in favore del personale militare cessato dal servizio con oltre 20 anni di anzianità utile ai fini previdenziali e che al 31 dicembre 1995 vantava un’anzianità ricompresa tra i 15 e i 18 anni, deve essere calcolata tenendo conto dell’effettivo numero di anni di anzianità maturati al 31 dicembre 1995, con applicazione del relativo coefficiente per ogni anno utile, coefficiente da individuarsi nel 2,44% annuo. Ciò tenuto conto, l’aliquota del 44% non è applicabile per la quota retributiva della pensione in favore di quei militari che, alla data del 31 dicembre 1995, vantavano un’anzianità utile inferiore a 15 anni.
I principi espressi nella sentenza in esame non riguardano coloro che hanno maturato al 31 dicembre 1995 un’anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni e, pertanto, nulla è innovato per la determinazione del relativo trattamento pensionistico.


Riesame dei trattamenti pensionistici con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 pari o superiore a 15 anni e inferiore a 18 anni
Con riferimento ai principi generali che regolano il trattamento di quiescenza per le pensioni militari secondo le disposizioni previste dal D.P.R. n. 1092/1973 e quelli previsti dalla legge n. 335/1995, le Sezioni Riunite hanno stabilito che tale ultima riforma non ha messo in discussione la particolare disciplina pensionistica in merito al riconoscimento dell’aliquota di rendimento del 44% in presenza di un’anzianità contributiva di 20 anni anche se, per i soggetti richiamati dall’articolo 1, comma 12, della legge n. 335/1995, tale anzianità non poteva trovare applicazione nel calcolo della quota retributiva di pensione, in quanto per quelle maturate dal 1° gennaio 1996 trova applicazione il sistema contributivo.
Pertanto, la Corte dei Conti introduce un correttivo per coloro che hanno un’anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni e inferiore a 18 anni, prevedendo, per la determinazione della quota retributiva, il riconoscimento dell’aliquota di rendimento annua del 2,44% per il numero degli anni di anzianità contributiva maturati al 31 dicembre 1995.
Con riferimento a tali soggetti, considerato il nuovo assetto giurisprudenziale definito dalla sentenza in commento, si deve procedere al riconoscimento dell’aliquota di rendimento del 2,44% per il numero degli anni di anzianità contributiva maturati alla data del 31 dicembre 1995. Tale riconoscimento non trova applicazione per coloro nei cui confronti è intervenuta sentenza passata in giudicato.


Modalità applicative
L’Inps procede quindi al riesame d’ufficio dei trattamenti pensionistici del personale in esame, applicando, per la rideterminazione della quota retributiva, l’aliquota di rendimento del 2,44% per il numero degli anni di anzianità contributiva maturati al 31 dicembre 1995. Analogamente, i benefici previsti dall’articolo 4 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165, sono rideterminati secondo le modalità sopra descritte.
Ai pensionati interessati alla ricostituzione del trattamento pensionistico in argomento vengono riconosciute le differenze sui ratei arretrati dovute a seguito della riliquidazione e gli interessi legali e/o rivalutazione monetaria, nei limiti della prescrizione quinquennale da calcolarsi a ritroso dalla data della riliquidazione, fermi restando gli effetti di eventuali atti interrottivi anteriori.


Gestione del contenzioso giurisdizionale
Nelle ipotesi di giudizi in corso, in primo grado o in appello, aventi ad oggetto la domanda, avanzata da militari, di ricalcolo della pensione con applicazione dell’articolo 54, primo comma, del D.P.R. n. 1092/1973, i trattamenti verranno riliquidati nei limiti della prescrizione quinquennale da calcolarsi a ritroso dalla data di notificazione dell’atto introduttivo, salvo l’effetto di eventuali atti interruttivi anteriori.


Gestione dei ricorsi amministrativi
Con riguardo ai ricorsi amministrativi pendenti, alla luce dei principi espressi con sentenza n. 1/2021QM/PRES-SEZ, i gravami, essendo volti ad ottenere la riliquidazione della “quota retributiva” del trattamento pensionistico con il riconoscimento dell’aliquota di rendimento del 44%, non sono suscettibili di accoglimento in autotutela.
Con riguardo, quindi, ai ricorsi amministrativi per i quali è in corso l’istruttoria, sarà cura delle Strutture territoriali e delle Direzioni regionali predisporre gli atti di competenza, dando atto dell’eventuale riliquidazione, e inserire nella “Procedura DICA” i relativi provvedimenti.

Terziario Bologna: accordo per il sostegno al reddito

A giugno è stato siglato, tra la Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom Bologna e la FILCAMS-CGIL Bologna, la FISASCAT-CISL Area Metropolitana Bologna, la UilTucs Emilia Romagna, l’accordo territoriale straordinario per il sostegno al reddito nel terziario nell’area metropolitana bolognese (Gennaio – Settembre 2021).

Con espresso riferimento alle aziende operanti nell’Area Metropolitana di Bologna, che applicano integralmente il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti da aziende del Terziario della Distribuzione e dei Servizi del 30/7/2019, ivi compresa la parte obbligatoria, e che siano in regola con il versamento dei contributi previsti per l’Ente bilaterale e che abbiano subito oggettivamente gli effetti negativi dell’emergenza epidemiologica, le Parti convengono che, a decorrere dall’1/1/2021, fino al 30/9/2021, siano previste le seguenti prestazioni straordinarie di sostegno al reddito e di welfare a carico di Ebiterbo compatibilmente alle risorse finanziarie dallo stesso stanziate. Ebiterbo fisserà nel Regolamento attuativo le scadenze relative alla presentazione delle domande nei termini congrui alla registrazione delle risorse impegnate ed alla scrittura del consuntivo 2021 per la conseguente approvazione dell’Assemblea dei soci nei termini statutari.



Sospensione e/o riduzione dell’attività lavorativa conseguente a emergenza epidemiologica


Nelle aziende che non abbiano accesso al FIS o che abbiano esaurito il suo utilizzo e non abbiano diritto ad ammortizzatori sociali ovvero ne abbiano esaurito l’utilizzo, in alternativa alle misure di FSR già previste dalla bilateralità, qualora le misure di contrasto al contagio da coronavirus (COVID- 19) decise dalle autorità, oppure le conseguenze sul piano economico determinate dalla ridotta circolazione dei cittadini e dei turisti, determinino la contrazione dell’attività aziendale con riflessi sulla occupazione, si potrà procedere tramite accordo sindacale alle seguenti prestazioni in alternativa tra loro:
a) Temporanea riduzione dell’orario di lavoro settimanale.
b) Sospensione dell’attività lavorativa.


Contributo Straordinario per la Serenità Abitativa


Si conferma che dall’1/3/2020, considerata l’elevata platea coinvolta dall’emergenza, sono sospese le modalità ordinarie di sostegno al reddito previste per il contributo in oggetto di cui all’accordo territoriale del 27/3/2017 punto 1.2). Le stesse vengono sostituite in base a quanto concordato nel presente accordo straordinario.
Al lavoratore dipendente da azienda aderente ad Ebiterbo, titolare (o co-titolare) di mutuo per il proprio acquisto di prima casa o locatore di un immobile di residenza o in cui è domiciliato quale lavoratore fuorisede con residenza oltre 50 km dal luogo di lavoro, nel caso in cui l’applicazione degli ammortizzatori adottati come misura di contenimento del contagio da COVID-19, compresi quelli emanati in subordine da Ebiterbo determini una sostanziale riduzione dell’orario di lavoro, verrà corrisposto un contributo forfettario mensile, mirato alla serenità abitativa dei lavoratori nei momenti di perdita salariale, nei limiti di spesa stanziata a tale titolo da Ebiterbo, nei valori e nelle condizioni sottostanti.
Tali contributi saranno erogati nella misura massima del 50% della rata del mutuo o dell’affitto, ulteriormente ridotta in riferimento alla propria quota % in caso di co-intestazione dei medesimi contratti.
a) Massimo 150 € mensili per riduzione della retribuzione mensile tra il 40% ed il 60%;
b) Massimo 200 € mensili per riduzione della retribuzione mensile maggiore del 60% e fino all’80%
c) Massimo 250 € mensili per riduzione della retribuzione mensile maggiore del 80% e fino all’100%
Il contributo verrà riproporzionato nel caso di contratto a tempo parziale.
Tale contributo ha natura straordinaria e sarà riconosciuto per un massimo di 3 mesi per il periodo compreso tra il 1/1/2021 e 30/9/2021.


Contributo Solidaristico


Ai lavoratori dipendenti delle aziende iscritte all’Ente, che abbiano subito una sospensione e/o riduzione dell’attività lavorativa a seguito dell’emergenza epidemiologica nel periodo dall’1/1/2021 e 30/9/2021e che abbiano avuto accesso alle prestazioni per causale COVID 19 di Assegno Ordinario riconosciute dal Fondo di Integrazione Salariale (FIS), CIGO, nonché CIG in deroga, verrà erogato un contributo mensile lordo nei limiti dei seguenti massimali:
– 100.0 euro nel caso di sospensione/ riduzione mensile fino al 33%
– 200.0 euro nel caso di sospensione/ riduzione mensile maggiore del 33% e fino al 66%
– 300.0 euro in caso di sospensione/riduzione mensile oltre il 66%
Il contributo sarà erogato nei limiti della retribuzione effettivamente persa nel rispetto dei massimali sopra indicati.
Tale contributo ha natura straordinaria e sarà riconosciuto per un massimo di 4 mesi per il periodo compreso tra il 1/1/2021 e 30/9/2021.


Assistenza genitoriale al figlio minore


Ai lavoratori assoggettati alla prestazione lavorativa ovvero che non abbiano in atto sospensioni dell’attività lavorative dovute ad applicazioni di ammortizzatori sociali, che hanno la necessità di assentarsi dal lavoro, richiedendo al proprio datore di lavoro un’aspettativa/congedo non retribuito, per occuparsi del figlio minore naturale/affidato/adottato di età non superiore ai 14 anni compiuti nell’anno in corso, a seguito di eventuale chiusura straordinaria delle scuole e/o di singoli plessi scolastici di ogni ordine e grado e che non abbiano residui di ferie e permessi retribuiti maturati e residui al 31/12/2020, verrà erogato un contributo pari al 50% della normale retribuzione (art. 206 CCNL TDS) lorda persa per un periodo massimo pari a 30 giorni lavorativi, cadente tra il 1° Gennaio ed il 30/9/2021.
Potranno accedere a tale prestazione i lavoratori che si troveranno nelle seguenti condizioni:
1) genitore di figlio di età fino a 14 anni, che abbia terminato il periodo di congedo straordinario indennizzato dall’INPS di cui al decreto del 13/3/2021 n. 30 o di provvedimenti successivi, e abbia necessità di un ulteriore periodo di astensione per cura del figlio fruendo quindi di permessi non retribuiti;
2) genitore di figlio di età fino a 14 anni che non abbia avuto accesso al congedo straordinario indennizzato dall’INPS di cui al decreto del 13/3/2021, n. 30, nel periodo dal 1 gennaio al 12 marzo, per effetto della determinazione prevista dalla circolare INPS del 14/4/2021, n. 63, la quale consente la conversione per tale periodo dei soli periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale, non autorizzando, pertanto, la conversione di eventuali aspettative non retribuite e/o permessi non retribuiti, a copertura dell’astensione dalla prestazione lavorativa per occuparsi del figlio.
Tale importo sarà di norma corrisposto tramite azienda ai lavoratori.


Il contributo di cui al presente articolo non potrà essere cumulato con eventuale richiesta, per il medesimo periodo, di contributo per iscrizione ai centri estivi.

Protocollo d’intesa per il contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e del caporalato


Firmato, il 14 luglio, il Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e del caporalato.


Il Ministero dell’interno si impegna, in particolare, a promuovere l’attivazione, nell’ambito dei Consigli Territoriali per l’Immigrazione presso le Prefetture, di un tavolo permanente che costituisca il punto di raccordo per il monitoraggio del fenomeno e l’analisi di dati e bisogni rilevabili in sede locale, utile per la definizione di indirizzi e linee di intervento da attivare in coerenza con il Piano triennale, nonché il punto di riferimento per la programmazione degli interventi su base provinciale da ricomporre a livello regionale e centrale, attraverso una attenta verifica delle risorse disponibili e del loro efficace utilizzo; sensibilizzare i Prefetti affinché assicurino la partecipazione attiva di un rappresentante della Prefettura-UTG alle iniziative delle sezioni territoriali della Rete del Lavoro agricolo di qualità, con particolare riguardo alle aree qualificate a più elevato rischio di sfruttamento lavorativo; sostenere, con risorse del PON Legalità 2014 – 2020 o del Programma complementare dello stesso POC Legalità, le seguenti misure a favore dei lavoratori stagionali agricoli extracomunitari a rischio di sfruttamento lavorativo o di coinvolgimento nel fenomeno del caporalato nelle aree delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, presso le quali l’attività di mappatura svolta nell’ambito del presente Protocollo o di ulteriori strumenti attuativi del Piano triennale evidenzi la sussistenza di un particolare fabbisogno: interventi di recupero del patrimonio immobiliare pubblico, anche confiscato, da destinare a sistemazioni alloggiative o all’erogazione di servizi di supporto all’integrazione; erogazione di servizi, quali, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, formazione professionale, orientamento al lavoro e accompagnamento all’autoimprenditorialità, supporto informativo, psicologico, medico e legale; finanziare il completamento degli interventi strutturali volti ad assicurare idonee condizioni logistiche e il superamento di criticità igienico sanitarie degli insediamenti spontanei di lavoratori stranieri impiegati in agricoltura, vittime o possibili vittime di sfruttamento lavorativo;
– sostenere, con risorse del FAMI, l’erogazione di servizi ad hoc, nell’ambito delle azioni ammissibili previste dalla base giuridica del Fondo europeo; individuare percorsi che consentano, a normativa vigente, di supportare le categorie più deboli nell’ambito del fenomeno dello sfruttamento lavorativo in agricoltura.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali si impegna a:
– supportare le amministrazioni comunali nell’attuazione a livello locale, per le misure di propria competenza, del Piano triennale, contribuendo al radicamento e alla governance territoriale del Piano stesso, anche attraverso una mappatura puntuale del territorio nazionale per l’individuazione delle aree esposte a maggiore rischio – verso le quali indirizzare prioritariamente le azioni in materia di soluzioni alloggiative dignitose – condotta insieme ad ANCI e con il sostegno del Fondo Nazionale per le Politiche Migratorie;
– sostenere, con risorse del FAMI, del Fondo Sociale Europeo, del Fondo Nazionale per le Politiche Migratorie e di altri Fondi di provenienza comunitaria che dovessero rendersi disponibili, interventi sull’intero territorio nazionale volti, indicativamente, a: migliorare l’efficacia, l’equità, la trasparenza e la qualità del lavoro attraverso il rafforzamento dell’occupazione e il mantenimento delle condizioni di regolarità lavorativa delle categorie maggiormente vulnerabili, in particolare cittadini di Paesi terzi e vittime di sfruttamento; disegnare e avviare un meccanismo nazionale di referral che assicuri identificazione, adeguata e rafforzata protezione, assistenza e reinserimento socio-lavorativo delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura, attraverso l’adozione di linee-guida che indirizzino e uniformino l’azione dei soggetti territorialmente competenti sul tema; attuare programmi e percorsi personalizzati per favorire l’accesso delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura alle misure di politica attiva del lavoro; rafforzare e qualificare le attività di vigilanza attraverso l’impiego di task force multi-agenzia che prevedano anche la presenza della figura del mediatore culturale, in collaborazione con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro; promuovere, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, l’agricoltura etica e di qualità, l’inclusione sociale nelle aree rurali, la sensibilizzazione in materia di sfruttamento lavorativo e la promozione del lavoro dignitoso in agricoltura, anche attraverso campagne di comunicazione istituzionale e sociale congiunte.
Infine, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, si impegna a promuovere iniziative normative volte a dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, noncè a realizzare e aggiornare periodicamente, anche attraverso il finanziamento di appositi progetti, il calendario delle colture e la mappatura dei fabbisogni di manodopera agricola a livello nazionale.