Somministrazione vaccini nelle farmacie: classificazione attività e termini denuncia variazione

L’attività di somministrazione di vaccini anti SARS-CoV-2 nelle farmacie aperte al pubblico da parte dei farmacisti è stata consentita in via sperimentale per l’anno 2021 dalla legge di Bilancio. In data 29 marzo u.s. è stato siglato l’Accordo quadro tra il Governo, le Regioni e le Province autonome, la Federfarma e Assofarm, che definisce le modalità per il coinvolgimento, su base volontaria, dei farmacisti nella campagna di vaccinazione nazionale. Da ultimo, l’art. 3 del DL n. 44/2021 ha previsto l’esclusione della punibilità per i fatti di cui agli articoli 589 c.p. (omicidio colposo) e 590 c.p. (lesioni personali colpose), verificatisi a causa della somministrazione del vaccino, quando l’uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorità e alle circolari relative alle attività di vaccinazione. Con nota n. 7667, l’Inail fornisce indicazioni sulla classificazione delle attività ed i termini per la presentazione della denuncia di variazione.

Classificazione
Nella gestione Terziario, le farmacie sono espressamente previste alla voce 2110 relativa anche alle lavorazioni dei prodotti chimici, farmaceutici, erboristici e cosmetici. Tale voce ricomprende i servizi di preparazione di farmaci galenici, l’attività di vendita dei prodotti farmaceutici e di altre merci (ad esempio cosmetici, dispositivi medici non professionali, calzature anatomiche), le prestazioni di autoanalisi.
Le prestazioni di autoanalisi presso le farmacie sono consentite dall’articolo 1, co. 2, lett. e), del D.Lgs. n. 153/2009 che le definisce come prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo, gestibili in via ordinaria direttamente dai pazienti senza necessità di supporto da parte di un operatore sanitario e per questo rientranti nell’ambito di quanto previsto alla voce 2110.
Diversamente, l’erogazione di prestazioni sanitarie, tra le quali rientra la somministrazione dei vaccini anti SARS-CoV-2 o l’effettuazione di tamponi antigenici e molecolari, si realizza tramite un ciclo lavorativo caratterizzato da un rischio non assimilabile a quello connesso alle attività di cui sopra e ricade, in quanto esplicitamente previsto, alla voce 0311. Pertanto tale attività, laddove erogata da personale dipendente delle farmacie, deve essere oggetto di classificazione separata alla voce 0311 della gestione terziario ad essa espressamente dedicata.
L’Inail ricorda infine che, per la gestione Altre attività, la vendita dei prodotti farmaceutici e di altre merci (ad esempio cosmetici, dispositivi medici non professionali, calzature anatomiche) e le prestazioni di autoanalisi effettuate presso le farmacie sono ricondotte al gruppo 0100, mentre le preparazioni galeniche svolte in farmacia sono da riferire al gruppo 2100. Anche in questo caso le eventuali prestazioni sanitarie sono da ricondurre al sottogruppo 0310.


Termini per la presentazione della denuncia di variazione
Per assicurare il personale dipendente delle farmacie che svolge attività di somministrazione di vaccini o l’effettuazione di tamponi antigenici e molecolari, i soggetti assicuranti, qualora non avessero già provveduto, devono presentare la denuncia di variazione (di estensione del rischio) ai sensi dell’articolo 12, co. 3, primo periodo, del DPR n. 1124/1965, con l’apposito servizio online entro il 15 luglio 2021, comunicando le retribuzioni presunte del personale interessato per il periodo dall’inizio dell’attività al 31 dicembre 2021.
La sede Inail competente provvederà a verificare la correttezza dell’inquadramento (sulla base della classificazione attribuita dall’Inps), a classificare l’attività come da indicazioni di cui alla presente e ad emettere il provvedimento di variazione e conteggio del premio con la richiesta dell’integrazione del premio di rata anticipata per l’anno in corso.

Le nuove retribuzioni del CCNL Chimica – Industria



Sottoscritto l’accordo per la verifica e adeguamento annuale del TEM agli eventuali scostamenti tra inflazione prevista del CCNL per gli addetti all’industria chimica, chimico-farmaceutica, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e Gpl.


Come previsto dal CCNL, la prima verifica tra inflazione reale e previsione inflattiva utilizzata nel rinnovo contrattuale deve essere effettuata nel giugno 2021 con riferimento agli anni 2019 e 2020. Il riallineamento sarà realizzato nel mese di luglio 2021 nel caso di scostamenti, positivi o negativi, superiori nei singoli anni alla soglia predefinita dello 0,5%.
Queste, pertanto, le nuove retribuzioni


Settore Chimico e Chimico-Farmaceutico











































































































































































Cat.


PO

Trattamento contrattuale vigente

Dal 1/7/2021

Incremento TEM TEM mensile
Minimo IPO EDR Minimo IPO Minimo IPO EDR
A1 2.303,52 456,96 46,00 0,00 0,00 2.303,52 456,96 81,00
A2 2.303,52 257,07 42,00 0,00 0,00 2.303,52 257,07 73,00
A3 2.303,52 202,70 39,00 0,00 0,00 2.303,52 202,70 69,00
B1 2.124,22 257,76 38,00 0,00 0,00 2.124,22 257,76 67,00
B2 2.124,22 178,39 36,00 0,00 0,00 2.124,22 178,39 63,00
C1 1.906,25 269,40 34,00 0,00 0,00 1.906,25 269,40 60,00
C2 1.906,25 197,61 32,00 0,00 0,00 1.906,25 197,61 56,00
D1 1.761,03 271,23 31,00 0,00 0,00 1.761,03 271,23 55,00
D2 1.761,03 184,74 29,00 0,00 0,00 1.761,03 184,74 51,00
D3 1.761,03 138,73 28,00 0,00 0,00 1.761,03 138,73 49,00
E1 1.591,87 217,41 27,00 0,00 0,00 1.591,87 217,41 47,00
E2 1.591,87 136,27 24,00 0,00 0,00 1.591,87 136,27 42,00
E3 1.591,87 80,42 23,00 0,00 0,00 1.591,87 80,42 40,00
E4 1.591,87 38,17 22,00 0,00 0,00 1.591,87 38,17 39,00
F 1.558,46 0,00 21,00 0,00 0,00 1.558,46 0,00 37,00


Settore Fibre











































































































































































Cat.


PO

Trattamento contrattuale vigente

Dal 1/7/2021

Incremento TEM TEM mensile
Minimo IPO EDR Minimo IPO Minimo IPO EDR
A1 2.292,52 428,96 46,00 0,00 0,00 2.292,52 428,96 81,00
A2 2.292,52 206,07 38,00 0,00 0,00 2.292,52 206,07 67,00
A3 2.292,52 138,70 36,00 0,00 0,00 2.292,52 138,70 64,00
B1 2.084,22 253,76 36,00 0,00 0,00 2.084,22 253,76 64,00
B2 2.084,22 132,39 31,00 0,00 0,00 2.084,22 132,39 55,00
C1 1.898,25 220,40 31,00 0,00 0,00 1.898,25 220,40 55,00
C2 1.898,25 158,61 30,00 0,00 0,00 1.898,25 158,61 53,00
D1 1.726,03 265,23 29,00 0,00 0,00 1.726,03 265,23 52,00
D2 1.726,03 144,74 26,00 0,00 0,00 1.726,03 144,74 46,00
D3 1.726,03 106,73 25,00 0,00 0,00 1.726,03 106,73 45,00
E1 1.573,87 200,41 25,00 0,00 0,00 1.573,87 200,41 45,00
E2 1.573,87 97,27 22,00 0,00 0,00 1.573,87 97,27 39,00
E3 1.573,87 57,42 21,00 0,00 0,00 1.573,87 57,42 37,00
E4 1.573,87 24,17 21,00 0,00 0,00 1.573,87 24,17 37,00
F 1.538,46 0,00 21,00 0,00 0,00 1.538,46 0,00 37,00


Settore Abrasivi























































































































































Cat.PO

Trattamento contrattuale vigente

Dal 1/7/2021

Incremento TEM TEM mensile  
Minimo IPO EDR Minimo IPO Minimo IPO EDR
A1 2.212,51 290,47 44,00 0,00 0,00 2.212,51 290,47 78,00
B1 2.004,38 266,04 35,00 0,00 0,00 2.004,38 266,04 62,00
B2 2.004,38 124,05 32,00 0,00 0,00 2.004,38 124,05 56,00
C1 1.754,05 214,50 30,00 0,00 0,00 1.754,05 214,50 53,00
C2 1.754,05 169,46 28,00 0,00 0,00 1.754,05 169,46 50,00
C3 1.754,05 117,92 28,00 0,00 0,00 1.754,05 117,92 50,00
D1 1.575,44 253,06 27,00 0,00 0,00 1.575,44 253,06 48,00
D2 1.575,44 134,03 24,00 0,00 0,00 1.575,44 134,03 43,00
D3 1.575,44 96,15 24,00 0,00 0,00 1.575,44 96,15 43,00
E1 1.486,79 133,42 24,00 0,00 0,00 1.486,79 133,42 42,00
E2 1.486,79 54,47 21,00 0,00 0,00 1.486,79 54,47 38,00
E3 1.486,79 18,33 20,00 0,00 0,00 1.486,79 18,33 36,00
F 1.464,78 0,00 20,00 0,00 0,00 1.464,78 0,00 36,00


Settore Lubrificanti e GPL























































































Liv.

Trattamento contrattuale vigente

Dal 1/7/2021

Minimo EDR IncrementoTEM TEM mensile EDR
Q1 3.041,00 50,00 0,00 3.041,00 88,00
Q2 2.763,00 45,00 0,00 2.763,00 79,00
A 2.646,00 42,00 0,00 2.646,00 74,00
B 2.453,00 38,00 0,00 2.453,00 67,00
C 2.234,00 35,00 0,00 2.234,00 61,00
D 2.095,00 31,00 0,00 2.095,00 56,00
E 1.945,00 29,00 0,00 1.945,00 51,00
F 1.815,00 25,00 0,00 1.815,00 44,00
G 1.779,00 25,00 0,00 1.779,00 44,00
H 1.675,00 24,00 0,00 1.675,00 42,00
I 1.540,00 21,00 0,00 1.540,00 37,00

Richiesta di esonero dalle attività esterne e trasferimento del lavoratore


In attesa di verdetto della Commissione ASL per l’accertamento dell’idoneità fisica del lavoratore, conseguente alla sua richiesta di esonero dalle attività esterne, il datore di lavoro può assegnarlo ad una diversa sede aziendale.


Nella specie, una Corte d’appello territoriale rigettava l’appello proposto da una società avverso la sentenza di primo grado, di illegittimità del suo provvedimento di assegnazione della dipendente ad un altro ufficio, in quanto trasferimento del quale la società datrice non aveva provato le esigenze di giustificazione previste dall’art. 2103 c.c., tenuto conto del lavoro straordinario e quindi dell’inesistenza di posizioni in esubero. In particolare, la Corte escludeva la temporaneità del provvedimento, in assenza di un termine finale di assegnazione della lavoratrice a diverso ufficio, non essendo risultate l’impossibilità di trovare nel suo ufficio di provenienza, una diversa sistemazione organizzativa ad esso interna di utilizzabilità di una pur ridotta capacità organizzativa, in applicazione delle misure previste dall’art. 2087 c.c.
In Cassazione, la ricorrente deduce violazione degli artt. 2103 c.c. e 38 CCNL applicato, per la natura temporanea del provvedimento di assegnazione della lavoratrice ad altra sede di lavoro rispetto a quella propria (comportante anche attività esterne di proposizione di prodotti e servizi di base e recapito di prodotti specifici), in attesa di verdetto della Commissione ASL a seguito di istanza, ai sensi dell’art. 5 I. 300/1970, per l’accertamento dell’idoneità fisica della lavoratrice, conseguente alla sua richiesta di esonero dalle attività esterne, essendo soggetta ad attacchi di panico e agorafobia durante la guida dell’auto soprattutto nelle ore pomeridiane e serali: provvedimento pertanto non dipendente da esigenze organizzative aziendali ma dall’interesse primario della stessa lavoratrice istante; in secondo luogo, la società deduce violazione degli artt. 2087 c.c., 5 I. 300/1970 e del d.lg. 81/2008, per l’adozione del provvedimento di assegnazione ad altra sede quale misura di protezione della lavoratrice, di cui la ASL aveva accertato l’inidoneità all’attività di portalettere, cui era addetta presso l’ufficio a quo, per tre mesi, in sede di visita periodica di sorveglianza, al cui esito era stata avviata la procedura di accertamento a sensi dell’art. 5 I. 300/1970.
Ebbene, la Corte territoriale ha argomentato il proprio ragionamento decisorio, ritenendo “le ragioni organizzative datoriali, alla luce del dovere di protezione ritraibile dall’art. 2087 c.c. e degli altri precetti di più specifica consistenza in materia” ben rappresentabili “dalla esigenza di ricevere proficuamente e, a latere lavoratoris, intra vires, una prestazione promanante da una ridotta capacità di lavoro”, avendo “il datore il dovere di ricercare previamente, nell’ambito della propria struttura produttiva e pur sempre senza essere onerato da inesigibili modificazioni, una posizione di lavoro confacente”; senza tuttavia ravvisare, nella capitolazione probatoria della società “nessuno specifico riferimento alla impossibilità di ricevere proficuamente la prestazione nell’ufficio a quo di Parma Est o ad una maggiore utilizzabilità del facere sub iudice, ove esplicato presso la sede ad quem di Bibbiano”, risultando anzi dal “ricorso a lavoro straordinario, ricavabile dalle raccolte testimonianze … non comprovata una situazione di esuberanza presso l’ufficio a quo di Parma Est… non specificamente censurata”.
Appare evidente che, la medesima Corte territoriale ha inteso le ragioni organizzative datoriali nella loro declinazione in funzione protettiva del lavoratore, a norma dell’art. 2087 c.c. tuttavia limitando l’accertamento, con evidente sua lacuna, alla sola non comprovata situazione di esuberanza, che non esaurisce tuttavia l’indagine giudiziale in una materia tanto delicata come l’utilizzabilità, all’interno della struttura aziendale cui addetto, del lavoratore attinto da una inidoneità fisica sopravvenuta (profilo peraltro evocato dalla locuzione, sopra citata: “esigenza di ricevere proficuamente e, a latere lavoratori, intra vires, una prestazione promanante da una ridotta capacità di lavoro”).
Al riguardo, sono noti i principi (declinati in specifico riferimento al licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore, ben trasponibili al caso in esame) per i quali il datore di lavoro ha l’obbligo di previa verifica della possibilità di adattamenti organizzativi ragionevoli nei luoghi di lavoro ai fini della legittimità di un eventuale recesso, essendo egli tenuto, pur senza modificare l’assetto organizzativo dei fattori produttivi insindacabilmente stabiliti, ad assegnare all’invalido mansioni compatibili con la natura e il grado delle sue menomazioni, reperendo nell’ambito della struttura aziendale il posto di lavoro più adatto alle condizioni di salute di tale lavoratore.
La ricorrente ha documentato di avere comunicato l’assegnazione temporanea della lavoratrice dal CDP di Parma Recapito Ovest al CPD di Bibbiano per lo svolgimento di attività interne, per effetto della certificazione medica della sua soggezione ad attacchi di panico e agorafobia durante la guida dell’auto soprattutto nelle ore pomeridiane e serali con consiglio di non utilizzarla al lavoro per servizi esterni e pertanto su richiesta della lavoratrice di esonero da tali servizi; essa ha quindi attivato la procedura di accertamento dell’idoneità fisica della lavoratrice presso la Commissione ASL competente, ai sensi dell’art. 5 I. 300/1970, nell’ambito di quelle soluzioni che consentano l’impiego del dipendente divenuto inidoneo presso una sede di lavoro collocata preferibilmente nell’ambito del Comune o della Provincia, compatibilmente con le esigenze organizzative e produttive, nella prospettiva di assoluzione dell’obbligo datoriale di adozione di adattamenti organizzativi ragionevoli.
Sicché, la Corte ha del tutto trascurato di verificare, come invece avrebbe dovuto alla luce delle risultanze di causa, il profilo – coessenziale al compiuto accertamento comportato dalla questione controvertita tra le parti – di quale sia il posto di lavoro da assegnare alla lavoratrice compatibile con le sue condizioni di salute, in ragione della natura e del grado delle menomazioni, reperibile nell’ambito della struttura aziendale.


Accordo Metalmeccanica Confapi per l’adeguamento economico ai dati Ipca



Sottoscritto l’11/6/2021, tra UNIONMECCANICA CONFAPI e FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL, l’accordo in materia di adeguamento dei minimi contrattuali, indennità di trasferta e indennità di reperibilità ai dati Ipca, in attuazione di quanto previsto dall’ipotesi di accordo del 26/5/2021


 


Le parti, sulla base della dinamica inflativa consuntivata relativa all’anno 2020, misurata con l’IPCA al netto degli energetici importati, così come comunicata dall’ISTAT il 4 giugno u.s. pari allo 0,5%, hanno definito l’adeguamento del valore dei minimi in vigore al 31/5/2021 come da tabella riportata:




































Livelli

Valore riferito all’IPCA

1 6,71
2 7,41
3 8,22
4 8,57
5 9,19
6 9,85
7 10,57
8 11,49
8Q 11,49
9 12,78
9Q 12,78


Tenuto conto di quanto previsto dall’ipotesi di accordo di rinnovo del 26/5/2021, e verificato che la rilevazione dell’IPCA non comporta scostamenti sugli aumenti definiti e decorrenti dall’1/6/2021 dal richiamato accordo, i minimi da riconoscere sono quelli riportati nella tabella seguente:


Minimi retributivi in vigore dall’1/6/2021















































Livello

Aumenti dall’1/6/2021

Minimi CCNL dall’1/6/2021

1 16,79 1.358,21
2 18,55 1.500,00
3 20,58 1.664,29
4 21,47 1.736,44
5 23,00 1.860,07
6 24,66 1.994,33
7 26,46 2.139,59
8 28,77 2.326,77
8Q 28,77 2.326,77
9 32,00 2.587,60
9Q 32,00 2.587,60


Le parti, hanno altresì proceduto all’adeguamento dell’indennità di trasferta forfetizzata e dell’indennità di reperibilità in essere alla data del 31/5/2020. Pertanto, a far data dall’1/6/2021 le suddette indennità risultano le seguenti:












Indennità di trasferta

Dall’1/6/2021

Trasferta intera 44,12
Quota pasto meridiano o serale 11,92
Quota pernottamento 20,28



























Indennità di reperibilità

16 h (gg lavorato)

24 h (gg libero)

24 h (festive)

6 gg.

6 gg con festivo

6 gg con festivo e gg libero

Superiore al 5° livello 6,78 11,15 11,74 45,06 45,66 50,02
4° e 5° livello 5,90 9,26 9,93 38,75 39,43 42,78
1°, 2°, 3° livello 4,95 7,45 8,05 32,22 32,82 35,32

Istituzioni Socio Assistenziali – Uneba Lombardia: lavoro agile

 



 


Siglato il 4/5/2021, tra ’UNEBA Regionale Lombardia e la FP CGIL Lombardia, la CISL FP Lombardia, la UIL FPL Lombardia, la CISL FISASCAT Lombardia, la UILTUCS Lombardia, l’accordo quadro regionale lavoro agile (smart working).

Come stabilito dall’art.18 della Legge n. 81/2017, il Lavoro Agile (Smart Working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che prevede la possibilità di svolgere parte della propria attività fuori dai locali dell’Ente senza una postazione fissa, con il supporto di dotazione tecnologica, senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro ed entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale previsti dal CCNL Uneba e, ad ogni modo, dal D.Lgs. n. 66/2003.
Il Lavoro Agile (Smart Working) potrà rivolgersi a tutti quei lavoratori, interessati ad attivare questa modalità di lavoro e che abbiano esplicitamente manifestato una volontà in tal senso, per i quali sussistano le condizioni tecnico-organizzative e personologiche che, a giudizio dell’ente, rendano proficua questa modalità di lavoro.
Il luogo di svolgimento della prestazione potrà essere la residenza, domicilio o anche altro luogo autonomamente scelto dal lavoratore, purché risponda a requisiti di idoneità, sicurezza e riservatezza.
Resta, inoltre, inteso che gli strumenti informatici utilizzati dal lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa sono, di norma, forniti dall’Ente.
La facoltà di accedere al Lavoro Agile (Smart Working) è riconosciuta di norma solo a parte della prestazione: il numero di giornate di Lavoro Agile (Smart Working) assegnato ai vari ruoli, garantisce comunque un’adeguata presenza sul luogo di lavoro, sia per permettere il normale svolgimento delle attività, sia per alimentare continuamente le relazioni / interazioni tra le persone.
Ente e lavoratore possono recedere in qualsiasi momento, nei termini previsti dall’art. 19, comma 2, della Legge n. 81 del 22/5/2017, in presenza di un giustificato motivo, ovvero, in mancanza, con un preavviso scritto di norma non inferiore a 30 giorni di calendario. Nel caso di lavoratori disabili, ai sensi dell’art. 1 L. 68/1999, il termine di preavviso del recesso da parte del datore di lavoro, in assenza di giustificato motivo, non può essere inferiore a 90 giorni di calendario.
Resta inteso che in caso di rescissione o termine naturale dell’accordo, in virtù di quanto previsto dal capo precedente, il lavoratore avrà diritto a rientrare presso la sua sede di provenienza. Lo stesso inoltre non potrà essere soggetto a trasferimenti, a carattere unilaterale, per un periodo successivo non inferiore a 90 giorni. Tale previsione non si applica in caso sia stata trasferita l’intera unità produttiva ovvero l’intera attività dell’Ente o del reparto.
Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di Lavoro Agile (o Smart Working) ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all’art. 51 del D.Lgs. 15/6/2015, n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’Ente. Specifiche valutazioni migliorative potranno essere fatte in sede di contrattazione aziendale.


Istituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale: il decreto legge in GU

Pubblicato in GU il DL 14 giugno 2021, n. 82 che introduce disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza e istituisce dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN). Il provvedimento, a completamento della strategia di cyber-resilienza nazionale, accresce, attraverso la promozione della cultura della sicurezza cibernetica, la consapevolezza del settore pubblico, privato e della società civile sui rischi e le minacce cyber.

Agenzia per la cybersicurezza nazionale
E’ istituita, a tutela degli interessi nazionali nel campo della cybersicurezza, anche ai fini della tutela della sicurezza  nazionale nello spazio cibernetico, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
L’Agenzia ha personalita’ giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria.
Il direttore generale dell’Agenzia è nominato tra soggetti appartenenti a una delle categorie di cui all’articolo 18, co. 2, della legge n. 400/1988, in possesso di una documentata esperienza di elevato livello nella gestione di processi di innovazione. Il direttore generale ha la rappresentanza legaledell’Agenzia.
L’Agenzia può richiedere, anche sulla base di apposite convenzioni e nel rispetto degli ambiti di  precipua  competenza, la collaborazione di altri organi dello Stato, di altre amministrazioni, delle forze di polizia o di enti pubblici per lo svolgimento dei suoi compiti istituzionali.


Organizzazione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale
L’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia sono definiti da un apposito regolamento che ne prevede, in particolare, l’articolazione fino ad un numero massimo di otto uffici di livello dirigenziale generale, nonche’ fino ad un numero massimo di trenta articolazioni di livello dirigenziale non generale nell’ambito delle


risorse disponibili.


Funzioni dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale
L’Agenzia opererà sotto la responsabilità del Presidente del Consiglio dei ministri e dell’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e in stretto raccordo con il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e sarà tra l’altro incaricata di:
– esercitare le funzioni di Autorità nazionale in materia di cybersecurity, a tutela degli interessi nazionali e della resilienza dei servizi e delle funzioni essenziali dello Stato da minacce cibernetiche;
– sviluppare capacità nazionali di prevenzione, monitoraggio, rilevamento e mitigazione, per far fronte agli incidenti di sicurezza informatica e agli attacchi informatici, anche attraverso il Computer Security Incident Response Team (CSIRT) italiano e l’avvio operativo del Centro di valutazione e certificazione nazionale;
– contribuire all’innalzamento della sicurezza dei sistemi di Information and communications technology (ICT) dei soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, delle pubbliche amministrazioni, degli operatori di servizi essenziali (OSE) e dei fornitori di servizi digitali (FSD);
– supportare lo sviluppo di competenze industriali, tecnologiche e scientifiche, promuovendo progetti per l’innovazione e lo sviluppo e mirando a stimolare nel contempo la crescita di una solida forza di lavoro nazionale nel campo della cybersecurity in un’ottica di autonomia strategica nazionale nel settore;
– assumere le funzioni di interlocutore unico nazionale per i soggetti pubblici e privati in materia di misure di sicurezza e attività ispettive negli ambiti del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, della sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (direttiva NIS), e della sicurezza delle reti di comunicazione elettronica.


Nucleo per la cybersicurezza
Presso l’Agenzia è costituito, in via permanente, il Nucleo per la cybersicurezza,  a  supporto  del  Presidente  del  Consiglio dei ministri nella materia della cybersicurezza, per gli aspetti relativi alla prevenzione e preparazione ad eventuali situazioni di crisi e per l’attivazione delle procedure di allertamento.


Compiti del Nucleo per la cybersicurezza
Il Nucleo, per l’espletamento delle proprie funzioni e fermo restando quanto previsto ai sensi dell’articolo 7-bis, co. 5, del DL n. 174 del 2015:


– mantiene costantemente informato il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero l’Autorita’ delegata, ove istituita, sulla crisi in atto, predisponendo punti aggiornati di situazione;
– assicura il coordinamento per l’attuazione a livello interministeriale delle determinazioni del Presidente del  Consiglio dei ministri per il superamento della crisi;
– raccoglie tutti i dati relativi alla crisi;
– elabora rapporti e fornisce informazioni  sulla crisi e li trasmette ai soggetti pubblici e privati interessati;


– partecipa ai meccanismi europei di gestione delle crisi cibernetiche, assicurando altresi’ i  collegamenti  finalizzati alla gestione della crisi con gli omologhi organismi di altri Stati, della NATO, dell’UE o di organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte.


Gestione delle crisi che coinvolgono aspetti di cybersicurezza
Nelle situazioni di crisi che coinvolgono aspetti di cybersicurezza, nei casi in cui il Presidente del Consiglio dei ministri convochi il CISR (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica) in materia di gestione delle predette situazioni di crisi, alle sedute del Comitato sono chiamati a partecipare il Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e il direttore generale dell’Agenzia.
Il Nucleo assicura il supporto al CISR e al Presidente del Consiglio dei ministri, nella materia della cybersicurezza. Esso, in situazioni di crisi di natura cibernetica, è integrato, in ragione della necessità, con un rappresentante, rispettivamente, del Ministero della salute, del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Ministero dell’interno-Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, in rappresentanza anche della Commissione interministeriale tecnica di difesa civile, autorizzati ad assumere decisioni che impegnano la propria amministrazione.

Rinnovo del Cipl Operai Agricoli di Como e Lecco: le nuove tabelle salariali



Firmato il 29/3/2021, tra CONFAGRICOLTURA Como Lecco, COLDIRETTI Como Lecco, CIA Alta Lombardia e FLAI-CGIL Como e Lecco, FAI-CISL dei Laghi e FAI-CISL di Monza e Brianza, UILA-UIL Milano Monza Laghi, l’accordo per il rinnovo del contratto integrativo interprovinciale per operai agricoltori e florovivaisti delle province di Como e Lecco


Decorrenza e durata
Il CIPL decorre dal 1/1/2020 e scade il 31/12/2021 per la parte economica e il 31/12/2023 per la parte normativa e conserverà la sua integrale efficacia fino ad un suo esplicito rinnovo.

Aumenti retributivi
Con decorrenza dal 1/4/2021 le tabelle salariali vigenti vengono aumentate del 1,8%.
Di seguito si riportano le tabelle aggiornate.


TABELLE SALARIALI IN VIGORE DAL 1/4/2021




























Categoria agricoli

Salario mensile

Salario orario

OTD (paga oraria comp. 3° elem.)

Comune 1382,772 8,1820 10,6727
Qualificato 1517,081 8,9768 11,7093
Qualificato super 1593,592 9,4295 12,2998
Specializzato 1667,484 9,8667 12,8701
Super specializzato 1739,138 10,2907 13,4232




























Categoria florovivaisti

Salario mensile

Salario orario

OTD ( paga oraria comp. 3° elem.)

Comune 1410,364 8,3453 10,8856
Qualificato 1549,831 9,1706 11,9621
Qualificato super 1628,737 9,6375 12,5711
Specializzato 1703,064 10,0772 13,1448
Super specializzato 1777,525 10,5178 13,7195




























Categoria giardinieri ville

Salario mensile

Salario orario

OTD (paga oraria comp. 3° elem.)

Comune 1385,927 8,2007 10,6971
Qualificato 1522,207 9,0071 11,7489
Qualificato super 1619,658 9,5837 12,5010
Specializzato 1673,017 9,8995 12,9129
Super specializzato 1745,866 10,3305 13,4710























Categoria giardinieri custodi

Salario mensile

Salario orario

Comune 1393,807 8,2474
Qualificato 1530,102 9,0538
Qualificato super 1627,559 9,6304
Specializzato 1680,921 9,9462
Super specializzato 1753,782 10,3773


Ai lavoratori in forza al 1 maggio (OTI e OTD) verranno riconosciuti gli arretrati relativi al solo aumento del salario base a titolo di conguaglio per il periodo 1/1/2021 al 31/3/2021 entro la retribuzione del mese di maggio 2021

Rinnovato il CCNL per gli Agenti immobiliari



Sottoscritto il rinnovo del CCNL per i dipendenti da Agenti Immobiliari Professionali e da Mandatari a titolo oneroso


Il Contratto, applicabile ai circa 120.000 dipendenti di oltre 40.000 agenzie sparse sul territorio nazionale,  decorre dalla data della firma e scade il 31 dicembre 2023, con validità pertanto di due anni e sette mesi, e con l’erogazione di una-tantum a copertura del periodo temporale che va 1° gennaio 2020 al 31 maggio 2021.
Gli aumenti salariali sono stati definiti per un totale di 80,00€, riparametrati al 4° livello, con scadenza delle tranche di aumento al 1° ottobre 2021, 1° ottobre 2022, 1° febbraio 2023 e 1° novembre 2023
A decorrere dalle scadenze di seguito indicate verranno erogati gli aumenti salariali non assorbibili (fatta eccezione da voci retributive adpersonam specificamente indicate quali “anticipazioni di futuri aumenti contrattuali e/o acconti di futuri aumenti contrattuali):













































Livelli

Aumenti dall’1/10/2021

Aumenti dall’1/10/2022

Aumenti dall’1/02/2023

Aumenti dall’1/11/2023

Q € 22,42 € 22,42 € 29,89 € 44,84
1 € 20,69 € 20,69 € 27,59 € 41,39
2 € 18,56 € 18,56 € 24,75 € 37,12
3 € 16,58 € 16,58 € 22,10 € 33,16
4 € 15,00 € 15,00 € 20,00 € 30,00
5 € 14,03 € 14,03 € 18,70 € 28,05
6 € 13,09 € 13,09 € 17,46 € 26,19













































Livelli

Minimo dall’1/10/2021

Minimo dall’1/10/2022

Tabelle dall’1/02/2023

Tabelle dall’1/11/2023

Q € 2.403,04 € 2.425,46 € 2.455,36 € 2.500,20
1 € 2.217,91 € 2.238,61 € 2.266,20 € 2.307,59
2 € 1.989,43 € 2.007,99 € 2.032,74 € 2.069,87
3 € 1.776,76 € 1.793,34 € 1.815,44 € 1.848,59
4 € 1.607,68 € 1.622,68 € 1.642,68 € 1.672,68
5 € 1.503,20 € 1.517,22 € 1.535,92 € 1.563,97
6 € 1.403,24 € 1.416,34 € 1.433,79 € 1.459,98


L’erogazione dell’una tantum sarà effettuata ai dipendenti con assunzione precedente al 1° gennaio 2020.
Ai dipendenti assunti nel periodo dal 1° gennaio 2020 alla data del 1° luglio 2021 saranno erogate le quote di una tantum proporzionalmente ai mesi di assunzione tra il 1° gennaio e la data di assunzione stessa, sia per la quota scadente il 1° luglio 2021, sia per la quota scadente il 1° settembre 2021.



































Livelli

Una tantum

Una tantum

01/07/2021 01/09/2021
Q 149,47 149,47
1 137,96 137,96
2 123,75 123,75
3 110,52 110,52
4 100,00 100,00
5 93,50 93,50
6 87,28 87,28


 


Il Contratto disciplina  più in dettagli gli agenti immobiliari professionali con titolo riconosciuto, attraverso il riconoscimento di un fisso mensile e la conseguente applicazione di tutti gli istituti contrattuali relativi al lavoro subordinato, oltre ad una percentuale non inferiore al 10% sugli affari in mediazione proposti dall’agente immobiliare e andati a buon fine. Percentuale che può aumentare con accordo tra l’agenzia e il singolo Agente Immobiliare Professionale.
Vengono pertanto stabilite due nuove categorie, A e B dove gli agenti immobiliari professionali dovranno essere
– Categoria A: agenti immobiliari addetti alle attività di mediazione e di consulenza quali acquisizioni degli incarichi, vendite, attività di accompagnamento e assistenza alle visite, nonché consulenza immobiliare (2°livello).
– Categoria B: agenti immobiliari addetti alle attività di mediazione quali acquisizioni degli incarichi, vendite, attività di accompagnamento e assistenza alle visite (3°livello).
Il trattamento economico fisso dei lavoratori così individuati sarà per la categoria A il 90% del 2° livello, mentre per la categoria B sarà il 90% del 3° livello.

















Categorie

Tabella base fino al 01/10/2021

Tabelle dal 01/10/2021

Tabelle dal 01/10/2022

Tabelle dal 01/02/2023

Tabelle dal 01/11/2023

A € 1.773,78 € 1.790,49 € 1.807,19 € 1.829,47 € 1.862,88
B € 1.584,16 € 1.599,08 € 1.614,00 € 1.633,89 € 1.663,73


 


Per queste nuove figure contrattuali, previste dal CCNL rinnovato per le Agenzie Immobiliari che occupano fino a 15 dipendenti, si è stabilita una sperimentalità fino alla scadenza del contratto, dopo la quale, le parti firmatarie, valuteranno la definitiva contrattualizzazione dello strumento. E’ prevista inoltre una garanzia provvigionale del 2% della retribuzione annuale, calcolata a 12 mesi, nel caso in cui i lavoratori agenti immobiliari non raggiungano gli obiettivi di vendita.
E’ stata inoltre modernizzata la classificazione del personale sostituendo le vecchie figure professionali con le nuove che sono emerse nel mercato negli ultimi anni, oppure che si sono evolute nel tempo.
Sul fronte dell’assistenza sanitaria integrativa le parti hanno preso un impegno per definire, entro quest’anno, l’adesione ad una forma di assistenza sanitaria già esistente in altri comparti similari.
Sul fronte sociale si sono stabilite le regole per le ferie solidali, valorizzando così le espressioni di solidarietà tra dipendenti e unitamente all’azienda, nonché il congedo parentale a ore, con regole migliorative rispetto alla normativa di legge; è stata inoltre inserita una dichiarazione congiunta che, sulla base della convenzione ILO190, impegna le parti ad attivare azioni di lotta contro le molestie e le violenze sessuali.
Le parti hanno inoltre stabilito che fermo restando l’istituto della quattordicesima mensilità, che viene erogata a luglio di ogni anno, vi è la possibilità, su espressa richiesta del dipendente, di optare per l’erogazione mensile della stessa, previa verifica da parte dell’ente bilaterale EBNAIP, che con questa modalità valida e registra l’accordo tra le parti, al fine di consentire alle parti sociali l’analisi dell’applicazione di tale disposizione.

CCNL Elettrici: nuova appendice



Siglata l’11/6/2021, tra ELETTRICITÀ FUTURA, UTILITALIA, ENEL S.p.A., GSES.p.A., So.G.I.N. S.p.A., TERNA S.p.A., ENERGIA LIBERA e la FILCTEM-CGIL, la FLAEI-CISL, la UILTEC-UIL, l’appendice al CCNL elettrici con riguardo alle attività di efficienza energetica di cui alla lettera E) ed alle attività di servizi commerciali di assistenza ai clienti di cui alla lettera F).


E’ stato ampliato l’ambito di applicazione del CCNL Elettrici, con riguardo alle attività di efficienza energetica di cui alla lettera E) ed alle attività di servizi commerciali di assistenza ai clienti di cui alla lettera F), pertanto è stata costituita l’”Appendice al CCNL elettrico, costituita dagli articoli 12/bis; 15;22; 27; 28; 30; 33; 34; 38; 39; 41; 44/bis; 46 e 47 che sostituiscono integralmente i corrispondenti articoli del CCNL Elettrici 9/10/2019.
Le Parti si danno atto che i restanti articoli del CCNL elettrici non ricompresi nell’elenco di cui al comma precedente non subiscono modificazioni, fatta eccezione per l’art. 29 (Trattamento turnisti e semiturnisti), che non trova applicazione nella presente disciplina speciale.


Tabella minimi contrattuali integrati































Livello

Parametro

Minimo contrattuale integrato Euro

Q 191,89 2.698,00
1 159,74 2.246,00
2 143,03 2.011,00
3 127,38 1.791,00
4 115,01 1.617,00
5 109,10 1.534,00
6 100,00 1.406,00


Aumenti periodici di anzianità


Il lavoratore matura il diritto, a decorrere dal compimento del primo biennio di anzianità di servizio, ad un aumento biennale secondo gli importi per ciascuna categoria di inquadramento di cui alla tabella in calce riportata per un massimo di cinque aumenti.
Gli aumenti periodici di anzianità decorrono dal primo giorno del mese successivo al compimento del biennio.

























Inquadramento

Importo €

Q 33,11
I 32,32
II 29,68
III 28,54
IV 26,86
V 26,40
VI 25,65


Elemento Perequativo


Nelle aziende che sono prive di contrattazione di secondo livello riguardante il Premio di risultato, viene corrisposta ai lavoratori che non percepiscano altri trattamenti economici collettivi assimilabili a tale istituto, a titolo perequativo, l’importo annuo prò capite di 485 euro, con la retribuzione del mese di giugno ai lavoratori in forza nel mese, a condizione l’azienda non versi in situazioni di comprovata difficoltà economico-finanziaria o produttiva.



Previdenza Complementare


E’ prevista una aliquota di contribuzione ordinaria minima pari al 1,21% a carico azienda ed 1,21% a carico dipendenti, calcolata sulla retribuzione utile ai fini del TFR. A tal fine le Aziende e le Organizzazioni Sindacali, in quanto Fonti istitutive dei Fondi presenti nel settore (FOPEN e PEGASO), si faranno reciprocamente parte attiva affinché tale possibilità venga recepita dagli Statuti dei Fondi citati e vengano individuate le modalità più opportune per agevolare l’iscrizione delle Aziende e dei lavoratori. L’obbligo contributivo di cui ai commi precedenti è assunto dalle Aziende solo ed esclusivamente nei confronti dei lavoratori che si iscrivono ai Fondi summenzionati.
Le Aziende versano un contributo aggiuntivo a carico del solo Datore di lavoro di € 11 euro mensili per 14 mensilità ai predetti Fondi.

Importi delle misure periodiche di sostegno previdenziale

























Inquadramento

Importo €

Q 19,87
I 19,39
II 17,81
III 17,12
IV 16,12
V 15,84
VI 15,39


Assistenza sanitaria integrativa


Le Parti riconoscono la crescente diffusione nel settore della copertura sanitaria integrativa attraverso fondi aziendali o mediante altri strumenti, tra cui anche le convenzioni aventi ad oggetto specifici “pacchetti sanitari”. A tal fine l’onere a carico azienda è pari a € 206 annui.


Compensi per lavoro straordinario


Le ore di lavoro straordinario sono compensate con le seguenti maggiorazioni sulla retribuzione oraria:



























Tipologia

Lavoratori a turni avvicendati ex art. 27, c 8, appendice CCNL

Restante personale

Lavoro straordinario diurno 22%

25% dalla 48esima ora

22%

25% dalla 48esima ora

Lavoro straordinario festivo 40% 40%
Lavoro straordinario festivo con riposo compensativo 25% 25%
Lavoro straordinario notturno 40%

45% dalla 48esima ora

50%
Lavoro straordinario festivo notturno 55% 65%
Lavoro straordinario festivo notturno con riposo compensativo 50% 55%


Compensi per lavoro festivo e per lavoro notturno


Le ore di lavoro festivo e notturno sono compensate con le seguenti maggiorazioni sulla retribuzione oraria:























Tipologia

Lavoratori a turni avvicendati ex art. 27, c 8, appendice CCNL

Restante personale

Lavoro festivo 35% 35%
Lavoro festivo con riposo compensativo 10% 10%
Lavoro notturno 20% 20%
Lavoro festivo notturno 50% 50%
Lavoro festivo notturno con riposo compensativo 35% 30%


Reperibilità


Ai lavoratori ai quali viene richiesta la reperibilità compete, per ogni giornata di effettivo espletamento di tale servizio, un’indennità in cifra nelle misure di seguito indicate.












 

Orario settimanale in 5 giorni

Giornaliera Importo in cifra pari a € 12,00
Sesto giorno Importo in cifra pari a € 18,00
Festivo Importo in cifra pari a € 24,00


L’importo orario di reperibilità viene determinato dividendo per 16 gli importi di cui alla tabella precedente.
Vengono, inoltre, riconosciuti i seguenti trattamenti:
– al lavoratore reperibile viene corrisposto un compenso forfettario, al fine di tener conto del tempo occorrente a raggiungere il luogo dell’intervento e di quello necessario al successivo rientro, di importo equivalente ad un’ora di viaggio nel valore del 150%;
– inoltre, qualora la durata della prestazione sia inferiore ad 1 ora, detto lavoratore ha diritto a percepire – in aggiunta al compenso per lavoro straordinario effettivamente compiuto -un’indennità pari alla normale retribuzione oraria maggiorata della percentuale prevista per il lavoro straordinario relativamente al tempo mancante al raggiungimento dell’ora;
– nel caso in cui, non esistendo mezzi pubblici di trasporto tali da consentire un sollecito intervento e non potendo usufruire di mezzi aziendali, il lavoratore reperibile usi il proprio mezzo per raggiungere la sede di lavoro od il luogo dell’intervento, le spese di viaggio andranno rimborsate secondo gli accordi e le prassi aziendali in atto.


Apprendistato


In funzione del tipo di qualificazione da conseguire la durata dell’apprendistato professionalizzante viene definita come segue:
Qualificazione corrispondente a mansioni di livello 1 e 2
Durata: 24 mesi

Qualificazione corrispondente a mansioni di livello 3 ,4 e 5
Durata: 36 mesi

Qualificazione corrispondente a mansioni di livello 6
Durata: 24 mesi

I periodi di apprendistato presso più datori di lavoro si cumulano ai fini del computo della durata massima del periodo di apprendistato, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e sempre che si riferiscano alle stesse attività.
L’apprendista viene inquadrato nella categoria corrispondente alla qualificazione da conseguire al termine dell’apprendistato con una retribuzione in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio. Durante la durata contrattuale dell’apprendistato è prevista – previa verifica dell’andamento positivo del percorso formativo e professionale – la seguente dinamica retributiva:














Inquadramento della qualificazione da conseguire

Primo anno

Secondo anno

Terzo anno

Livelli 3, 4 e 5 80% retribuzione 85% retribuzione 90% retribuzione
Livelli 1, 2 e 6 80% retribuzione 90% retribuzione



Al termine del periodo di apprendistato previa verifica sull’andamento del percorso effettuato verrà riconosciuto il 100% della retribuzione corrispondente all’inquadramento della qualificazione conseguita.

REM: domande dal 1° luglio


Le domande di REM per le nuove quote di giugno, luglio, agosto e settembre 2021 possono essere presentate all’Inps esclusivamente dal 1° luglio al 31 luglio 2021.


 


I nuclei familiari, in possesso dei requisiti previsti, potranno presentare la domanda attraverso i seguenti canali:
– sito internet dell’Inps (www.inps.it), autenticandosi con PIN, se in possesso, (si ricorda che l’Inps non rilascia più nuovi
PIN a decorrere dal 1° ottobre 2020), SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica;
– gli Istituti di patronato.
Come anticipato, il Decreto sostegni bis ha riconosciunto, per l’anno 2021, ulteriori quattro quote di reddito di emergenza relative alle mensilità di giugno, luglio, agosto e settembre 2021, oltre alle mensilità di marzo, aprile e maggio 2021 previste dal DL 41/2021 (convertito, con modificazioni, dalla L. 21 maggio 2021, n. 69).
Ai fini del riconoscimento delle quote di Rem, si applicano i requisiti previsti dall’articolo 12, comma 1, del cit. DL n. 41, fatta eccezione per il valore del reddito familiare che è riferito al mese di aprile 2021.
In particolare, ai sensi del cit. art. 12, il REM è riconosciuto ai ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 che siano in possesso cumulativamente dei seguenti requisiti:
a) un valore del reddito familiare nel mese di febbraio 2021 inferiore ad una soglia pari all’ammontare di cui all’articolo 82, comma 5, del decreto-legge n. 34 del 2020; per i nuclei familiari che risiedono in abitazione in locazione, fermo restando l’ammontare del beneficio, la soglia è incrementata di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione come dichiarato ai fini ISEE ai sensi dell’articolo 4, comma 4, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;
b) assenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità di cui all’articolo 10 del presente decreto-legge;
c) possesso dei requisiti di cui ai commi 2, lettere a), c) e d), 2-bis e insussistenza delle condizioni di incompatibilità di cui al comma 3, lettere a), b) e c), dell’articolo 82 del D.L. n. 34 del 2020.