CCNL Terziario Sistema Impresa-Fesica Confsal: accordo di rinnovo

Firmato il 21/12/2020, tra SISTEMA IMPRESA (già Sistema Commercio e Impresa) e FESICA-CONFSAL, con l’assistenza della Confederazione Generale dei Sindacati Autonomi dei Lavoratori – CONFSAL, l’accordo di rinnovo del CCNL per i dipendenti del terziario, commercio, distribuzione e servizi dell’1/7/2013

Le Parti, al fine di garantire alle imprese ed ai lavoratori del settore una situazione di stabilità sul piano normativo ed economico, ritenuta un valore aggiunto in un contesto di forte incertezza, dovuto al perdurare dell’emergenza sanitaria che, si ritiene, farà sentire la sua influenza negativa ancora per lungo tempo, hanno modificato l’art. 235 (Decorrenza e durata) del CCNL, concordando sulla nuova decorrenza che va, pertanto, dall’1/5/2020 al 30/4/2023.

Le parti, alla luce del condiviso principio di ultravigenza, concordano che il contratto si intenderà rinnovato per ulteriori tre annualità se non disdetto, tre mesi prima della scadenza, con raccomandata A/R. In caso di disdetta, il contratto resterà in vigore fino a che non sia stato sostituito dal successivo contratto nazionale.
Infine, s’impegnano reciprocamente ad incontrarsi ogni sei mesi al fine di monitorare in modo costante l’evoluzione della situazione nel settore.

Sciolta la riserva sul rinnovo del CCNL Grafici Editoriali



Sciolta positivamente, da parte dei sindacati, la riserva sull’accordo di rinnovo del CCNL per i grafici editori.


Assografici, comunica l’applicabilità del rinnovo contrattuale, il quale, per la parte economica, prevede che la prima franche degli aumenti avrà decorrenza dal mese di maggio, mentre a giugno è prevista la prima franche di una tantum.


Con specifico riferimento alla parte editoriale, si trasmette la tabella di raccordo fra la vecchia e la nuova classificazione e il relativo TEM, che saranno oggetto di convalida definitiva con le OO.SS. in fase di stesura.


TABELLA DI RACCORDO FRA LA VECCHIA CLASSIFICAZIONE E LA NUOVA CLASSIFICAZIONE EDITORI







































Categorie CCNL 16/10/2014

Livelli parte editoriale

Q Q
AS 1
A 2
B1S 3
B1 3
B2 4/5
B3 5
C1 6
C2 6
D1 7
D2 7
E 8


TRATTAMENTO ECONOMICO MINIMO EDITORI


































































Livelli


editoria

Minimi di stipendio e salario

Incremento TEM maggio 2021

Incremento TEM gennaio 2022

Incremento TEM ottobre 2022

Parametri

Q 1.845,51 29,75 29,75 35,69 170
1 1.836,60 29,62 29,62 35,55 169,28
2 1.550,80 25,00 25,00 30,00 142,86
3 1.447,61 24,00 24,00 28,79 137,14
4 1.356,30 22,00 22,00 26,39 125,71
5 1.259,04 20,25 20,25 24,29 115,71
6 1.025,95 18,75 18,75 22,49 107,14
7 844,80 17,50 17,50 20,99 100
8 742,36 11,96 11,96 14,36 68,38

Decontribuzione Sud, nel caso di lavoro somministrato rileva la sede dell’utilizzatore


Riformando l’indirizzo precedentemente espresso, su parere del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Inps comunica che, nelle ipotesi in cui l’attività di lavoro venga svolta mediante un rapporto di somministrazione, la sede rilevante ai fini del riconoscimento della decontribuzione Sud deve essere individuata nel luogo di effettivo svolgimento della prestazione (messaggio 31 marzo 2021, n. 1361)


In considerazione della ratio sottesa alla Decontribuzione Sud, consistente nel favorire la stabilità occupazionale nelle aree svantaggiate, nelle ipotesi in cui l’attività venga svolta mediante un rapporto di somministrazione, la sede di lavoro rilevante ai fini del riconoscimento della decontribuzione deve essere individuata nel luogo di effettivo svolgimento della prestazione.
Pertanto, qualora il lavoratore svolga la propria prestazione lavorativa presso un utilizzatore ubicato nelle regioni del Mezzogiorno, il beneficio può essere riconosciuto a prescindere da dove effettivamente abbia sede legale o operativa l’agenzia di somministrazione.
Viceversa, qualora il lavoratore sia dipendente di un’agenzia di somministrazione che abbia sede legale o operativa in regioni del Mezzogiorno, ma svolga la propria prestazione lavorativa presso un utilizzatore ubicato in regioni differenti, il beneficio non può essere riconosciuto.
Con riferimento al contratto di somministrazione, l’utilizzatore assume l’obbligo di comunicare al somministratore il trattamento economico e normativo applicabile ai lavoratori suoi dipendenti che svolgono le medesime mansioni dei lavoratori da somministrare e a rimborsare al somministratore gli oneri retributivi e previdenziali da questo effettivamente sostenuti in favore dei lavoratori (art. 33, co. 2, D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81). In altri termini, il costo del lavoro effettivamente sostenuto dall’agenzia di somministrazione è trasferito in capo all’azienda utilizzatrice e i relativi benefici economici legati all’assunzione o alla trasformazione di un contratto di lavoro stipulato a scopo di somministrazione, imputati all’utilizzatore. Pertanto, con specifico riferimento al godimento delle agevolazioni, le agenzie di somministrazione non beneficiano “direttamente” delle misure di decontribuzione, e in via generale di qualsiasi incentivo economico/contributivo, in quanto sono tenute a trasferire tali benefici alle aziende utilizzatrici.
Sulla base del mutamento di indirizzo illustrato, pertanto, le Strutture territoriali, in sede di valutazione dei requisiti per la fruizione della Decontribuzione Sud da parte delle agenzie di somministrazione, hanno cura di verificare, sulla base della comunicazione obbligatoria effettuata con il modello “UniSomm” dall’agenzia medesima, se il rapporto intercorrente tra l’impresa utilizzatrice presso cui il lavoratore è somministrato e il medesimo lavoratore sia collocato nelle regioni ammesse alla misura, potendo attribuire in tal caso il codice di autorizzazione “0L” per la durata del rapporto, ivi compresi i periodi pregressi decorrenti dal 1° ottobre 2020, ed entro il 31 dicembre 2021.
A seguito dell’attribuzione del suddetto codice di autorizzazione da parte delle Strutture territoriali, le agenzie di somministrazione possono fruire della misura per i rapporti di lavoro intercorrenti con utilizzatori ubicati nelle regioni del Mezzogiorno e recuperare le eventuali quote di decontribuzione relative alle mensilità pregresse, secondo le indicazioni già fornite (Inps, circolari n. 122 del 22 ottobre 2020 e n. 33 del 22 febbraio 2021).
Per le Agenzie di somministrazione che abbiano sede legale o operativa nelle regioni del Mezzogiorno e che abbiano fruito della decontribuzione nel periodo ottobre 2020 – marzo 2021 anche per lavoratori inviati presso aziende utilizzatrici ubicate in regioni differenti, inoltre, alla luce delle indicazioni fornite in aderenza al differente orientamento ministeriale precedentemente espresso, non si procede al recupero della misura.
Resta fermo che, dal mese di aprile 2021, la fruizione della Decontribuzione Sud è considerata legittima solo laddove il lavoratore presti effettivamente la propria prestazione in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.


Certificato di pensione 2021: le novità del modello ObisM


L’Inps ogni anno per i beneficiari di prestazioni previdenziali e assistenziali mette a disposizione, fra i servizi on line al cittadino, il certificato di pensione, cosiddetto modello ObisM, accedendo alla sezione “Prestazioni e Servizi” del sito istituzionale. Con decorrenza dal 2021, a differenza degli scorsi anni, il certificato di pensione, a seguito delle implementazioni effettuate, verrà messo a disposizione in modalità dinamica; conseguentemente, le informazioni saranno allineate ai dati aggiornati alla data della richiesta (Messaggio Inps n. 1359/2021).


L’accesso al sito www.inps.it è consentito attraverso una delle seguenti credenziali:
– il PIN dispositivo (si ricorda che l’INPS non rilascia più nuovi PIN a decorrere dal 1° ottobre 2020);
– lo SPID di secondo livello (Sistema Pubblico di Identità Digitale);
– la CIE (Carta di Identità Elettronica);
– la CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Il certificato, si precisa, non viene predisposto per le prestazioni di accompagnamento a pensione (APE sociale, assegni straordinari, c.d. “isopensioni”) che, non avendo natura di trattamento pensionistico, non vengono annualmente rivalutate e continuano a essere corrisposte nella stessa misura per tutta la loro durata. L’unica eccezione è rappresentata dall’indennizzo commercianti, che viene corrisposto annualmente in misura pari al trattamento minimo e viene conseguentemente rivalutato. Pertanto, la pubblicazione del certificato di pensione non viene effettuata per le seguenti categorie di prestazione:
– 027-VOCRED;
– 028-VOCOOP;
– 029-VOESO;
– 143-APESOCIAL;
– 127-CRED27;
– 128-COOP28;
– 129-VESO29;
– 198-VESO33;
– 199-VESO92.
Nel caso di soggetto titolare di prestazione previdenziale o assistenziale e di prestazione di accompagnamento a pensione, il certificato di pensione (c.d. modello ObisM) conterrà le sole informazioni relative alla prestazione previdenziale e/o assistenziale.


Certificato di pensione 2021
Il certificato di pensione fornisce i criteri di calcolo della perequazione automatica che, per l’anno 2020, hanno determinato nella mensilità di gennaio del corrente anno i conguagli derivanti dall’applicazione dell’indice di perequazione definitivo per il 2020 (pari allo 0,5% rispetto a quello previsionale dello 0,4%). Inoltre, esso fornisce le seguenti informazioni analitiche: importo mensile lordo della rata di gennaio e della tredicesima (se presente); eventuali ulteriori due mensilità se si verificano delle variazioni nelle condizioni che determinano gli importi (ad esempio, trattamenti di famiglia e addizionali che cessano); importo delle singole trattenute fiscali; eventuali detrazioni di imposta applicate.
Con riferimento alla tassazione delle pensioni i cui titolari non risultino percettori di altre prestazioni pensionistiche, al fine di garantire l’applicazione dell’imposta in maniera omogenea nel corso dell’anno, a decorrere dal 2021, il calcolo delle ritenute IRPEF è stato impostato tenendo conto dell’importo complessivo annuo della pensione, per cui le relative ritenute verranno trattenute mensilmente, al netto delle detrazioni eventualmente spettanti, nei mesi da gennaio a dicembre. Il suddetto calcolo non incide sull’importo annuo dell’IRPEF complessivamente trattenuta, che resta invariato, ma assicura che la tassazione gravante sulla tredicesima mensilità sia omogenea a quella degli altri ratei dell’anno. Le relative indicazioni sono riportate nella sezione “Informazioni fiscali” del modello.
Infine, nei casi previsti dalla legge, viene riportato l’importo della trattenuta giornaliera che il pensionato dovrà comunicare al datore di lavoro.
Nel certificato di pensione vengono poi riportati specifici avvisi sia per ricordare ai titolari di pensioni anticipate “quota 100” e “precoci” il peculiare regime di incumulabilità che comporta l’obbligo di comunicazione tempestiva in caso di percezione di redditi da lavoro ai fini della sospensione, sia l’obbligo in capo ai soggetti dichiarati irreperibili di dichiarare la variazione di indirizzo o il trasferimento di residenza al comune italiano di riferimento, in base a quanto disposto dalla normativa vigente. Inoltre, verrà visualizzata l’informazione relativa all’erogazione della somma aggiuntiva (c.d. quattordicesima) qualora corrisposta per l’anno corrente.
A differenza degli scorsi anni, a decorrere dal 2021, il certificato di pensione, a seguito delle implementazioni effettuate, verrà messo a disposizione in modalità dinamica; conseguentemente, le informazioni saranno allineate ai dati aggiornati alla data della richiesta. Pertanto, sarà possibile, per le pensioni della Gestione privata e di quella dei lavoratori dello spettacolo e dello sport, ottenerlo anche per le prestazioni liquidate in corso d’anno e verrà aggiornato in base alle informazioni disponibili in archivio alla data di richiesta del certificato stesso.
Per i certificati dei tre anni precedenti al 2021 sarà, invece, come di consueto, messa a disposizione la versione statica storicizzata già esistente e consultabile attraverso le medesime modalità illustrate in premessa.


 


Nuovo CIRL per i quadri e gli impiegati agricoli della Puglia



Stipulato il 24/2/2021, tra CONFAGRICOLTURA, FEDERAZIONE REGIONALE COLTIVATORI DIRETTI, CIA della Puglia e CONFEDERDIA, FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL Puglia, il Contratto per i quadri e gli impiegati Agricoli della Puglia


Il presente CIRL decorre dall’1/1/2018 e scadrà il 31/12/2021.

Retribuzione
Agli impiegati e ai quadri competerà un aumento del 2,8% a decorrere dall’1/1/2021, da applicarsi sul totale lordo mensile vigente dal 31/12/2017. Tali aumenti sono comprensivi della IVC.

Erogazione per obiettivi
Il premio per obiettivi in vigore con il presente CIRL sarà cosi corrisposto:





















Categoria

Importo

1 462,22
2 417,76
3 373,33
4 345,92
5 325,08
6 302,85


Tali importi verranno corrisposti nella misura unica a condizione che i risultati aziendali siano raggiunti.
Entro il 30/9/2021, qualora le aziende non avranno definito gli obiettivi da raggiungere è riconosciuto comunque ai dipendenti il 20% dei suddetti importi da corrispondersi entro la fine di ogni esercizio e comunque non oltre il 31 Dicembre.
I punti di valutazione per l’erogazione dei premi per obiettivi potranno riferirsi al:
– miglioramento qualitativo della produzione;
– capacita di adeguamento a differenti produzioni;
– andamento complessivo della produzione;
– commesse di lavoro;
– adeguamento delle strutture amministrative alle funzionalità dell’azienda;
Senza precludere ovviamente, propri e differenti obiettivi aziendali. Sulla scorta dei programmi stabiliti dall’azienda e partecipati a tutti i dipendenti, con il coinvolgimento delle rappresentanze degli impiegati saranno individuati i risultati da raggiungere.
Qualora l’azienda intenda dotarsi di sistemi volontari di certificazione (ad esempio ISO, UNI ecc.) ed individui tra il proprio personale dipendente il responsabile del processo di certificazione a tale dipendente verrà riconosciuto un rimborso pari a € 75,00 mensili per il periodo utile ad espletare tale compito.
Resta inteso che l’azienda è libera di individuare la figura del responsabile anche al di fuori del proprio personale dipendente.

Indennità di mancata mensa
Per i dipendenti che prestano attività lavorativa giornaliera con orario spezzato e che non godono di una pausa pranzo sufficiente in grado di raggiungere il proprio domicilio sarà riconosciuto per le giornate di effettiva presenza un buono pasto di € 7,00.

Compiti dell’Osservatorio Regionale
L’Osservatorio Regionale ha il compito di svolgere iniziative di analisi, di ricerca, di monitoraggio e di confronto su temi di comune interesse, quali:
– mercato del lavoro e individuazione di nuove figure professionali;
– i fabbisogni di formazione professionale;
– l’analisi di costo del lavoro, delle dinamiche retributive e contrattuali ed i loro andamenti;
– la tutela della salute, dell’ambiente di lavoro.

Orario di lavoro
L’orario di lavoro, di 39 ore settimanali, è distribuito su cinque giorni alla settimana, oppure su cinque giorni e mezzo, ma con l’adozione dell’orario unico giornaliero. E’ ammesso il recupero della giornata del sabato, eventualmente lavorato, nel caso di distribuzione dell’orario di lavoro in cinque giorni alla settimana, fermo restando la corresponsione della maggiorazione per lo straordinario. Eventuali proposte di diversa organizzazione e distribuzione degli orari di lavoro giornaliero e/o settimanali devono essere preventivamente discussi e concordati tra l’azienda e le rsa/rsu oppure, in assenza, con le OO.SS. firmatarie del presente Contratto Regionale.
Per esigenze produttive ed organizzative è possibile definire un periodo di flessibilità del regime degli orari di lavoro settimanali. Tale periodo è massimo di 3 mesi all’anno, consecutivi o frazionati, pari a massimo 44 ore settimanali nel limite di 85 ore annuali.
La maggiorazione per tali orari è del 20% con la possibilità di far confluire le ore lavorate ordinarie nella banca ore.
Tale disciplina avverrà previa intesa e accordo tra l’azienda e le rsa/rsu oppure, in assenza, con le OO.SS. Territoriali di categoria firmatarie il presente Contratto Regionale.

Ritenute per case ed annessi
Nel caso l’impiegato utilizzi l’abitazione messa a disposizione dall’azienda, sulla retribuzione mensile, verrà operata una ritenuta fissa di € 5,16.

Mezzo di trasporto
Il datore di lavoro è tenuto a fornire all’impiegato un efficiente mezzo di trasporto per il disimpegno delle mansioni affidategli.
Qualora il mezzo di trasporto non sia fornito dal datore di lavoro, ma dallo stesso impiegato, previa disponibilità da parte dello stesso, questi ha diritto ad un compenso a titolo di rimborso spese. A tal fine sarà corrisposto un rimborso chilometrico riferito al tipo di mezzo, utilizzato secondo quanto previsto dalle tabelle ACI. Tale compenso dovrà essere aggiornato in presenza di variazioni delle anzidette tariffe ACI.
Ai dipendenti che appartengono alla prima e seconda categoria specificate nell’art. 16 del CCNL Quadri e Impiegati Agricoli del 23/2/2017 che, per particolari esigenze aziendali debbano necessariamente utilizzare il proprio mezzo di trasporto per raggiungere l’azienda, sarà riconosciuto il rimborso, che sarà pari ad un quinto del prezzo della benzina per ogni km percorso e per una percorrenza non superiore alla distanza tra il centro amministrativo del Comune (sede della casa comunale) o del nucleo abitato della frazione comunale sul cui territorio si trova l’azienda ed il centro aziendale od il luogo abituale di lavoro. L’importo di detti rimborsi deve essere calcolato per un solo percorso di andata e ritorno, per ogni giornata di effettivo lavoro.

Trasferte
In caso di trasferta, all’impiegato, per ragioni inerenti il servizio, è riconosciuto il rimborso per le spese documentate. Lo stesso rimborso deve essere riconosciuto entro il mese in cui il viaggio, o il particolare servizio che le ha determinate, ha avuto luogo. Sul solo importo delle spese di vitto ed alloggio deve applicarsi una maggiorazione del 30%, a titolo di rimborso delle piccole spese non documentabili.
In caso di trasferta all’estero, è altresì dovuta una ulteriore indennità supplementare, ex art. 51 Tuir, di euro 50,00.

Part-time
Al dipendente assunto con più rapporti di lavoro con contratto a tempo parziale, cosi come previsto ai sensi dell’art 11 del CCNL 23/2/2017, in considerazione del disagio derivante dalle maggiori difficoltà organizzative che deve affrontare il dipendente, viene riconosciuta una specifica indennità oraria del 25% della retribuzione oraria spettante.
E’ data facoltà alla lavoratrice madre o, in alternativa, per i lavoratori padri con figli conviventi di età non superiore a tredici anni, di chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da full- time in part-time, con facoltà di ripristinare, al termine del periodo richiesto, il rapporto a tempo pieno, attraverso accordi singoli e/o con il patrocinio e assistenza delle OO.SS. firmatarie del presente Contratto Regionale.

Permessi
In aggiunta a quanto previsto dall’art. 23 del CCNL del 23/2/2017, si riconosce all’impiegato, in caso di decesso di un parente entro il 1° grado, un permesso retribuito pari a 2 giorni.

Contributi Ebipro negli Studi Professionali



L’Ente Bilaterale per gli Studi professionali prevede il rimborso pari al 30% dei contributi versati per babysitter ed un contributo per l’avvio della didattica a distanza.


Contributo per babysitter

Ebipro rimborsa, ai dipendenti iscritti di studi/aziende, parte dei contributi previdenziali versati all’INPS, per l’assunzione, nel periodo coincidente con l’anno scolastico 2020/21, di personale dedicato all’assistenza dei propri figli con qualifica contrattuale di babysitter.
Il rimborso è pari al 30% dei contributi versati importo massimo annuo erogabile di € 500 e nei limiti delle risorse stanziate e sarà erogato a chi è in regola con i versamenti alla bilateralità (Cadiprof ed Ebipro) e con un’anzianità contributiva di almeno 6 mesi al momento della richiesta.
Ciascun dipendente iscritto non può presentare più di una richiesta nell’arco dell’intera iscrizione alla bilateralità di settore.
Sul sito il regolamento con le modalità di richiesta che sarà esclusivamente on line attraverso la nuova piattaforma per la richiesta delle prestazioni alla bilateralità di settore.

Contributo per l’avvio della didattica a distanza

Ebipro rimborsa ai dipendenti iscritti di studi in regola con i versamenti alla bilateralità (Cadiprof ed Ebipro) e con un’anzianità contributiva di almeno 6 mesi al momento della richiesta, parte delle spese sostenute per l’acquisto di strumenti tecnico-informatici necessari allo svolgimento didattica a distanza (DAD) qualora adottata dalle Scuole (primarie e secondarie di primo e secondo grado) frequentate dai propri figli.
Ciascun dipendente iscritto può presentare una sola richiesta nell’arco dell’intera iscrizione alla bilateralità di settore.
Per strumenti tecnico-informatici si intendono, in modo tassativo, i seguenti apparecchi hardware indicati come tali e in modo univoco nella documentazione fiscale rilasciata all’acquisto: PC portatili o fissi, tablet, monitor, mouse, tastiere, notebook.
Il rimborso è pari al 50% delle spese sostenute fino ad un importo massimo erogabile di 300 euro per richiesta (nei limiti delle risorse stanziate) e riguarderà le spese di acquisto effettuate dal 1/9/2020 al 15/5/2021.
Sul sito il regolamento con le modalità di richiesta che sarà esclusivamente on line attraverso la nuova piattaforma per la richiesta delle prestazioni alla bilateralità di settore.

Contribuzione 1° trimestre 2021 al Fondo Previndai

Scade 20 aprile il termine per il versamento del contributivo del primo trimestre 2021 relativo al Fondo pensione Previndai per i dirigenti industriali.

Come risaputo, Previndai è il fondo pensione dei dirigenti industriali il cui rapporto di lavoro è regolato dal CCNL sottoscritto da Confindustria e Federmanager o da un diverso contratto, comunque sottoscritto da almeno una di tali parti. È facoltà sia dell’iscritto che dell’azienda determinare liberamente e senza limite di massimale, l’entità dalla contribuzione a proprio carico, ferme restando le misure minime stabilite dal contratto collettivo nazionale di lavoro.
La dichiarazione contributiva relativa al 1° trimestre 2021 è compilabile on-line.


La scadenza del versamento è il 20 aprile 2021.
Il bonifico deve essere disposto in tempo utile a garantire il riconoscimento a Previndai di una data valuta coincidente, al massimo, con quella della scadenza.
Per l’anno 2021 restano validi i seguenti principi della contribuzione a Previndai:
– aliquote contributive del 4% a carico azienda e 4% a carico dirigente
– massimale di 180.000 euro
– minimale a carico azienda di 4.800 euro, per i dirigenti che versano la quota a proprio carico ed hanno un’anzianità dirigenziale presso l’impresa superiore a 6 anni
– flessibilità contributiva, la facoltà dell’impresa di farsi carico, previo accordo con il dirigente, di una quota della contribuzione dovuta dal dirigente stesso fino a giungere ad un totale del 7% a carico dell’impresa, rimanendo a carico del dirigente un contributo come minimo dell’1%. In presenza di flessibilità contributiva, la quota del dirigente di cui l’impresa si assume l’onere si somma a quella contrattualmente prevista a suo carico del 4%: questa ultima quota non può essere inferiore al minimale, se dovuto


Firmato il CIRL Unionalimentari-Confapi per la regione Calabria

Sottoscritto il 26/3/2021, tra l’UNIONALIMENTARI – CONFAPI della Calabria e le OO.SS. Regionali FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL, il Contratto Regionale di lavoro per i dipendenti della piccola e media industria alimentare della regione Calabria

Il presente contratto regionale, è da intendersi, a tutti gli effetti, quale contrattazione di secondo livello per tutte le aziende che applicano il CCNL vigente per i lavoratori della piccola e media industria alimentare. Decorre dall’1/1/2021 e scadrà il 31/12/2024.

Osservatorio regionale
È istituito, a livello regionale, in forma paritetica tra i soggetti firmatari del presente contratto, l’Osservatorio regionale che perseguirà gli scopi e le finalità, a livello locale, previsti dall’articolo 1 del Contratto Nazionale. L’Osservatorio è composto da sei rappresentanti effettivi e sei supplenti nominati delle Parti stipulanti il presente contratto (tre designati da Confapi Calabria e tre designati dalle segreterie regionale di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil).
Oltre a quanto previsto dall’articolo 1 del CCNL, le Parti convengono di affidare all’Osservatorio l’organizzazione di iniziative destinate alle lavoratrici e ai lavoratori volte ad aumentare la sensibilità riguardo ai temi della sicurezza sul posto di lavoro.
Nell’ambito dell’Osservatorio le parti firmatarie, per il reperimento di risorse finalizzate alla formazione, oltre che a livello aziendale si impegnano, unitariamente, anche a livello regionale, a facilitare l’iter procedurale di concessione di finanziamenti, promuovendo anche iniziative condivise e tese a sensibilizzare lo stanziamento di risorse e a intercettare opportunità ed eventuali finanziamenti pubblici.
Le Parti intendono valorizzare l’accesso dei giovani al mercato del lavoro nel settore della piccola e media industria alimentare, promuovendo proficue forme di integrazione tra sistema educativo e contesti di lavoro. A tal fine, nel rispetto delle previsioni normative vigenti in materia di istruzione, le aziende, le istituzioni scolastiche e/o universitarie, gli enti di formazione, le OO.SS. e Unionalimentari – Confapi Calabria potranno avviare programmi sperimentali di collaborazione per la definizione di percorsi virtuosi di integrazione tra istruzione e lavoro, a partire dai percorsi per le competenze trasversali (ex alternanza scuola – lavoro) e dai percorsi ITS (Istituti tecnici superiori).

Permessi per assemblee sindacali
Al fine di migliorare l’informazione tra lavoratrici/lavoratori nonché la divulgazione della bilateralità, le ore di assemblee, previste dall’art. 5 del CCNL vigente in materia, a disposizione delle Organizzazioni Sindacali firmatarie del contratto integrativo regionale sono incrementate di ulteriori tre ore annue.

Permessi retribuiti
In aggiunta a quanto previsto dall’art. 13 del CCNL vigente, alle lavoratrici/lavoratori che nel proprio nucleo familiare hanno bambini di età fino a 10 anni, oltre ai permessi previsti da altre normative, sono riconosciuti annualmente 2 giorni di permessi retribuiti per malattia o indagini diagnostiche dei figli.

Informativa sicurezza aziendale
Al fine di utilizzare l’informazione al lavoratore quale valido strumento di prevenzione dei rischi connessi all’attività svolta, le riunioni periodiche, per le aziende con più di 15 dipendenti, saranno convocate, almeno una volta all’anno, anche nelle aziende con un numero di dipendenti inferiori a 15.
A ciascun rappresentante per la sicurezza, per l’espletamento dell’attività, ad integrazione di quanto previsto all’art. 62, punto 5) del CCNL vigente in materia, saranno attribuite ulteriori 10 ore di permesso retribuito.

Premio per obiettivi
Le parti intendono istituire un premio per obiettivi secondo quanto stabilito dalle linee guida contenute nel CCNL vigente riguardanti la contrattazione territoriale. Pertanto, si impegnano entro il mese di giugno del 2022.

Contributo di Assistenza Contrattuale Regionale
Le Aziende e i lavoratori, sono tenuti a versare, a titolo di assistenza contrattuale, a favore delle rispettive Organizzazioni Regionali, stipulanti il presente contratto, un contributo mensile pari allo 0,30% della retribuzione lorda. Il 60%, del contributo, è a carico dell’Azienda; il 40% a carico del lavoratore.
La quota a carico del dipendente sarà trattenuta dal datore di lavoro e da questi ripartita e versata, unitamente alla propria, in parti uguali alle Organizzazioni firmatarie del presente contratto: Fai Cisl Calabria, Flai Cgil Calabria, Uila Uil Calabria e a Unionalimentari Confapi Calabria, sui conti correnti bancari che saranno comunicati.
Tali risorse saranno finalizzate anche ad una maggiore diffusione sul territorio della conoscenza da parte dei lavoratori delle prestazioni della bilateralità ENFEA, del fondo sanitario SANAPI e della previdenza complementare FONDAPI, nonché al raggiungimento dell’obiettivo di incrementare il numero di adesioni ai medesimi fondi.

Assegno unico universale: il Senato approva definitivamente il disegno di legge delega


Il disegno di legge delega n. 1892 – approvato definitivamente in Senato il 30 marzo – reca una disciplina di delega per il riordino, la semplificazione e il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’istituzione dell’assegno unico e universale. L’assegno unico e universale costituisce, sulla base del principio universalistico, un beneficio economico attribuito progressivamente a tutti i nuclei familiari con figli a carico nell’ambito delle risorse disponibili, al fine di favorire la natalità, di sostenere la genitorialità e di promuovere l’occupazione, in particolare femminile.


I princìpi e criteri direttivi per la definizione – in sede di esercizio della delega – della disciplina dell’assegno unico e universale sono posti dal comma 2 dell’articolo 1 e dall’articolo 2. Secondo l’articolo 1, comma 2:


– l’accesso all’assegno in esame è assicurato per ogni figlio a carico con criteri di universalità e progressività, nei limiti stabiliti dalla disciplina legislativa in argomento. Si ricorda che, in base all’articolo 12, comma 2, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono fiscalmente a carico i figli che abbiano un reddito non superiore a 4.000 euro, ovvero a 2.840,51 euro nel caso di figli di età superiore a ventiquattro anni;
– l’ammontare dell’assegno è modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, come individuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)o sue componenti, tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare;
– ai fini dell’accesso e per il calcolo delle prestazioni sociali agevolatediverse dall’assegno in esame, il computo di quest’ultimo può essere differenziato nell’ambito dell’ISEE fino al suo eventuale azzeramento. In ogni caso, l’assegno non è considerato per la richiesta e per il calcolo delle prestazioni sociali agevolate, dei trattamenti assistenziali e di altri benefici e prestazioni sociali, previsti da altre norme, in favore dei figli con disabilità.
Le borse di lavoro volte all’inclusione o all’avvicinamento in attività lavorative di persone con disabilità non sono considerate ai fini dell’accesso all’assegno e per il calcolo dello stesso.
In base ad un altro principio di delega, l’assegno è pienamente compatibile con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, dalle province autonome e dagli enti locali;
– l’assegno è pienamente compatibile con l’istituto del Reddito di cittadinanza (e della Pensione di cittadinanza); tuttavia, nella determinazione dell’ammontare complessivo dell’assegno e del beneficio economico del Reddito di cittadinanza, si deve tenere eventualmente conto della quota di quest’ultimo relativa ai componenti di minore età presenti nel nucleo familiare;
– l’assegno è concesso nella forma di credito d’imposta ovvero di erogazione mensile di una somma in denaro. Per il caso suddetto in cui il nucleo familiare sia titolare di Reddito di cittadinanza, o di Pensione di cittadinanza, si prevede che l’assegno sia corrisposto congiuntamente ad esso, con le modalità di erogazione del beneficio economico relativo al medesimo Reddito o Pensione;
– l’assegno è ripartito in pari misura tra i genitori ovvero, in loro assenza, è assegnato a chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di separazione legale ed effettivao di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario; nel caso di affidamento congiunto o condiviso l’assegno, in mancanza di accordo, è ripartito in pari misura tra i genitori;
– è prevista l’istituzione di un organismo aperto alla partecipazione delle associazioni familiari maggiormente rappresentative, al fine di monitorare l’attuazione e verificare l’impatto dell’assegno in esame.
U
lteriori princìpi e criteri direttivi di delega – come accennato – relativi alla disciplina dell’assegno unico e universale, nonché al graduale superamento o alla soppressione delle misure indicate all’articolo 3, comma 1, sono posti dall’articolo 2. Secondo tali princìpi e criteri:
– l’assegno è riconosciuto con cadenza mensile per ciascun figlio minorenne a carico, nonché per ogni nascituro a decorrere dal settimo mese di gravidanza. Si prevede inoltre che per i figli successivi al secondo l’importo dell’assegno sia maggiorato;


– l’assegno è riconosciuto, per un importo inferiore rispetto a quello spettante per i minorenni, per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento del ventunesimo anno di età, con possibilità di corresponsione dell’importo direttamente al figlio, su sua richiesta, al fine di favorirne l’autonomia; l’assegno per i suddetti maggiorenni (avente anch’esso cadenza mensile) è subordinato al possesso da parte del figlio maggiorenne in questione di almeno uno tra i seguenti requisiti: frequenza di un percorso di formazione scolastica o professionale, o di un corso di laurea; svolgimento di un tirocinio ovvero di un’attività lavorativa limitata, con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale; registrazione come soggetto disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiegoo un’agenzia per il lavoro; svolgimento del servizio civile universale;
– è riconosciuto un importo maggiorato in favore delle madri di età inferiore a ventuno anni;
– è riconosciuta una maggiorazione dell’assegno, secondo un’aliquota non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento, per ciascun figlio con disabilità, rispettivamente minorenne o maggiorenne e di età inferiore a ventuno anni, con importo della maggiorazione graduato secondo le classificazioni della condizione di disabilità;
– sono confermati i benefici e prestazioni vigenti relativi al coniuge a carico e agli altri familiari a carico, diversi dai figli oggetto delle precedenti disposizioni;


– l’assegno unico e universale in esame è subordinato al possesso, in via cumulativa, dei requisiti concernenti i profili di cittadinanza, residenza e soggiorno. In base a tali requisiti, è necessario, ai fini dell’accesso al beneficio: essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca, di durata almeno annuale; essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia; essere residente e domiciliato, insieme con i figli a carico, in Italia per la durata del beneficio; essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata almeno biennale.
Il comma 1 dell’articolo 3, lett. a) e b), specifica che all’attuazione della disciplina di delega in esame sull’assegno unico e universale si provvede nei limiti delle risorse del “Fondo assegno universale e servizi alla famiglia” e di quelle derivanti dal graduale superamento o dalla soppressione delle misure individuate dal medesimo comma 1. Nel dettaglio, le misure vigenti interessate dal principio di graduale superamento o di soppressione sono:
– l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
– l’assegno di natalità;
– il premio alla nascita o all’adozione;
– il Fondo di sostegno alla natalità;
– le detrazioni dall’IRPEF per i figli a carico, l’alinea della medesima lettera b) specifica che il graduale superamento o la soppressione di tale istituto si inserisce nel quadro di una più ampia riforma del sistema fiscale;
– gli assegni per il nucleo familiare, l’alinea della lettera b)specifica che il graduale superamento o la soppressione si inserisce nel quadro di una più ampia riforma del sistema fiscale.

Trasporto aereo e sistema aeroportuale e modalità di calcolo della retribuzione lorda: chiarimenti


Attesa la peculiare gravità del quadro economico nazionale e di quello dello specifico settore, determinata dalla crisi pandemica, per tutte le domande di accesso alle prestazioni integrative del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, il cui periodo di riferimento ricada, in tutto o in parte, nell’arco temporale ricompreso tra gennaio 2020 e la fine dell’emergenza, il periodo utile da considerare per il calcolo della retribuzione lorda di riferimento è dato dai 12 mesi precedenti gennaio 2020.


Il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale eroga una prestazione integrativa, in relazione alle prestazioni integrative della misura dell’indennità di mobilità, di ASpI/NASpI e del trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria, nonché in relazione alle indennità di mobilità o di ASpI/NASpI, tale da garantire che il trattamento complessivo sia pari all’80% della retribuzione lorda di riferimento, risultante dalla media delle voci retributive lorde fisse, delle mensilità lorde aggiuntive e delle voci retributive lorde contrattuali aventi carattere di continuità, percepite dall’interessato nei dodici mesi precedenti l’istanza, con esclusione specifica dei compensi per lavoro straordinario.
Detta retribuzione lorda di riferimento vada rapportata al numero di ore (o di giornate, per il personale navigante) retribuite nei 12 mesi di riferimento, al fine di evitare, nei casi di mancata prestazione di lavoro per qualsiasi ragione durante il periodo preso a base per il calcolo, che il lavoratore interessato subisca una decurtazione del beneficio previsto.
Come già precisato dall’Inps nel 2016, i periodi di mancata prestazione lavorativa (ad esempio, malattia/maternità, allattamento, adozione/affidamento, permessi legge 5 febbraio 1992, n. 104, congedo parentale, malattia del bambino, donazione sangue, esami universitari, mancato impiego da parte dell’azienda), a eccezione delle mancate prestazioni riferibili a provvedimenti disciplinari, debbano essere “sterilizzati”. Pertanto, al fine di evitare che detti periodi comportino un abbattimento della retribuzione, con inevitabile riduzione del beneficio previsto, gli stessi sono neutralizzati e non entrano nel calcolo della retribuzione media di riferimento.
In coerenza con tale impostazione, l’Istituto ha, poi, chiarito che, nel caso in cui il lavoratore nei dodici mesi precedenti la domanda sia stato in mobilità ordinaria ovvero abbia usufruito di una sospensione per CIGS a zero ore, occorre tenere conto dell’ultima retribuzione utile percepita.
Ai fini di una corretta applicazione delle disposizioni in questione, l’Istituto precisa che il periodo di riferimento da considerare per il calcolo della prestazione integrativa è rappresentato dai dodici mesi antecedenti la data della domanda di accesso alla prestazione erogata dal Fondo, con conseguente rideterminazione di detto periodo ad ogni successiva presentazione di una nuova istanza.
Nell’anno 2020 il settore del trasporto aereo ha registrato, per effetto dei noti eventi connessi all’emergenza epidemiologica, un drastico calo del volume di traffico, con inevitabili ripercussioni sulle retribuzioni dei lavoratori, che, a causa della conseguente diminuzione dell’attività lavorativa, hanno subito sensibili riduzioni.
L’eccezionalità di tali fenomeni, non previsti né prevedibili nell’ambito dello scenario socio-economico di riferimento del D.I. n. 95269/2016, ha imposto la necessità di una revisione degli attuali meccanismi di calcolo della retribuzione lorda, con particolare riguardo alla possibilità di neutralizzare tutto il periodo interessato dall’emergenza pandemica.
A tal fine, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, valutando positivamente una ipotesi prospettata dall’Istituto, ha chiarito che il periodo decorrente da gennaio 2020 fino alla cessazione dell’emergenza epidemiologica e al ripristino della normale attività deve essere neutralizzato ai fini dell’individuazione della retribuzione di riferimento.
Ciò premesso, attesa la peculiare gravità del quadro economico nazionale e di quello dello specifico settore, determinata dalla crisi pandemica, per tutte le domande di accesso alle prestazioni integrative del Fondo, il cui periodo di riferimento ricada, in tutto o in parte, nell’arco temporale ricompreso tra gennaio 2020 e la fine dell’emergenza, il periodo utile da considerare per il calcolo della retribuzione lorda di riferimento è dato dai dodici mesi precedenti gennaio 2020.
Per tutte le prestazioni autorizzate sulla base delle retribuzioni riferite al periodo da neutralizzare, ciascuna Azienda dovrà procedere alla trasmissione all’Istituto dei nuovi dati retributivi, calcolati secondo le indicazioni sopra illustrate.
Infine, tenuto conto della grave situazione economica in cui versa il settore e del tenore del recentissimo parere interpretativo, nelle more delle anzidette comunicazioni, verrà comunque garantita la continuità dei pagamenti in corso sulla base dei dati già trasmessi, salvo conguaglio in esito alla ricezione dei dati retributivi aggiornati.