Firmato il decreto sui progetti utili alla comunità per i percettori del Rdc


Il 22 ottobre è stato firmato il decreto ministeriale, concertato con i Comuni, che definisce l’attivazione dei lavori di pubblica utilità che i beneficiari di Reddito di cittadinanza dovranno effettuare presso il Comune di residenza.


I Comuni interessati avranno, quindi, la possibilità di avviare la progettazione e definire le attività che i beneficiari del Reddito di cittadinanza andranno a svolgere.
Il Comune è il titolare dei Progetti Utili alla Comunità e può avvalersi della collaborazione di enti del Terzo Settore o di altri enti pubblici. I PUC possono essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, contribuendo alla costruzione di una comunità migliore.
Il provvedimento in parola delinea i confini delle attività che possono essere realizzate, i percettori di Rdc, infatti: non possono svolgere attività in sostituzione di personale dipendente dall’ente pubblico proponente o dall’ente gestore nel caso di esternalizzazione di servizi o dal soggetto del privato sociale; non possono altresì ricoprire ruoli o posizioni nell’organizzazione del soggetto proponente il progetto; non possono sostituire lavoratori assenti a causa di malattia, congedi parentali, ferie e altri istituti; né possono essere utilizzati per sopperire a temporanee esigenze di organico in determinati periodi di particolare intensità di lavoro.

Nuovi minimi mensili per i dipendenti del trasporto merci



Da ottobre 2019 decorre l’ultima rata dell’aumento previsto dall’accordo di rinnovo del 3/12/2017 per i dipendenti del trasporto merci.


La Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica, con circolare del 17/10/2019, ha comunicato la decorrenza da ottobre 2019 della quarta ed ultima rata dell’aumento previsto dall’accordo di rinnovo del 3/12/2017.
I nuovi importi dei minimi contrattuali mensili sono pertanto i seguenti.


























































Livello Minimo
Quadro 2.246,67
1 2.109,79
2 1.938,22
C3 1.750,76
B3 1.750,37
3 Super 1.750,37
A3 1.749,98
F2 1.703,93
E2 1.703,54
3 1.703,50
D2 1.703,11
H1 1.650,91
G1 1.644,30
4 SENIOR 1.620,25
4 JUNIOR 1.577,94
5 1.544,97
6 SENIOR 1.443,72
6 JUNIOR 1.328,17



















Livello personale Viaggiante/Rider

Minimo
I Rider da 1 a 6 mesi 1.447,68
I Rider oltre 6 mesi 1.526,63
L Rider da 1 a 6 mesi 1.447,68
L Rider da 7 a 15 mesi 1.526,63
L Rider oltre 15 mesi 1.566,13

 


Apprendisti Professionalizzanti dal 26/4/2012





















































































































































Livello Da mese A mese Minimo
4 Junior 1 12 1.183,46
13 24 1.341,25
25 36 1.577,94
4 Senior 1 12 1.215,19
13 24 1.377,21
25 36 1.620,25
6 Junior 1 12 996,13
13 24 1.128,94
25 36 1.443,72
6 Senior 1 12 1.082,79
13 24 1.227,16
25 36 1.443,72
Autista 3 1 12 1.533,15
13 24 1.618,32
25 48 1.703,50
Autista 3S 1 12 1.575,33
13 24 1.662,85
25 60 1.750,37
1 1 12 1.582,34
13 24 1.793,32
25 36 2.109,79
2 1 12 1.453,66
13 24 1.647,49
25 36 1.938,22
3 1 12 1.277,62
13 24 1.447,98
25 36 1.703,50
5 1 12 1.158,73
13 24 1.313,22
25 36 1.544,97
3S 1 12 1.312,78
13 24 1.487,81
25 36 1.750,37

Le tabelle salariali vigenti per gli Operai Agricoli di Cuneo



Si riportano le tabelle salariali vigenti per gli operai agricoli della Provincia di Cuneo


SALARI OPERAI AGRICOLI A TEMPO INDETERMINATO
(in vigore dall’1/4/2019)













































Qualifica

Salario contr.le nazionale fino al 31/3/2019

Salario contr.le provinciale

Contingenza

E.D.R.

Totale Mensile

Comune 479,18 308,80 507,99 10,33 1.306,30
Comune P 570,76 331,25 511,11 10,33 1.423,45
Qualificato 572,77 360,74 511,11 10,33 1.454,95
Qualificato super 632,52 388,22 511,32 10,33 1.542,39
Specializzato 670,27 417,78 514,07 10,33 1.612,45
Specializz. Super 720,64 470,93 516,05 10,33 1.717,95



















































Qualifica

Paga giornaliera

Paga oraria

Straord. +25%

Festivo +35%

Nott. Str. Fest. +40%

Festivo notturno +45%

Comune 50,24 7,73 9,66 10,43 10,82 11,21
Comune P 54,75 8,42 10,53 11,37 11,79 12,21
Qualificato 55,96 8,61 10,76 11,62 12,05 12,48
Qualificato super 59,32 9,13 11,41 12,32 12,78 13,23
Specializzato 62,02 9,54 11,93 12,88 13,36 13,83
Specializz. Super 66,08 10,17 12,71 13,72 14,23 14,74


 


SALARI OPERAI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO
(in vigore dall’1/4/2019)

























































Qualifica

Salario contrat.le nazionale

Salario contrat.le provinciale

Paga base

Conting.

E.D.R.

3° Elem.

Totale orario

Comune 2,84 1,83 4,67 3,01 0,06 2,36 10,10
Comune P 3,38 1,96 5,34 3,02 0,06 2,56 10,98
Qualificato 3,39 2,13 5,52 3,02 0,06 2,62 11,22
Qualificato super 3,74 2,30 6,04 3,03 0,06 2,78 11,91
Specializzato 3,97 2,47 6,44 3,04 0,06 2,90 12,44
Specializzato Super 4,26 2,79 7,05 3,05 0,06 3,09 13,25













































Qualifica

Totale orario

Straordinario +25%

Festivo +35 %.

Nott. Straord. fest. + 40 %

Fest. Nott. + 45 %.

Comune 10,10 12,03 12,81 13,19 13,58
Comune P 10,98 13,09 13,93 14,35 14,77
Qualificato 11,22 13,37 14,23 14,66 15,09
Qualificato super 11,91 14,19 15,10 15,56 16,02
Specializzato 12,44 14,83 15,78 16,26 16,74
Specializzato Super 13,25 15,79 16,81 17,32 17,82


 


Agli operai a tempo determinato al termine del rapporto di lavoro verrà corrisposto il TFR pari al 8,63% della paga base nazionale – integrativo provinciale e indennità di contingenza.


 


RETRIBUZIONI PER LA MANODOPERA ADDETTA ALLE OPERAZIONI DI RACCOLTA DEI PRODOTTI AGRICOLI
(in vigore dall’1/4/2019)
Retribuzioni orarie comprensive di paga-base, contingenza, 3° elemento, T.F.R.


Lavoratori avviati per la prima volta nelle operazioni di raccolta












Paga base

Conting.

3° elemento

Totale orario

Straord. +25%

Festivo +35%

Nott.str. Festivo +40%

Festivo notturno +45%

2,185 2,61 1,87 6,67 7,87 8,35 8,59 8,83


Lavoratori con precedenti di lavoro nelle operazioni di raccolta












Paga base

Conting.

3° elemento

Totale orario

Straord. +25%

Festivo +35%

Nott.str. Festivo +40%

Festivo notturno +45%

2,435 3,00 2,12 7,56 8,92 9,46 9,73 10,00


 

CCNL Energia e Petrolio: sciolta la riserva sull’accordo di rinnovo



 


Sciolta la riserva sul rinnovo del CCNL Energia e Petrolio tra la CONFINDUSTRIA ENERGIA e la FILCTEM-CGIL, la FEMCA CISL, la UILTEC UIL.


Queste le retribuzioni previste

































Livello

Minimi 1/10/2019

Minimi 1/10/2020

Minimi 1/7/2021

1 2.968,56 3.016,85 3.058,24
2 2.688,53 2.732,26 2.769,75
3 2.434,76 2.474,37 2.508,31
4 2.151,61 2.186,61 2.216,61
5 1.886,84 1.917,54 1.943,85
6 1.641,45 1.668,15 1.691,04



















































C.R.E.A.

Livello 1 C.R.E.A.

Livello 2 C.R.E.A.

Livello 3 C.R.E.A.

Livello 4 C.R.E.A.

Livello 5 C.R.E.A.

Livello 6 C.R.E.A.

5 453,26 453,26        
4 362,61 271,97 243,72 213,57 181,33  
3 271,96 203,98 182,79 160,18 136,00  
2 181,31 135,98 121,86 106,79 90,66  
1 90,65 67,99 60,93 53,39 45,23  
0         00,00 00,00


Minimi Settore Industria Gas


 

































Livello

Minimi 1/10/2019

Minimi 1/10/2020

Minimi 1/7/2021

1 2.954,76 3.003,05 3.044,44
2 2.676,03 2.719,77 2.757,25
3 2.423,44 2.463,05 2.497,00
4 2.141,61 2.176,61 2.206,61
5 1.878,07 1.908,77 1.935,08
6 1.633,82 1.660,52 1.683,41


 



















































C.R.E.A.

Livello 1 C.R.E.A.

Livello 2 C.R.E.A.

Livello 3 C.R.E.A.

Livello 4 C.R.E.A.

Livello 5 C.R.E.A.

Livello 6 C.R.E.A.

5 425,76          
4 341,61 255,47 228,22 200,57 170,33  
3 255,46 191,48 171,29 150,18 128,00  
2 170,31 127,98 114,36 100,29 85,16  
1 85,15 63,99 57,43 50,39 42,83  
0         00,00 00,00


Con il prossimo rinnovo contrattuale il settore dell’industria Gas verrà ricondotto alla retribuzione tabellare del CCNL Energia e Petrolio, con l’annullamento delle differenziazioni salariali previste a tutt’oggi:
Con decorrenza 1/1/2022: riconoscimento del 50% del differenziale salariale sulla retribuzione tabellare;
Con decorrenza 1/7/2023: riconoscimento del restante 50%.
Qualora si verificassero mutamenti di scenario tali da ripresentare motivazioni, strutturali o contingenti, che rendano opportuno un riesame della presente determinazione, le Parti si incontreranno tempestivamente dando seguito al necessario confronto.


Elemento Distinto della Retribuzione (E.D.R.)
Le Parti convengono sulla necessità di introdurre l’elemento distinto della retribuzione (EDR). Tale elemento svolgerà, nel corso della vigenza contrattuale, il ruolo di ammortizzatore degli scostamenti inflattivi, come voce compensativa degli scostamenti negativi o positivi tra inflazione prevista e inflazione reale, permettendo di semplificare l’impatto delle verifiche e di avere certezza dei costi e dei trattamenti contrattuali previsti dal CCNL.
 



























Livello

EDR dall’1/1/2020

EDR dall’1/1/2021

1 20,70 13,80
2 18,74 12,45
3 16,97 11,32
4 15,00 10,00
5 13,15 8,77
6 11,44 7,63


Previdenza complementare
Le aliquote contributive da computarsi sulla retribuzione utile per il calcolo del T.F.R sono fissate nelle seguenti misure:











 

A carico Azienda

A carico lavoratore

Dall’1/7/2020: per gli assunti con anzianità contributiva INPS ante 1/1/1996 2,725% 2%
Dall’1/7/2020: per gli assunti con anzianità contributiva INPS post 31/12/1995 2,775% 2%

Interposizione fittizia di manodopera: costituzione in mora e irrilevanza dell’aliunde perceptum


In tema di interposizione di manodopera, ove ne venga accertata l’illegittimità e dichiarata l’esistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, l’omesso ripristino del rapporto di lavoro ad opera del committente determina l’obbligo di quest’ultimo di corrispondere le retribuzioni a decorrere dalla messa in mora e senza possibilità di detrarre l’aliunde perceptum (Corte di Cassazione, sentenza 21 ottobre 2019, n. 26759)


Una Corte di appello territoriale aveva accolto l’appello proposto dalla società X e revocato i decreti ingiuntivi con cui alcuni lavoratori avevano rivendicato il pagamento di varie somme a titolo di retribuzioni dovute in virtù della sentenza di altro Tribunale, con la quale era stata dichiarata la nullità della cessione di ramo di azienda alla società Y, con ordine di ripristino del rapporto alle dipendenze di X. La Corte aveva osservato che l’obbligazione retributiva non poteva sorgere per il solo effetto della nullità della cessione del contratto di lavoro e della accertata continuità giuridica del rapporto, giacché dalla natura sinallagmatica del rapporto di lavoro discende che la erogazione del trattamento economico in mancanza di lavoro costituisce un’eccezione, la quale deve essere oggetto di una espressa previsione di legge o di contratto. Altresì, l’omesso ripristino della funzionalità del rapporto, a fronte della tempestiva messa a disposizione delle energie lavorative, rileva unicamente sul piano risarcitorio con conseguente eccepibilità dell’aliunde perceptum che, nel caso in esame, è di entità tale da elidere il danno subito per effetto della perdita della retribuzione.
Avverso la sentenza i lavoratori ricorrono così in Cassazione, che ne riconosce la fondatezza delle ragioni nei termini di cui in appresso.
Il trasferimento del rapporto di lavoro si determina solo quando si perfeziona una fattispecie traslativa conforme al modello legale; diversamente, nel caso di invalidità della cessione (per mancanza dei requisiti richiesti ex art. 2112 c.c.) e di inconfigurabilità di una cessione negoziale (per mancanza del consenso della parte ceduta quale elemento costitutivo della cessione), quel rapporto di lavoro non si trasferisce e resta nella titolarità dell’originario cedente. Di qui, l’attività lavorativa subordinata resa in favore di colui che non è più cessionario equivale a quella che il lavoratore, bisognoso di occupazione, renda in favore di qualsiasi altro soggetto terzo; parimenti, la retribuzione corrisposta, così come quella ricevuta da ogni altro datore di lavoro presso il quale il lavoratore impiegasse le sue energie lavorative, si va a cumulare con quella dovuta dall’azienda cedente.
Ed ancora, al dipendente la retribuzione spetta tanto se la prestazione di lavoro sia effettivamente eseguita, sia se il datore di lavoro versi in una situazione di mora accipiendi nei suoi confronti (Corte di Cassazione, sentenza 23 novembre 2006, n. 24886). Una volta dunque offerta la prestazione lavorativa al datore di lavoro giudizialmente dichiarato tale, il rifiuto di questi rende giuridicamente equiparabile la messa a disposizione delle energie lavorative del dipendente alla sua effettiva utilizzazione, con la conseguenza che il datore di lavoro ha l’obbligo di pagare la controprestazione retributiva. La “sospensione unilaterale” del rapporto da parte del datore di lavoro, infatti, è giustificata ed esonera il medesimo dall’obbligazione retributiva solo quando non sia imputabile a fatto dello stesso (da ultimo, Corte di Cassazione, sentenza 9 agosto 2004, n. 15372).
In tema di messa in mora, poi, per le obbligazioni aventi ad oggetto prestazioni infungibili (cui evidentemente appartengono quelle inerenti la prestazione di lavoro), dovendo l’adempimento della prestazione di fare essere preceduto da atti preparatori, la cui esecuzione richiede la collaborazione del creditore, basta che il debitore, che intenda conseguire la liberazione dal vincolo, costituisca il primo in mora mediante l’intimazione ex all’art. 1217 c.c.. In altri termini, dunque, mediante l’intimazione del lavoratore all’impresa cedente di ricevere la prestazione con modalità valida ai fini della costituzione in mora credendi del medesimo datore (il quale la rifiuti senza giustificazione), il debitore del “facere infungibile” ha posto in essere quanto è necessario, secondo il diritto comune, per far nascere il suo diritto alla controprestazione del pagamento della retribuzione.
In sostanza, dunque, i crediti che i lavoratori hanno ingiunto in pagamento alla società X a titolo di emolumenti loro dovuti per effetto del mancato ripristino del rapporto da parte della società predetta, hanno natura retributiva (Corte di Cassazione – S.U. civili, sentenza 7 febbraio 2018, n. 2990) e non risarcitoria (come invece secondo un indirizzo precedente: da ultimo, Corte di Cassazione, sentenza 25 giugno 2018, n. 16694), con conseguente inapplicabilità del principio della “compensatio lucri cum damno”.

Bonus Sud: incrementata la dotazione finanziaria fino a dicembre


La dotazione finanziaria dell’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud relativa alle assunzioni effettuate dal 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2019, prevista dal DD 178/2016, è incrementata per un importo pari a 60 milioni di euro. (Decreto Anpal 10 ottobre 2019, n. 429).


Nel dettaglio il decreto Anpal prevede uno spostamento delle risorse finanziarie dal primo quadrimestre a quello maggio/dicembre 2019. La dotazione finanziaria dell’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud relativa alle assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2019 al 30 aprile 2019, prevista dal DD 311 del 12 luglio 2019, è stata infatti ridotta per un importo pari a 60 milioni di euro. Somma che è stata spostata sulle assunzioni effettuate dal 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2019. In questo caso la gestione della misura da parte dell’Inps avverrà nel limite della dotazione finanziaria pari a 180 milioni di euro a valere sul Programma operativo nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” e sul Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” 2014 – 2020.


Pressanti erano state le richieste della Categoria di utilizzare tutti i fondi ancora disponibili perché destinati alle sole assunzioni effettuate entro aprile 2019, a seguito dell’estensione dell’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud introdotta dal D.L. n. 34/2019 convertito, con modifiche, dalla Legge n.58/2019.
Le domande per beneficiare del Bonus Sud, relative alle assunzioni a partire dal 1° maggio 2019 e non accolte per mancanza di fondi, si presume saranno riesaminate seguendo l’ordine cronologico di presentazione.
L’Inps ha precisato però che nel caso fossero già trascorsi 30 giorni dalla comunicazione di diniego occorrerà comunque reiterare l’istanza.
 


Le retribuzioni vigenti degli operai agricoli di Livorno



Pubblicate le tabelle retributive vigenti per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Livorno


Le tabelle retributive sotto riportate, applicabili agli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Livorno, contengono gli aumenti retributivi previsti dall’Ipotesi di accordo 19/6/2018 di rinnovo del CCNL di settore.


Operai Tempo indeterminato

































QUALIFICHE

Salario Contrattuale

Aumento CCNL 1,2%

Paga mensile

Paga Oraria

SPECIALIZZ.SUPER 1.618,108 19,093 1.637,201 9,688
SPECIALIZZATI 1.546,047 18,243 1.564,290 9,256
QUALIFICATI SUPER 1.483,716 17,507 1.501,223 8,883
QUALIFICATI 1.395,385 16,465 1.411,850 8,354
COMUNI 1.267,789 14,959 1.282,748 7,590


 


Operai Tempo determinato











































QUALIFICHE

Paga  Oraria

Aumento cnnl 1,2%

Nuova Paga Oraia

3° elem. 30,44%

Totale Orario

T.F.R.    8,63%

SPECIALIZZ.SUPER 9,574 0,147 9,721 2,914 12,635 0,839
SPECIALIZZATI 9,145 0,140 9,285 2,784 12,069 0,801
QUALIFICATI SUPER 8,779 0,135 8,914 2,672 11,586 0,769
QUALIFICATI 8,255 0,127 8,382 2,513 10,895 0,723
COMUNI 7,499 0,115 7,614 2,283 9,897 0,657


 

Aggiornate le percentuali contributive della C.E. di Ferrara



La Cassa Edile di Ferrara pubblica le percentuali contributive in vigore dall’1/10/2019 come modificate dall’accordo del 26/6/2019


Con accordo siglato il 26 giugno 2019, tutte le Parti Sociali territoriali per l’edilizia – Ance Ferrara, Cna Costruzioni Nazionale, Confartigianato Ferrara, Legacoop Estense di Ferrara, Confcooperative della Provincia di Ferrara, Agci Ferrara e Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil di Ferrara, concordano che per tutte le imprese, le aliquote contributive a far data dal 1° ottobre 2019, saranno le seguenti:































































Contributo

A carico operaio

A carico ditta

TOTALE

Cassa Edile 0,375% 1,875% 2,250%
Prestazioni sanitarie / Fondo sanitario (dopo la costituzione del fondo)   0,250% 0,250%
A.P.E. ordinaria   3,840% 3,840%
Quote di adesione contrattuale 0,937% (1) 0,722% 1,659%
Edilform Estense contributo per la formazione   0,500% 0,500%
Edilform Estense contributo per la sicurezza   0,500% 0,500%
R.L.S.T.   0,500% 0,500%
Malattia/Infortunio carenza e prestazioni varie   1,060% 1,060%
Fondo prepensionamenti   0,200% 0,200%
Fondo sanitario (2) – (3)   0,350% 0,350%
Fondo incentivo occupazione (3)   0,100% 0,100%
TOTALI 1,312% 9,897% 11,209%


– (1) –


Le cooperative aderenti alle associazioni Lega Cooperative, Concooperative e AGCI versano solo la quota nazionale dello 0,222%.


– (2) –


Per gli impiegati la contribuzione a totale carico ditta è pari allo 0,26%.


– (3) –


Contribuzione calcolata sulle seguenti voci retributive: minimo – afac (solo artigiani) – contingenza – EDR – ITS.

Appalto: infortunio sul lavoro e responsabilità solidale


La Corte di Cassazione con sentenza n. 26614 del 18/10/2019, ha ribadito la responsabilità solidale in caso di infortunio sul lavoro, qualora vi sia affidamento di lavori in appalto all’interno dell’azienda.

Il caso di specie riguarda il ricorso presentato dai congiunti di due giovani, deceduti nell’infortunio sul lavoro avvenuto la mattina di Capodanno del 2006 in Egitto, in area desertica non distante da Sharm el-Sheikh, mentre svolgevano la loro attività di animatori turistici. Tale ricorso è stato accolto nei primi due gradi di giudizio riconoscendo la responsabilità solidale delle società datoriali.
La Corte di appello ha riconosciuto la responsabilità delle due società che in sinergia e collaborazione tra loro, si occupavano una della selezione, del reclutamento e dell’assegnazione dei ragazzi alle diverse destinazioni, mentre l’altra fruiva direttamente delle prestazioni degli animatori per i propri scopi imprenditoriali. Anche non ravvisandosi un formale rapporto di appalto, in mancanza di qualsiasi evidenza contrattuale – ed anche perché l’articolazione delle due società risultava meramente fittizia, strumentale e simulata esistendo per contro un’unica organizzazione all’interno della quale vi era totale commistione di funzioni, ruoli e prerogative -, comunque la tutela antinfortunistica spetta a tutti gli addetti, anche solo di fatto, ad un’attività lavorativa, a prescindere dalla formale assunzione al lavoro e anche dall’eventuale mancato perfezionamento del contratto, purché sia provata la consapevolezza dell’imprenditore circa l’attività svolta dal prestatore d’opera, poi infortunatosi.
Il ricorso presentato in Cassazione dalla società datoriale è stato respinto affermando una responsabilità solidale considerando il principio più volte ribadito dalla giurisprudenza di questa Corte che considera nell’affidamento di lavori in appalto all’interno dell’azienda, il committente, nella cui disponibilità permanga l’ambiente di lavoro, obbligato ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità e la salute dei lavoratori, ancorché dipendenti dell’impresa appaltatrice, e che consistono nel fornire adeguata informazione ai singoli lavoratori circa le situazioni di rischio, nel predisporre quanto necessario a garantire la sicurezza degli impianti e nel cooperare con l’appaltatrice nell’attuazione degli strumenti di protezione e prevenzione dei rischi connessi sia al luogo di lavoro sia all’attività appaltata.

Lettera di impugnazione del licenziamento successiva alla presentazione del ricorso


La lettera di impugnazione stragiudiziale del licenziamento può essere prodotta anche in una fase successiva alla presentazione del ricorso. Nel caso concreto, la necessità di indicare e depositare la lettera di impugnazione del licenziamento è sorta per effetto delle difese della società datrice di lavoro, e, pertanto, a seguito del contraddittorio fra le parti, trovando poi attuazione con la memoria di replica alla domanda riconvenzionale della resistente, quale prima difesa o risposta successiva alla proposizione dell’eccezione (Cassazione, sentenza n. 25346/2019).


La Corte d’appello di Milano, pronunciando nella causa promossa per l’accertamento, fra altre domande, della nullità del termine apposto al contratto di un lavoratore nonché per l’accertamento della illegittimità del licenziamento intimatogli per cessazione dell’attività produttiva, ha rigettato il gravame della società avverso le sentenze non definitiva e definitiva del Tribunale della stessa sede, rilevando come il richiamo nella pronuncia di primo grado alla lettera di impugnazione del licenziamento, già oggetto di stralcio in quanto prodotta soltanto con la memoria di replica alla domanda riconvenzionale, dovesse valere quale revoca implicita di tale provvedimento, in base ai poteri conferiti al giudice dall’art. 421 cod. proc. civ. e avuto riguardo alla indispensabilità del documento ai fini della decisione.
Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso la società affidandosi a quattro motivi, di cui consideriamo di seguito i primi due (considerati infondati). La Corte di merito si è uniformata al consolidato orientamento, secondo il quale, nel rito del lavoro, l’omessa indicazione di un documento, nell’atto introduttivo del giudizio di primo grado, e l’omesso deposito del medesimo contestualmente a tale atto, determina la decadenza del diritto alla produzione, salvo che la produzione non sia giustificata dal tempo della loro formazione o, come nella fattispecie, dall’evolversi della vicenda processuale nel tempo successivo al ricorso ed alla memoria di costituzione; fermo restando che tale rigoroso sistema di preclusioni trova un contemperamento – ispirato alla esigenza della ricerca della “verità materiale”, cui è funzionale il rito del lavoro, teso a garantire una tutela differenziata in ragione della natura dei diritti che nel giudizio devono trovare riconoscimento – nei poteri d’ufficio del giudice in materia di ammissione di nuovi mezzi di prova, ove indispensabili ai fini della decisione della causa.
Nel caso concreto, la necessità di indicare e depositare la lettera di impugnazione del licenziamento è sorta per effetto delle difese della società datrice di lavoro, e, pertanto, a seguito del contraddittorio fra le parti, trovando poi attuazione, come è pacifico, con la memoria di replica alla domanda riconvenzionale della resistente, quale prima difesa o risposta successiva alla proposizione dell’eccezione.
Né rileva, sul piano della conformità all’art. 421 cod. proc. civ., che l’utilizzo in sede decisionale della lettera di impugnazione del licenziamento, a sostegno dell’accertata sussistenza del fatto impeditivo della decadenza, non fosse stato preceduto dalla concessione di un termine per il deposito di note difensive ex art. 420, comma 6°, cod. proc. civ., non essendo trascritto dalla ricorrente il verbale di udienza in cui venne assunto dal giudice il provvedimento di stralcio, né comunque dedotto che nei confronti del documento – al di là della questione relativa alla tardività e irritualità della sua produzione – fossero stati proposti anche temi di indagine diversi, attinenti alla sua idoneità ed efficacia probatoria, o formulate riserve di qualsiasi genere in tal senso, tali da rendere necessaria l’instaurazione fra le parti di uno specifico contraddittorio.